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Settimana dell'educazione 2018

dal 27 al 31 gennaio 2018

Programma

Lectio divina per adulti

Giovedì 11 e 18 gennaio, 1 e 8 febbraio dalle 21.00 alle 22.15

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Ricomincianti

E se fosse arrivato il momento per rivedere o mettere in ordine una fede nascosta o ferma ?? - DAL 18 GENNAIO

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VERSO IL SINODO DEI GIOVANI

Terra Santa - 18/19enni e giovani - 3-10 agosto 2018

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Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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Non è stato un pellegrinaggio, ad Avila!

“Non è stato un pellegrinaggio”, così vado dicendo a chi mi chiede: “Come è andata ad Avila?”. Andare in pellegrinaggio è recarsi ad un santuario che possiede un forza attrattiva vuoi per il culto mariano o per una apparizione di Maria. Pellegrini sì è anche quando ci si muove verso luoghi indicativi per le reliquie dei santi, segno di una presenza divina,  come nel caso di Santiago de Compostela o padre Pio. Diverso è andare pellegrini in Terra santa, per il fascino di quei lunghi benedetti da Dio e il valore di chiese e di basiliche. Infine, per indicare altri personaggi biblici o altre grandi personalità da conoscere, si usa spesso l’espressione: “Sulle orme di” e succede ad esempio per san Paolo, Mosè.

Ma Avila…? Non c’è la reliquia di santa Teresa nè di san Giovanni della Croce (le reliquie hanno avuto delle strane vicende). In quella città o altre vicine ci sono monasteri dove i santi sono passati o dove sono vissuti, elementi che si avvicinano più a musei.

Decidendo di partire per Avila, si voleva entrare nella vita e nella persona di due giganti della spiritualità cristiana, di cui siamo debitori. Ma come fare? Attraverso una provvidenziale segnalazione di don Stefano (parlo del “nostro” don Stefano, presente per diversi anni alla domenica!) siamo andati alla “Universidad de la Mistica” ad Avila (www.mistica.es), situata ai piedi delle bellissime mura della città, affascinanti nelle ore serali. Abbiamo avuto modo di conoscere il direttore, padre Francisco Javier, spagnolo ma con ottima conoscenza dell’italiano, che si è prestato a condurci all’incontro con Teresa e Giovanni. E questo è successo: abbiamo incontrato quei due santi (personalmente più Teresa)!

Già la casa dove eravamo alloggiati è stata una sorpresa. Non eravamo in un albergo nè in una normale casa di formazione. Dieci anni fa un architetto, leggendo i testi dei due santi, ha progettato questo luogo dedicato alla conoscenza della spiritualità carmelitana, attraverso incontri, settimane, convegni, conferenze, ritiri… L’edificio, posto su tre livelli, ha la forma di una grande stella, tra corridoi, giardini, sale, luoghi del silenzio, cappelle e, al centro, lo spazio della fraternità. Suggestiva caratteristica era il “perdersi”, dal momento che  si faticava a memorizzare come arrivare ad una sala, alla propria camera o ad una cappella. Il “perdersi in Dio”, centralità del messaggio di santa Teresa, lo si viveva muovendosi per quei corridoi e quegli spazi. Così l’edificio stesso ha dato una grande mano nell’immetterci in quella spiritualità.

Il padre carmelitano poi, dopo che al mattino visitavamo città legate ai santi (Avila, Alba de Tormes, Segovia, Salamanca) ci dedicava circa due ore abbondanti per parlarci di Giovanni e di Teresa attraverso la loro vita, i loro scritti, la loro ricchezza e originalità. Ore intense di ascolto e di appunti che ci portavano a celebrare tra noi la messa quotidiana dove, il sottoscritto, riprendeva in breve ciò che si era sentito e …l’omelia era fatta!

Abbiamo incontrato santa Teresa d’Avila e san Giovanni della Croce, come amici che chiedono di  rendere più radicale e bella la nostra fede dove la Grazia, nascosta nel nostro intimo, possa essere riconosciuta. Entrare nel segreto di noi stessi e vivere il nostro battesimo! L’accento al battesimo ci ha fatto un po’ sobbalzare. Rimane la voglia ora di leggere il “Castello interiore” o la “Vita scritta da Teresa”, piuttosto che il Cantico spirituale…

Qualche semplice accenno di una esperienza particolare, non pellegrinaggio appunto, che porta a dire: “Bisogna andare almeno ogni due anni ad Avila”, aprendo sempre di più le porte di questa iniziativa abbordabile per tutti (anche a livello economico), soprattutto a giovani-adulti.

Ecco perchè “è andato male il pellegrinaggio”, perchè non è stato un pellegrinaggio ma l’incontro con santi vivi ed attuali, amici di Dio, capaci di portarci nei segreti intimi e nella bellezza dell’amore divino che vive dentro di noi. Credo proprio che, per i 20 presenti, sia stato un grande dono della Provvidenza da custodire e da trasformare.

don Norberto