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La lettera del Vescovo:

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Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

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Noi abbiamo il “però”!

Sono tanti gli auguri che circolano nella settimana di Pasqua, così come i messaggi che arrivano sul cellulare con annessi video o fotografie (spesso identici!). Oltre a qualche immagine di Gesù risorto e ai rami fioriti della primavera, stanno aumentando gli auguri con le uova colorate o di cioccolato spesso con un coniglio (non capisco). Con il martedì dopo pasquetta gli auguri, giustamente, si interrompono.  Immagino che nel giro di qualche anno le nostre feste saranno nell’abbraccio tra l’inverno e la primavera, tra babbo natale e un coniglietto. Ci manca qualcosa per l’estate e l’autunno e poi siamo a posto… così va il mondo!

Però, noi cristiani ci permettiamo il “però”! Noi continuiamo, nella liturgia, l’alleluia per il tempo pasquale che dura cinquanta giorni ma soprattutto sappiamo che la Pasqua può diventare “settimanale”. Quella abusata e annoiata “domenica della messa” viene così licenziata, senza diritto di riabilitazione e così finalmente entriamo nel ritmo nuovo della “pasqua della settimana”, antica e giovane bellezza ahimè dimenticata .

Il pane spezzato in quel giovedì diventa “il dolce” che dura nel tempo perchè non più corrotto e legato alla scadenza alimentare; il vino nuovo  diventa “l’unico sangue che non contamina ma dona salvezza eterna a chi lo riceve”.

Le immagini diventano originali perché “uniche” come unico e originale è il gesto di affetto e di carezza verso quella persona o quell’altra. L’augurio diventa più profondo superando la semplice “buona pasqua”, perchè si riuscirà a comunicare ciò che sentiamo e cominceremo ad ascoltare ciò che l’altro avrà nell’anima.

I giorni saranno così uniti tra quelli festivi e quelle feriali, quelli della “santa domenica” e quelli della “normale settimana”, quelli “gioiosi” e quelli “dolorosi”, quelli “luminosi” e quelli “grigi”.

Il tempo sarà quello scandito dalla Vita che si avvicina e non dalla morte, nera donna che impugna una falce, che ci ruba la terra da sotto i piedi;  il tempo sarà scandito dall’Amore che si riverserà nei giorni e non di un odio che prosciugherà i  minuti.

Le quattro stagioni, oltre ad essere note del musicista Vivaldi, colori della natura o profumo di una pizza, diventano espressione del mondo eterno reso presente, grazie al 1 aprile di quest’anno (vero scherzo divino!), grazie a quella Pasqua dove il crocifisso ha attraversato la morte per Amore riabbracciando così il Padre.

Grazie allora al “però” della Pasqua di Gesù e ai tanti “nostri però”!

don Norberto