Nelle faccende di chiesa
Loading…

Festa dell'Assunta 2018

dal 11 al 17 agosto 2018

Programma

Gita pellegrinaggio a Oropa

Venerdì 17 agosto 2018

Info

Orario estivo S. Messe

Orario estivo S. Messe festive da domenica 21 luglio 2018

Info

Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

Vai al calendario
  • 0
  • 1
  • 2
  • 3

Nelle faccende di chiesa

Sono iniziati gli incontri del giovedì “Sulla Tua Parola“ con don Norberto, un gruppetto di persone che ha sete della Parola di Dio, per conoscerla sempre di più. Il cristiano è chiamato a servire con serenità, senza pretendere nulla in cambio. Questo il semplice messaggio delle letture della scorsa domenica.

Abbiamo distribuito il calendario con il programma della comunità pastorale, quest’anno in modo originale, stampato come una cartina geografica!

Lo scorso fine settimana Don Norberto ha accompagnato i gruppi familiari della nostra comunità. Una famiglia mi ha raccontato un intervento interessante di Don Norberto: quando vai in montagna e perdi il sentiero, per ritrovarlo cerchi i segni bianchi e rossi che ti riconducono sulla via, questi segni bianchi e rossi richiamano il Sacramento del matrimonio a cui la famiglia cristiana fa riferimento nei momenti di difficoltà.

Sabato mattina in Duomo è stato proclamato beato padre Arsenio da Trigolo dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini e fondatore delle Suore di Maria Consolatrice. Il Cardinale Amato rappresentante di papa Francesco lo ha descritto come “un sacerdote fiero della sua vocazione e del suo apostolato di bene. Egli seppe mantenere sempre viva la tensione alla santificazione propria e altrui. Amava la preghiera, il sacrificio, il lavoro. Era un apprezzato maestro di vita spirituale e un esperto confessore, aveva una cultura non comune. Le virtù dell’umiltà e della carità sono le colonne portanti della sua spiritualità. Fu lui il primo a viverle. Diceva: “L’umiltà ci fa amare i rifiuti, i disprezzi, e tollerare pazientemente le contrarietà”.

Sabato sera in Duomo tantissimi giovani provenienti da ogni zona della Diocesi hanno preso parte alla Veglia nella quale i diciannovenni hanno consegnato la loro Regola di Vita. “So che posso contare su di voi”, ha detto l’Arcivescovo. Le due parola “gioia” e “rallegrati”  hanno guidato la Redditio Symboli, che porta come titolo, la famosa frase di saluto dell’Angelo a Maria: “Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te”. Per Mons. Delpini è il primo incontro con i giovani. A loro si è rivolto con queste parole “Non c’è gioia vera e duratura senza l’annunciazione dell’angelo mandato da Dio, perché è Dio che conosce il segreto della gioia. Gioia che non si può ridurre a un momento di ebbrezza, a un versetto dentro a una canzone che inneggia alla felicità. Non c’è gioia senza fondare la propria vita sul Signore, non c’è gioia se la cerchi altrove. Non credere a chi ti induce a pensare che Dio voglia importi qualche limitazione della tua libertà. Ecco cosa ha da dirti, come prima parola, l’angelo mandato da Dio: rallegrati! Perciò, non disprezzarti, non sottovalutarti, non dire: io non valgo niente. Tu hai un dono da offrire, hai la possibilità di dare un compimento alla tua libertà impegnandola per una missione, per un amore che abbia la tenacia, la profondità, la bellezza dell’amore di Dio.”

Questa settimana Papa Francesco in udienza si è soffermato su quella dimensione della speranza che è l’attesa vigilante“…Il cristiano non è fatto per la noia. Sa che anche nella monotonia di certi giorni sempre uguali è nascosto un mistero di grazia. Ci sono persone che con la perseveranza del loro amore diventano come pozzi che irrigano il deserto. Nulla avviene invano, e nessuna situazione in cui un cristiano si trova immerso è completamente refrattaria all’amore. Nessuna notte è così lunga da far dimenticare la gioia dell’aurora. Gesù ci raccomanda di attenderlo senza stare con le mani in mano: Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli. Non c’è costruttore di pace che alla fine dei conti non abbia compromesso la sua pace personale, assumendo i problemi degli altri. La persona remissiva, non è un costruttore di pace ma è un pigro, uno che vuole stare comodo. Mentre il cristiano è costruttore di pace quando rischia, quando ha il coraggio di rischiare per portare il bene, il bene che Gesù ci ha donato, ci ha dato come un tesoro…”

Il Papa mi ha fatto pensare ad alcune persone anziane della nostra comunità che in queste settimane stanno dedicando il loro tempo a svolgere dei lavori di sartoria per le suore salesiane missionarie in Africa. Vedo queste persone sempre al lavoro, la provvidenza ha fatto avere anche la materia prima (delle stoffe) per lavorare! Non stanno con le mani in mano e offrono il loro tempo per gli altri!!!

Stefania