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La lettera del Vescovo:

a partire dalla lettera dello scorso anno traccia della lettera di quest'anno

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Il 5 novembre 2017

“Non ci sarà più la convocazione di una assemblea tra i cristiani della comunità sant’Eusebio”: così ho concluso l’incontro lo scorso 5 novembre. Non era una minaccia e neppure il segno di qualche cosa di negativo, anzi! Credo solo che il prete o il parroco debba lasciare che un momento, come quello vissuto, sia messo ora nelle mani del popolo di Dio, per essere eventualmente ripreso ogni anno. Perché è stato un momento di Dio!

Siamo convenuti in un luogo (l’edificio chiesa) ma soprattutto attratti da un “fuoco” verso cui ci siamo mossii: il Signore. Discepoli che chiedono a Lui a parlarci perché Lui ci ha convocato. “Ma non abbiamo già la messa della domenica?”, qualcuno ha sottolineato. E’ vero: così è ogni assemblea liturgica! Ma, non abbiamo forse dato per scontato un po’ tutto? Non è che il rito domenicale sia rimasto rito e non chiamata del Signore?. Forse… così penso.

Domenica 5 novembre abbiamo invocato allora la sua presenza tra discepoli che hanno limiti, ferite e, soprattutto, hanno il peccato. Abbiamo ascoltato una Parola che descrive il futuro: il capito 21 e  i primi 5 versetti del capito 22 nel libro dell’Apocalisse. Un testo scelto per la sua bellezza ma anche perché segnalato, qualche settimana fa, dal vescovo Delpini. Abbiamo fatto silenzio, abbiamo invocato lo Spirito Santo.

Si è poi dato spazio al vescovo di Mantova Marco Busca che, in un video registrato nel nostro battistero per quella diocesi, ha descritto il valore del battesimo cristiano grazie anche alle pietre del mosaico.

Infine un breve momento di scambio e di confronto, a piccoli gruppi, in una chiesa che è diventata non luogo del chiacchierio ma un posto per dialogare tra credenti a partire da ciò che il  Signore ha fatto in noi. Poco tempo, ovviamente, ma forse un segnale.

Si è chiesto di scegliere una verbo nuovo tra sette proposti:
Toccare, chiedere,  seguire,  entrare,  prendere,  salvare, leggere.

Abbiamo aggiunto, quest’anno, sette oggetti: 
Io sono la Porta – Io sono il Pane della vita
Chiunque beve di questa Acqua – Hai tenuto fino ad ora il Vino migliore
Saggio chi costruisce la Casa sulla roccia – Quando fu a Tavola con loro
Non può restare nascosta una Lampada.

Verbi e parole con un significato “laico” ma anche ricco di quella Parola di Dio che li attraversa. Ciascuno lavorerà, pregherà, approfondirà il suo verso e il suo oggetto dal punto di vista personale ma dentro un legame comunitario.

Ci siamo dati appuntamento la prima domenica di quaresima all’interno del rito delle ceneri e poi nella settimana di esercizi spirituali che quest’anno accompagnerò io.

Che dire infine?
“Che il Signore porti a compimento ciò che in noi ha iniziato”. E non è poco!!

don Norberto