Nelle faccende di chiesa
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Festa dell'Assunta 2018

dal 11 al 17 agosto 2018

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Gita pellegrinaggio a Oropa

Venerdì 17 agosto 2018

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Nelle faccende di chiesa

Il vangelo di domenica scorsa che ci ha raccontato il miracolo di Gesù della moltiplicazione dei pani e dei pesci,  la compassione di Gesù per la folla bisognosa, il coinvolgimento dei discepoli nella sua azione di misericordia, ci offre la possibilità di scegliere di aiutare Gesù nella distribuzione del pane, di aiutarlo a raccogliere i pani avanzati come hanno fatto i discepoli, oppure di rimanere nella folla a guardare, siamo tutti strumenti nelle sue mani.

E’ stato presentato alle comunità il cammino dei cento giorni  per i ragazzi della Cresima, Mons. Delpini presiederà l’incontro diocesano a San Siro il prossimo 26 maggio. “Dimora qui” è il titolo del cammino, lo slogan rappresenta un invito rivolto a ciascun ragazzo ad abitare, come “pietra viva”, il grande corpo della Chiesa nelle sue molteplici manifestazioni e offre la conferma che lo Spirito del Signore è sempre con noi. Filo conduttore dell’intero cammino sono le parole del salmo 84, che saranno anche riportate sul braccialetto che i protagonisti porteranno al polso per tutto il tempo fino alla celebrazione del sacramento.

Si sta concludendo la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, sono state tante le iniziative proposte dalla Diocesi. Titolo dell’argomento scelto questo anno “Potente è la tua mano Signore”, la frase è tratta dal Canto di Esodo 15 che ricorda la liberazione del popolo d’Israele dalla schiavitù d’Egitto e che, quindi, celebra la vittoria che il Signore ha operato. I cristiani hanno privilegiato tali parole per offrire una dimensione di vissuto personale all’esperienza della preghiera comune.

E’ stato commovente lo spettacolo in chiesa a Casciago di Christian Di Domenico sabato scorso, uno spettacolo che non offre risposte, ma apre e affronta il tema della disabilità con delicatezza, con simpatia, senso dell’umorismo, ma anche con la consapevolezza che avere un figlio Down può diventare un problema. Una serata di beneficenza per aiutare i nostri ragazzi a partecipare al pellegrinaggio in Terra Santa il prossimo agosto.

Abbiamo seguito il viaggio del Papa in Cile e in Perù. Riporto alcuni messaggi significativi. Ha spronato i giovani a sognare in grande “… non solo quando siete un po’ brilli, no, sempre sognate in grande, perché da queste terre sono nate esperienze che si sono allargate e moltiplicate attraverso diversi Paesi del nostro continente. E chi le ha promosse? Giovani come voi che hanno saputo vivere l’avventura della fede. Perché la fede provoca nei giovani sentimenti di avventura, che invita a viaggiare attraverso paesaggi incredibili, per niente facili, per niente tranquilli…, ma a voi piacciono le avventure e le sfide…, tranne a quelli che non sono ancora scesi dal divano: scendete alla svelta!, così possiamo continuare… Voi che siete specialisti, mettetele scarpe… Anzi, vi annoiate quando non avete delle sfide che vi stimolano…”

In occasione del Sinodo dei giovani il Papa vuole ascoltare i giovani perché saranno loro i protagonisti. Anche in Cile ha spiegato questo Sinodo  e ha invitato “… giovani di tutto il mondo, giovani cattolici e giovani non cattolici; giovani cristiani e di altre religioni; e giovani che non sanno se credono o non credono: tutti per ascoltarli, per ascoltarci, direttamente, perché è importante che voi parliate, che non vi lasciate mettere a tacere. Parlate con coraggio, e dite quello che pensate. Questo dunque lo potrete fare nella settimana di incontro prima della Domenica delle Palme, in cui verranno a Roma delegazioni di giovani da tutto il mondo, per aiutarci a far sì che la Chiesa abbia un volto giovane…”

Francesco ha dato ai giovani una password “Cosa farebbe Cristo al mio posto?”. Chi può se la segni. Cosa farebbe Cristo al mio posto a scuola, all’università, per strada, a casa, con gli amici, al lavoro; davanti a quelli che fanno i bulli: “Cosa farebbe Cristo al mio posto?”. Quando andate a ballare, quando fate sport o andate allo stadio: “Cosa farebbe Cristo al mio posto?”. Questa è la password. Questa è la carica per accendere il nostro cuore, accendere la fede e la scintilla nei nostri occhi. Che non vada via. Questo è essere protagonisti della storia. Occhi scintillanti perché abbiamo scoperto che Gesù è fonte di vita e di gioia.

