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Rosario di Maggio

Recita del S. Rosario - ore 20.45

Terza settimana Morosolo

CHIUSURA MESE DI MAGGIO

CAMMINO serale AL SACRO MONTE con i “giovani” - venerdì 25 maggio

Programma

Festa del Corpus Domini 2018

30 e 31 maggio 2018

Programma

Pellegrinaggio Sotto il Monte e Madonna del Bosco

Presenza delle reliquie di San Giovanni XXIII (Papa Giovanni) nel suo paese natale - 6 giugno 2018

Programma

Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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Grazie Giovanni!

Una volta, quando mi trovavo davanti al vangelo di Giovanni, mi veniva spontaneo dire: “Ma ancora! Poi è complicato, poi come si fa a fare la predica…”. Ora è diverso! Sarà che ho potuto leggerlo di più con alcune persone e in alcune occasioni, sarà che ho ripreso le prediche di Martini nel libro degli Esercizi, sarà che … si invecchia, sta di fatto che ritengo ora una benedizione l’abbondanza dei testi di san Giovanni che si leggono durante il tempo pasquale nella nostra liturgia, sia alla domenica che nei giorni feriali. Se poi teniamo presente i lunghi testi che si leggono in quaresima (anche questi rivalutati dopo diverse rimostranze per la loro lunghezza), sembra proprio che si voglia insistere sul fatto che bisogna entrare nel vangelo di Giovanni per una maturità cristiana. Qualche amico prete ribadisce l’idea che sono uno dei pochi ad appezzare la liturgia ambrosiana… Credo invece che quello che viene dato dalla Chiesa  madre (ambrosiana in questo caso) è il giusto nutrimento su cui stare, senza voler seguire strade nostre o prendere sentieri più facili. Ma: è solo una personale opinione!

Il buon Giovanni ti porta in alto, ti porta nel Padre, suggerisce di dare la mano al Figlio che accompagna con sicurezza essendo lui “il cammino”, chiede di aprirsi al dono dello Spirito, Amore che viene dall’alto. Il buon Giovanni fa saltare “all”n su”, con tanti verbi: rimanere, conoscere, amare, credere, vedere… o usando parole pregnanti come amici, tralci, acqua, vino, luce, pastore… Ci porta a conoscere una sconosciuta samaritana ma anche gli amici Marta e Maria insieme al fratello Lazzaro, ci porta in una festa di nozze, ci fa passare per vigneti o tra le pecore del gregge, ci mette tra le mani una cordicella per cacciare chi danneggia la sua casa, ci porta sulle rive del fiume per entrare nell’acqua sporca di male, ci fa stare sul petto come quel discepolo che amava o ci fa trasalire al suono del nome, come per Maria di Magdala, ci porta a conoscere genitori disgraziati di un cieco ma anche ad assaggiare dei pesci speciali o un pane abbondate.

Non solo un vangelo da sapere al fine di conoscere ciò che ha detto il maestro, ma mare in cui immergersi, sentiero su cui camminare, casa in cui stare, aria da respirare, abbraccio che contiene, fontana che rinfresca, segno della croce che ci immette “nel Padre, nel Figlio, nello Spirito Santo”, vivendo della vita stessa di Dio: sembra poco?

Un saluto con tante grazie, caro Giovanni.

don Norberto