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La lettera del Vescovo:

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Cristiani … in cammino

La Parola di questa domenica va ben oltre il tema della partecipazione di tutte le genti alla salvezza e ci sollecita ad una riflessione fra ciò che “sta alle spalle” e “la mèta”, alla saggezza richiesta al discepolo per estrarre dalla vita “cose nuove” e “cose antiche”.

Non vi sono dubbi che i cristiani siano uomini “in cammino”: ci sfugge invece che questa situazione comporta sempre qualcosa da lasciarci “alle spalle” e anche qualcosa di “nuovo”, per “arrivare alla mèta”! Siamo spesso tentati di vedere la Chiesa e il regno di Dio come una casa in cui starsene tranquilli sul divano, come un luogo in cui arrivare e fermarci, ricordando magari un passato in cui abbiamo sperimentato pace e tranquillità …

Riscoprire la condizione del cammino non è solo “ripartire da Dio”, ma riconoscere che il Signore continua a guidare la storia e che è più importante ciò che ci sta davanti, anche se siamo “vecchi e stanchi”, di quello che ci “sta alle spalle”!

E’ questa la posizione in cui il Signore ci invita a stare; e in cui non mancano i compagni di cammino. Così la liturgia di questa domenica ci sollecita nuovamente ad alzare lo sguardo e a fidarci di colui che “estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche”, di colui che ricorda che la Parola del Signore “non torna indietro”!

Così, facendo risuonare in noi la sua Parola, riprendiamo il cammino e mon possiamo che riconoscere, in questa situazione, un “dono” … che ci mantiene “giovani”! non solo “discepoli”!

Domenica 2ª domenica dopo la dedicazione del duomo di Milano – “La partecipazione delle genti alla salvezza” – 28/29 ottobre
1.a lettura Isaia 45, 20-23: Lo giuro su me stesso, dalla mia bocca esce la giustizia, una parola che non torna indietro: davanti a me si piegherà ogni ginocchio, per me giurerà ogni lingua».
2.a lettura Filippesi 3, 13b – 4, 1: Dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.
Vangelo Matteo 13, 47-52: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».