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Iniziamo... insieme!

Anno oratoriano 2018-2019 - Festa della Comunità dal 27 al 30 settembre 2018

Programma

Proiezione film: Maria Maddalena

Giovedì 27 settembre 2018 ore 21.00 - Oratorio di Casciago

Locandina

PERCORSO FIDANZATI 2018 - 2019

PRIMO INCONTRO SABATO 13 ottobre ore 21.00 Parrocchia di Casciago

Locandina
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Nelle faccende di chiesa

Terminati gli esercizi spirituali della scorsa settimana, ritorniamo alla nostra quotidianità. E’ stata veramente una settimana intensa, la possibilità nel silenzio e nel raccoglimento nella chiesa di ascoltare meglio la voce dello Spirito Santo, la sua capacità di consolazione nella vita quotidiana.

Mentre consultavo il sito della Diocesi con dispiacere ho scoperto la scomparsa qualche giorno fa di Don Franco, un sacerdote vecchio stampo che ho accompagnato alcune volte a casa a Varese dopo la celebrazione della messa domenicale a Luvinate, qualche confidenza, qualche consiglio molto prezioso ricevuto,  le sue prediche mi ricordavano tanti insegnamenti della nonna, condivido le parole scritte su di lui da Mons. Delpini “… ho riconosciuto in Don Franco tutti i caratteri di un prete ambrosiano, la determinazione fino ad una certa durezza e la dolcezza fino alla tenerezza, la lucidità e la pazienza, la fierezza del bene compiuto…”.

Venerdì scorso si è svolta a Tradate, la  seconda Via Crucis quaresimale guidata dall’Arcivescovo. Durante l’omelia Mons. Delpini ci ha parlato del vivere di obbedienza   “… ci sono uomini e donne che vivono persuasi di tenere in mano la sorte e di essere protagonisti della storia. Vivono come padroni della vita. Come vivono gli uomini e le donne del mio tempo che si riconoscono discepoli del Signore? Vivono docili alla parola che ascoltano da Gesù, che innalzato da terra attira tutti a sé; vivono obbedienti all’attrattiva; vivono come viandanti in una storia incerta e buia: ma tengono in mano una luce sufficiente per decidere il passo di oggi, lampada per i loro passi è la parola di Dio. Si mettono là, sotto la croce e ascoltano. I figli di Dio che erano dispersi non si riuniscono insieme per coincidenza o per fatalità, né si riuniscono insieme per il successo di un progetto. Si riuniscono insieme perché obbediscono alla parola che li chiama…”.

Papa Francesco ha fatto un bel discorso ai Membri della Federazione dei Collegi Infermieri professionali, Assistenti Sanitari, Vigilatrici d’Infanzia “… Stando con i malati ed esercitando la vostra professione, voi stessi toccate i malati e, più di ogni altro, vi prendete cura del loro corpo. Quando lo fate, ricordate come Gesù toccò il lebbroso: in maniera non distratta, indifferente o infastidita, ma attenta e amorevole, che lo fece sentire rispettato e accudito. Facendo così, il contatto che si stabilisce con i pazienti porta loro come un riverbero della vicinanza di Dio Padre, della sua tenerezza per ognuno dei suoi figli. Proprio la tenerezza è la chiave per capire l’ammalato. Con la durezza non si capisce l’ammalato. La tenerezza è la chiave per capirlo, ed è anche una medicina preziosa per la sua guarigione. E la tenerezza passa dal cuore alle mani, passa attraverso un toccare le ferite pieno di rispetto e di amore…”.

All’udienza a San Pietro questa settimana Papa Francesco prosegue  le catechesi sulla Santa Messa soffermandosi sulla Preghiera eucaristica. “… Concluso il rito della presentazione del pane e del vino, ha inizio la Preghiera eucaristica, che qualifica la celebrazione della Messa e ne costituisce il momento centrale, ordinato alla santa Comunione. Corrisponde a quanto Gesù stesso fece, a tavola con gli Apostoli nell’Ultima Cena, allorché rese grazie sul pane e poi sul calice del vino, il suo ringraziamento rivive in ogni nostra Eucaristia, associandoci al suo sacrificio di salvezza. L’azione dello Spirito Santo e l’efficacia delle stesse parole di Cristo proferite dal sacerdote, rendono realmente presente, sotto le specie del pane e del vino, il suo Corpo e il suo Sangue, il suo sacrificio offerto sulla croce una volta per tutte…”.

Gesù in questo è stato chiarissimo “Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue”. È Gesù stesso che ha detto questo. Noi non dobbiamo fare pensieri strani: È il corpo di Gesù; è finita lì! La fede: ci viene in aiuto la fede; con un atto di fede crediamo che è il corpo e il sangue di Gesù. E’ il mistero della fede, come noi diciamo dopo la consacrazione. E’ questa la grazia e il frutto della Comunione sacramentale: ci nutriamo del Corpo di Cristo per diventare, noi che ne mangiamo, il suo Corpo vivente oggi nel mondo.

La preghiera eucaristica ha concluso Papa Francesco ci insegna a coltivare tre atteggiamenti che non dovrebbero mai mancare nei discepoli di Gesù: imparare a rendere grazie sempre e in ogni luogo, fare della nostra vita un dono d’amore e costruire la concreta comunione nella chiesa e con tutti.

Stefania