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Quaresima 2018

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Foglio Quaresima

Esercizi spirituali nella vita corrente

dal 26 febbraio al 2 marzo 2018 - ore 15.30 Morosolo - ore 20.45 Barasso

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VERSO IL SINODO DEI GIOVANI

Terra Santa - 18/19enni e giovani - 3-10 agosto 2018

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Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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Cristiani … aperti di mente

In un mondo molto pratico ed efficiente in cui sono già in molti a ricordarci le cose che “dovremmo fare” (e che non facciamo!), può essere utile metterci in ascolto delle Scritture e di quello che sta all’origine del cosiddetto “mandato missionario” dei credenti.

Esso, infatti, non è un compito … ma una conseguenza! La “missione”, infatti, non è una cosa “da fare”, ma una realtà ben più importante da cogliere e da comprendere: l’azione di Dio nella storia dell’uomo. E’ questa la realtà da cui “ripartire”!

Per questo Luca ha cura di farci notare come il Signore Gesù “aprì la mente alla comprensione delle Scritture”. E’ questa comprensione che “apre” ai discepoli la visione delle cose ignorate, delle cose non comprese, dei sentieri non visti … dei pregiudizi che spesso ci impediscono di cogliere l’agire di Dio e l’agire dell’uomo.

Pietro, come ci ricordano gli Atti degli apostoli, non si accorge semplicemente che anche i non ebrei cercano il Signore, ma che “Dio non fa preferenze di persone”! E’ la conoscenza e comprensione del Signore che determina il suo nuovo modo di agire!

E’ questa “apertura” della mente, che volge lo sguardo al Signore, che ci consente di comprendere che il Signore ci precede sempre; che non ci sono popoli o persone di cui “aver paura”; che occorre fidarci di Lui, per essere capaci di fare cose “nuove”.

Per questo la “missione” del credente non inizia guardando alle cose da fare o alla gente che è in attesa del Signore; inizia, invece, rivolgendo lo sguardo su di Lui e chiedendo che ci “apra la mente” e il cuore. E’ questa la prospettiva che rende “nuove” tutte le cose, anche quelle “da fare”!

Domenica 1ª domenica dopo la dedicazione del duomo di Milano – “Il mandato missionario” – 21/22 ottobre
1.a lettura Atti degli Apostoli 10, 34-48a: Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga».
2.a lettura 1ª Corinzi 1, 17b-2: Cristo mi ha mandato ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo. La parola della croce infatti è stoltezza per quelli che si perdono, ma per quelli che si salvano, ossia per noi, è potenza di Dio.
Vangelo Luca 24, 44-49a: Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme».