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Avvento 2017

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Avvisi ai naviganti: “badate che nessuno vi inganni”

Il cammino di Avvento, che da inizio al nuovo anno liturgico della Chiesa ambrosiana, ci dà l’occasione di guardare alla “prossima venuta” del Signore Gesù, alla fine dei tempi, e di innalzare lo sguardo al cielo (come ci invita a fare il nostro vescovo Mario, nella sua prima lettera “Vieni: ti mostrerò la sposa dell’Agnello”).

Così, come ai “naviganti” del mare, della terra e del cielo si fornivano “avvertimenti” per porre attenzione alle difficoltà meteorologiche, anche la Scrittura, che guida i passi dei credenti, ci fornisce “avvisi” e “indicazioni” che dobbiamo imparare a non sottovalutare.

Nessuno di noi si ritiene oggi “ingannato” o vede motivo di “allarme”; eppure il Signore Gesù ci invita a “vigilare” e a “badare a noi stessi”! Ed è proprio qui il problema, che non è solo dei nostri giorni: non ci accorgiamo e non abbiamo la percezione che “altri” ci stanno ingannando e si stando prendendo possesso di noi … e che, di conseguenza, ci stanno allontanando da Dio.

Chi ci allontana da Dio, e dal suo modo di vedere l’uomo e la realtà, sono soprattutto le abitudini, le usanze e le consuetudini del mondo: l’attrazione della tecnologia, della modernità, del “tutto e subito” che caratterizzano i nostri giorni … e che traggono vantaggio dalla nostra scarsa capacità di “vigilanza” e di “badare a noi stessi”, ovvero di porre un limite, di “separarci” da ciò che “non è bene”.

Siamo spesso tentati di pensare che tutto è possibile e che tutto è utile: ma raramente cogliamo l’inganno di chi desidera una libertà senza regole e senza rispetto dell’altro. Per questo occorre “vigilare” e imparare a dire anche dei “no”, a tutti quelli che vogliono invadere il nostro spazio … per tornare a porre “attenzione” alla Parola del Signore.

Essa non ci mette in guardia per “aver paura”, ma per “discernere”; non ci invita a “preoccuparci” ma a “liberarci”; non ci insegna ad “evitare” ma a “scegliere”; non domanda “obbedienza” ma “discernimento”!

Essa ci insegna a “badare” a noi stessi, così da edificare e sostenere i nostri “doni”, la capacità di relazionarci e di vivere con gli altri, senza “distrarci”! L’impegno che ne consegue non può essere che quello di fare spazio al “silenzio” e all’ “ascolto”, scegliendo anche “chi” è degno di essere ascoltato e porta “sapienza”, anche fra i nostri “vecchi”!

Buon cammino di Avvento!

Domenica Prima domenica di Avvento, inizio dell’anno liturgico ambrosiano – “La venuta del Signore” – 11/12 novembre
1.a lettura Isaia 24, 16b-23: I perfidi agiscono perfidamente, i perfidi operano con perfidia. Terrore, fossa e laccio ti sovrastano, o abitante della terra.
2.a lettura 1ª Corinzi 15, 22-28: Come in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita.
Vangelo Marco 13, 1-27: Gesù si mise a dire loro: «Badate che nessuno v’inganni! Molti verranno nel mio nome, dicendo: “Sono io”, e trarranno molti in inganno».

Perché “avvisi ai naviganti”
La “vigilanza” e l'”ascolto” sono due caratteristiche fondamentali dell’uomo, eppure sembrano essere passate di moda. Noi, infatti, siamo diventati naviganti “virtuali” e non ci occupiamo più del “mare”, della “terra” e del “cielo” … ma solo di ciò che non c’è: facciamo continuamente ipotesi e commenti a partire da quello che pensiamo, da quello che gli altri dicono, immaginano e pensano, ma non cogliamo più i “fatti” che succedono. La realtà “virtuale” ci sembra più interessante ed attira la nostra attenzione, mentre viviamo i “fatti” che succedono nel “mare”, sulla “terra” e nel “cielo” come una inutile “intrusione” … di cui faremmo volentieri a meno.

Nel “ripartire da Dio” ci può allora essere utile tornare a prestare “ascolto”, imparare a cogliere nella Parola del Signore non indicazioni “virtuali”, come quelle che scaturiscono dai commenti e dalle opinioni, ma suggerimenti “concreti” che nascono dalla relazione con Dio e dalla comprensione dei “fatti” della storia e della vita.