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Avvento 2017

Suggerimenti per vivere l'Avvento ambrosiano

Programma

Cosa si è detto nell'assemblea del 5 novembre

RIPARTIRE DALLA VITA NUOVA RICEVUTA tra Apocalisse 21 e video sul battistero

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Qualche giorno insieme in fraternità

ADOLESECENTI 18/19ENNI GIOVANI, 3 – 4 – 5 gennaio 2018, a CERVINIA (passando per Saluzzo)

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VERSO IL SINODO DEI GIOVANI

Terra Santa - 18/19enni e giovani - 3-10 agosto 2018

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Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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Nelle faccende di chiesa

Nella tradizionale Celebrazione Eucaristica dedicata in Duomo ai defunti, l’Arcivescovo, che in giornata si è recato in tutti i cimiteri cittadini, ha riflettuto sul significato della vita eterna e pregato sulle tombe dei cardinali Colombo, Tettamanzi e Martini. “… Il Signore ci chiede di restare qui, ostinati a dichiarare che senza la speranza non si può vivere e che una vita destinata alla morte è insensata. La Chiesa è come la sorgente che non si stanca di offrire acqua fresca, non parlando della vita eterna come di una vita che “viene dopo”, quindi, irrilevante per il tempo presente. Parliamo di una promessa che cambia questa vita, di una gioia che trasfigura questo nostro quotidiano abitare il tempo, di una comunione che, fin d’ora, trasfigura il sentire, i rapporti, lo stile di vita e offre un ristoro a chi è stanco, oppresso, deluso…”.

Abbiamo accompagnato settimana scorsa con la guida di Suor Emma i bambini del catechismo ad una visita del cimitero di Barasso, ci siamo soffermati su alcune tombe significative, quella dei parroci di Barasso, di una ragazza che ci ha lasciati da giovane, il suo esempio come catechista, davanti al piccolo Giacomo, morto giovanissimo e che già in questa vita aveva manifestato la sua fede.

Nella Solennità di  san Carlo Borromeo l’Arcivescovo Delpini ha conferito l’Ordinazione ai Candidati al Diaconato Permanente. Cinque uomini, tutti sposati e padri di famiglia “… Riconosciamo in tutto questo la potenza di Dio che ci chiama a vivere nella comunione, a edificare una Chiesa unita, a resistere alle potenze del male che vogliono disperdere il popolo di Dio. Siamo convinti che solo in comunione, solo uniti possiamo essere segno del Regno che viene…”.

Con la domenica di Cristo Re salutiamo il vecchio anno liturgico e entriamo nel nuovo anno con l’attesa della venuta di Cristo. La regalità di Cristo ci dimostra un Cristo Re che non è seduto sul trono e noi sugli sgabelli, ma tutti siamo con lui sullo stesso livello ognuno chiamato alla propria vocazione, non solo quella sacerdotale, ma anche quella del matrimonio, sul proprio posto di lavoro. Il regno di Dio non è nell’istituzione della chiesa, vecchia, ma è nel nostro cuore.

Abbiamo vissuto domenica scorsa una coinvolgente e partecipata assemblea confrontandoci sul video, girato dal Vescovo di Mantova, del nostro battistero. Nella condivisione con gli altri, molti sono stati i riferimenti alla propria vita di fede, alla grazia ricevuta, alle piccole conversioni quotidiane.

All’udienza a San Pietro questa settimana il Papa ha iniziato una nuova serie di catechesi sull’Eucaristia. Un tema centrale che i Padri conciliari hanno sottolineato è la formazione liturgica dei fedeli, indispensabile per un vero rinnovamento. Ed è proprio questo lo scopo di questa catechesi ci ha detto Papa Francesco: crescere nella conoscenza del grande dono che Dio ci ha donato nell’Eucaristia. L’Eucaristia è un avvenimento meraviglioso nel quale Gesù Cristo, nostra vita, si fa presente; partecipare alla Messa è vivere un’altra volta la passione e la morte redentrice del Signore.

Un bel suggerimento del Papa “… Bisogna insegnare ai bambini a fare bene il segno della croce. Così incomincia la Messa, così incomincia la vita, così incomincia la giornata. Questo vuol dire che noi siamo redenti con la croce del Signore. Guardate i bambini e insegnate loro a fare bene il segno della croce…”. I Sacramenti, e la celebrazione eucaristica in modo particolare, sono i segni dell’amore di Dio, le vie privilegiate per incontrarci con Lui.

Cercheremo di vivere meglio le nostre celebrazioni, magari non guardando orologio o cellulare!

Stefania