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La lettera del Vescovo:

a partire dalla lettera dello scorso anno traccia della lettera di quest'anno

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Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

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Nelle faccende di chiesa

Settimana scorsa i preadolescenti della nostra comunità sono stati tre giorni ad Assisi con Don Giuseppe, Suor Emma, le loro catechiste e i loro educatori. Vi trascrivo la testimonianza di Francesco, un nostro giovane: “I tre giorni ad Assisi con i ragazzi di seconda e terza media sono stati, dal mio punto di vista, molto significativi, perché, osservandoli durante i vari momenti di preghiera e di riflessione, mi sono sembrati molto coinvolti e attenti, in particolare i ragazzi di terza media che hanno terminato un percorso iniziato a settembre con la professione di fede. Alla fine di quei giorni eravamo tutti molto entusiasti, soprattutto noi educatori, che abbiamo notato grande coesione tra noi e loro trovando anche qualche momento per scherzare e divertirci insieme”.

Sabato scorso a Milano è stata presentata la proposta dell’oratorio estivo 2018, Dio ci ha voluto nel mondo e ci ha creati perché ci mettessimo tutti “AllOpera”, questo sarà lo slogan.  Dio ha bisogno di noi per completare la sua opera creatrice. È una chiamata che ci chiede, ancora una volta, di dire il nostro “sì”. L’agire dell’uomo potrebbe non corrispondere al disegno del Padre. Ci sono degli atteggiamenti che snaturano il lavoro dell’uomo e ostacolano o non promuovono la dignità che proprio il lavoro procura a ciascuno. Sarà quindi chiesto ai ragazzi di mettersi “AllOpera” tenendo conto del sottotitolo dell’Oratorio estivo 2018: “Secondo il suo disegno”.

Papa Francesco ha ricevuto in Udienza i ragazzi della Diocesi di Brescia e ha chiesto loro: “voi, siete disposti ad ascoltare Gesù e a cambiare qualcosa di voi stessi? Sono disposto a fare miei i sogni di Gesù?

Il sogno di Gesù è quello che nei Vangeli è chiamato regno di Dio. Il regno di Dio significa amore con Dio e amore tra di noi, formare una grande famiglia di fratelli e sorelle con Dio come Padre, che ama tutti i suoi figli ed è pieno di gioia quando uno si è smarrito e ritorna a casa. A chi si fida di Lui regala esperienze sorprendenti, ad esempio, provare una gioia nuova nel leggere il Vangelo, la Bibbia, un senso della bellezza e della verità della sua Parola. Oppure sentirsi attirati a partecipare alla Messa, che per un giovane non è molto comune, Gesù ci fa sentire la sua presenza nelle persone sofferenti, malate, escluse… Pensate a cosa avete sentito quando avete fatto qualcosa di buono, nell’aiutare qualcuno. Non è vero che avete sentito un respiro bello? Questo lo dà Gesù. È Lui che ci cambia, è proprio così. Oppure ci dà il coraggio di fare la sua volontà andando controcorrente, ma senza orgoglio, senza presunzione, senza giudicare gli altri”.

Don Luca nella sua omelia di domenica ci ha spiegato che Maria Maddalena aveva bisogno della presenza fisica di Gesù, di vedere i suoi occhi di toccare la sua pelle, solo al sentirsi chiamare per nome da Gesù risorto e alla richiesta di non trattenerlo capisce l’importanza di una presenza non fisica, ma nella carità e nella  condivisione che avrebbe avuto per sempre. Anche Tommaso, “innamorato” di Gesù, dopo aver visto le sue piaghe e i suoi segni sperimenta la sua presenza spirituale.

Papa Francesco ha ringraziato Tommaso, perché non si è accontentato di sentir dire dagli altri che Gesù era vivo, e nemmeno di vederlo in carne e ossa, ma ha voluto vedere dentro, toccare con mano le sue piaghe, i segni del suo amore, anche a noi non basta sapere che Dio c’è: non ci riempie la vita un Dio risorto ma lontano; non ci attrae un Dio distante, per quanto giusto e santo, abbiamo anche noi bisogno di “vedere Dio”, di toccare con mano che è risorto, e risorto per noi. Come possiamo vederlo? Come i discepoli: attraverso le sue piaghe. Guardando lì, essi hanno compreso che non li amava per scherzo e che li perdonava, nonostante tra loro ci fosse chi l’aveva rinnegato e chi l’aveva abbandonato. Entrare nelle sue piaghe è contemplare l’amore smisurato che sgorga dal suo cuore. Per sperimentare l’amore bisogna lasciarsi perdonare, non vergognarci di aprirci e dire i peccati.

Lunedì è stata presentata l’esortazione apostolica Gaudete et Exultate. Mi sono affrettata ad acquistarla!!!  Scrive il Papa “… per un cristiano non è possibile pensare alla propria missione sulla terra senza concepirla come un cammino di santità…” spiegando che i santi non sono solo quelli già beatificati e canonizzati, ma il popolo di Dio, cioè ognuno di noi, che può vivere la santità come un itinerario fatto di piccoli gesti quotidiani. Non è un trattato sulla santità con tante definizioni, l’obiettivo del Papa è far risuonare ancora una volta la chiamata alla santità, cercando di incarnarla nel contesto attuale, con i suoi rischi, le sue sfide e le sue opportunità. Perché il Signore ha scelto ciascuno di noi per essere santi e immacolati di fronte a Lui nella carità.

Terminata la catechesi sulla santa Messa questa settimana il Papa ci ha parlato del Battesimo. “… In virtù dello Spirito Santo, il Battesimo ci immerge nella morte e risurrezione del Signore, affogando nel fonte battesimale l’uomo vecchio, dominato dal peccato che divide da Dio, e facendo nascere l’uomo nuovo, ricreato in Gesù. In Lui, tutti i figli di Adamo sono chiamati a vita nuova. Il Battesimo, cioè, è una rinascita…”. Papa Francesco come tante altre volte ci ha invitato a festeggiare e ricordare la data del nostro battesimo. Inoltre mi è molto piaciuta la sua risposta alla domanda “Perché battezzare un bambino che non capisce? “  “… perché quando noi battezziamo un bambino, in quel bambino entra lo Spirito Santo, e lo Spirito Santo fa crescere in quel bambino, da bambino, delle virtù cristiane che poi fioriranno. Sempre si deve dare questa opportunità a tutti, a tutti i bambini, di avere dentro di loro lo Spirito Santo che li guidi durante la vita. Non dimenticate di battezzare i bambini! Nessuno merita il Battesimo, che è sempre dono gratuito per tutti, adulti e neonati. Ma come accade per un seme pieno di vita, questo dono attecchisce e porta frutto in un terreno alimentato dalla fede…”.

Stefania