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Avvisi ai naviganti: “cantate al Signore un canto nuovo”

Cantare, esprimere e rendere visibile agli altri ciò che ci attraversa, richiede due condizioni che questa domenica di avvento ci invita a riscoprire: la “gioia” e la “compagnia”.

Riscoprire la “gioia” in un tempo in cui tutti ci lamentiamo di tutto non è facile, nemmemo per i credenti; scoprire poi nella “relazione con Dio” il “motivo” della gioia , risulta ancora più difficile … ma è questa la “conversione” a cui siamo invitati!

Nel “trasmettere” la fede ci siamo spesso dimenticati di questa dimensione, come se il vivere “da cristiani” chiedesse, innanzi tutto, rinunce, sacrifici, limitazioni … Diventa allora importante riscoprire due caratteristiche fondamentali con cui Dio si manifesta al suo popolo: Egli è “il liberatore” e “il vivente”!

Senza la consapevolezza che Dio “libera” ed “ama la vita” non solo si rischia di non cogliere la “bellezza” e la “bontà” della relazione con Dio, ma anche di scambiarlo con un “giudice” che non vede l’ora di punire ogni trasgressione, come un dio che non attende, che non prepara la via, che non cerca, che non accoglie, che non perdona …

Così l’invito del salmo a “cantare al Signore un canto nuovo” ci aiuta a riflettere e a riscoprire da un lato il volto di Dio e dall’altro la nostra voglia di “libertà” e di “vita”, così da poter “cantare”! E di cantare “insieme”, scoprendo che anche altri, intorno a noi, desiderano libertà e vita; come gridavano “Osanna” “quelli che precedevano e quelli che seguivano” l’ingresso di Gesù in Gerusalemme.

Tutti i “naviganti” hanno bisogno di “cantare” … la terra, il cielo e il mare: e di scoprire che il Signore ci dà l’occasione di farlo; è Lui il motivo della nostra gioia, perché porta “libertà” e “vita”!

Domenica Quarta domenica di Avvento – “L’ingresso del Messia” – 2/3 dicembre
1.a lettura Isaia 16, 1-5: Quando sarà estinto il tiranno e finita la devastazione, scomparso il distruttore della regione, allora sarà stabilito un trono sulla mansuetudine, vi siederà con tutta fedeltà, nella tenda di Davide, un giudice sollecito del diritto e pronto alla giustizia..
2.a lettura 1ª Tessalonicesi 3, 11 – 4, 2: Il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell’amore fra voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi, per rendere saldi i vostri cuori e irreprensibili nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi.
Vangelo Marco 11, 1-11: Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide! Osanna nel più alto dei cieli!».

Perché “avvisi ai naviganti”
La “vigilanza” e l'”ascolto” sono due caratteristiche fondamentali dell’uomo, eppure sembrano essere passate di moda. Noi, infatti, siamo diventati naviganti “virtuali” e non ci occupiamo più del “mare”, della “terra” e del “cielo” … ma solo di ciò che non c’è: facciamo continuamente ipotesi e commenti a partire da quello che pensiamo, da quello che gli altri dicono, immaginano e pensano, ma non cogliamo più i “fatti” che succedono. La realtà “virtuale” ci sembra più interessante ed attira la nostra attenzione, mentre viviamo i “fatti” che succedono nel “mare”, sulla “terra” e nel “cielo” come una inutile “intrusione” … di cui faremmo volentieri a meno.

Nel “ripartire da Dio” ci può allora essere utile tornare a prestare “ascolto”, imparare a cogliere nella Parola del Signore non indicazioni “virtuali”, come quelle che scaturiscono dai commenti e dalle opinioni, ma suggerimenti “concreti” che nascono dalla relazione con Dio e dalla comprensione dei “fatti” della storia e della vita.