Nella sosta in Perù il Papa ha ricordato a tutti che in questa regione chiamata “Madre de Dios” “… voi avete in Maria non solo un testimone a cui guardare, ma una Madre, e dove c’è una madre non c’è quel terribile male di sentire che non apparteniamo a nessuno, quel sentimento che nasce quando comincia a scomparire la certezza di appartenere a una famiglia, a un popolo, a una terra, al nostro Dio. Cari fratelli, la prima cosa che mi piacerebbe trasmettervi è che questa non è una terra orfana, è la terra della Madre! E se c’è una madre ci sono figli, c’è famiglia e c’è comunità. E dove c’è madre, famiglia e comunità, non potranno sparire i problemi, ma sicuramente si trova la forza per affrontarli in modo diverso. Amate questa terra, sentitela vostra. Odoratela, ascoltatela, meravigliatevi di essa. Innamoratevi di questa terra Madre de Dios…”

All’incontro con i sacerdoti e i religiosi ha detto loro “… di lavorare con il Signore, fianco a fianco, ma senza mai dimenticare che non occupiamo il suo posto. E questo ci chiede di lavorare ricordando che siamo discepoli dell’unico Maestro. Il discepolo sa che asseconda e sempre asseconderà il Maestro. E questa è la fonte della nostra gioia, la gioiosa coscienza di sé. L’incontro con Gesù cambia la vita, stabilisce un prima e un poi. Fa bene ricordare sempre quell’ora, quel giorno-chiave per ciascuno di noi, nel quale ci siamo accorti, seriamente, che quello che sentivo non era una voglia o un’attrazione ma che il Signore si aspettava qualcosa di più. E allora ci si può ricordare: quel giorno mi sono reso conto. La memoria di quell’ora in cui siamo stati toccati dal suo sguardo. La fede in Gesù è contagiosa. E se c’è un sacerdote, un vescovo, una suora, un seminarista, un consacrato che non contagia, è un asettico, è da laboratorio. Che esca e si sporchi un po’ le mani e poi incomincerà a contagiare l’amore di Gesù. La fede in Gesù è contagiosa, non può essere confinata né rinchiusa; coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia e questa è contagiosa!…”

Durante la celebrazione mariana il Papa ha chiesto di generare atteggiamenti di riconoscenza e gratitudine nei riguardi della donna, nei riguardi delle nostre madri e nonne che sono un baluardo nella vita delle nostre città. Quasi sempre silenziose portano avanti la vita.

Le sue parole all’Angelus per i giovani “… ci sono momenti in cui potete pensare che rimarrete senza poter realizzare i desideri della vostra vita, i vostri sogni. Tutti attraversiamo situazioni così. In quei momenti, quando sembra che si spenga la fede, non dimenticatevi che Gesù è accanto a voi. Non datevi per vinti, non perdete la speranza! Non dimenticatevi dei santi che dal cielo ci accompagnano; rivolgetevi a loro, pregate e non stancatevi di chiedere la loro intercessione. Sono i santi di ieri ma anche di oggi: questa terra ne ha molti, perché è una terra “colmata di santità”. Cercate l’aiuto e il consiglio di persone che voi sapete sono buone per consigliarvi, perché i loro volti esprimono gioia e pace. Fatevi accompagnare da loro e così andate avanti nel cammino della vita…”.

Sono sempre di speranza le sue parole nella messa finale in Perù “… Gesù continua a camminare e risveglia la speranza che ci libera da rapporti vuoti e da analisi impersonali e ci chiama a coinvolgerci come fermenti lì dove siamo, dove ci è dato di vivere, in quell’angolino di tutti i giorni. Il Regno dei Cieli è in mezzo a voi, è lì dove sappiamo usare un po’ di tenerezza e di compassione, dove non abbiamo paura di creare spazi perché i ciechi vedano, i paralitici camminino, i lebbrosi siano purificati e i sordi odano. Dio non si stanca e non si stancherà di camminare per raggiungere i suoi figli. Ciascuno dei suoi figli. Oggi il Signore ti chiama a percorrere con Lui la città. Ti chiama ad essere suo discepolo missionario, e così a diventare partecipe di quel grande sussurro che vuole continuare a risuonare in ogni angolo della nostra vita: Rallegrati, il Signore è con te!..”

Tornato a Roma, all’udienza di questa settimana il Papa ha riassunto le tappe del suo viaggio.  Ha ricordato il motto della sua visita “vi do la mia pace”. “… Sono le parole di Gesù rivolte ai discepoli, che ripetiamo in ogni Messa: il dono della pace, che solo Gesù morto e risorto può dare a chi si affida a Lui. Non solo ognuno di noi ha bisogno della pace, anche il mondo, oggi, in questa terza guerra mondiale a pezzetti … Per favore, preghiamo per la pace!…”.

Stefania