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Avvento 2018

Proposte per l'Avvento 2018

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Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

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Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2018-2019

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Nelle faccende di chiesa

Abbiamo celebrato insieme la festa dell’ascensione, così definita dal nostro parroco “Con l’incarnazione il divino diventa umano, con l’ascensione l’umano si divinizza”. Nella domenica tra l’ascensione e la Pentecoste Gesù prega il Padre perché gli uomini abbiano la pienezza nella Sua gioia, non la gioia umana, ma la gioia dataci dal Padre, gioia che non è l’essere contento del momento, ma la gioia di sentirsi amati dal Padre. Gesù prega perché il Padre ci custodisca dal maligno, e perché noi possiamo essere consacrati nella verità.

Significativa in queste sere la recita del rosario nei cortili dove abitano i bambini della prima comunione. Ricordiamo e affidiamo a Maria le varie situazioni anche le più problematiche, i nostri ammalati, i bambini. Anche Papa Francesco in un videomessaggio ai giovani la scorsa settimana ha avuto un pensiero per Maria “… È bello che dei giovani preghino il Rosario, manifestando così il loro affetto per la Vergine. Il suo messaggio, del resto, è oggi più attuale che mai. E questo perché lei è una giovane tra i giovani, una donna dei nostri giorni, come amava dire don Tonino Bello…”

Il viaggio del Papa mi ha richiamato i nostri don focolarini passati da Luvinate. Il loro modo di vivere mi ha sempre affascinato, il ritorno alla prima comunità cristiana sembra impossibile, eppure sia a Loppiano che a Nomadelfia tante famiglie ci provano!!!

I focolarini hanno chiesto al Papa come vivere questo tempo difficile, quando a volte manca l’entusiasmo e la risposta del Papa molto attuale “… richiamate alla memoria i primi giorni, dopo aver ricevuto la luce di Cristo, avete dovuto sopportare una lotta grande e penosa, avete accettato con gioia di essere privati delle vostre sostanze, sapendo di possedere beni migliori e duraturi. Non abbandonate la vostra franchezza. Avete solo bisogno di perseveranza, cioè portare sulle spalle il peso di ogni giorno, perché, fatta la volontà di Dio, otteniate ciò che vi è stato promesso. Il coraggio e la sincerità nel dare testimonianza della verità e insieme la fiducia in Dio e nella sua misericordia,  la preghiera, il sotto-stare, sopportare. Il rimanere e imparare ad abitare le situazioni impegnative che la vita ci presenta…”.

Anche a Nomadelfia il Papa ha parlato di Don Zeno, fondatore della comunità, “…. la legge della fraternità, che caratterizza la vostra vita, è stato il sogno e l’obiettivo di tutta l’esistenza di Don Zeno, che desiderava una comunità di vita ispirata al modello delineato negli Atti degli Apostoli: La moltitudine di coloro che erano diventati credenti avevano un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune. Vi esorto a continuare questo stile di vita, confidando nella forza del Vangelo e dello Spirito Santo, mediante la vostra limpida testimonianza cristiana…”.

Sabato scorso i  quattordicenni che si stanno preparando alla professione di fede hanno incontrato l’Arcivescovo al Sacro Monte di Varese. La pioggia non ha fermato il loro entusiasmo e la loro freschezza. Tema del loro cammino “Tu sei necessario” richiama una preghiera del beato Paolo VI “Tu ci sei necessario… per conoscere il nostro essere e il nostro destino, la via per conseguirlo… Tu ci sei necessario… per ritrovare le ragioni vere della fraternità fra gli uomini… Tu ci sei necessario… per imparare l’amore vero e per camminare nella gioia e nella forza della tua carità”. Sono state tre le parole di Mons. Delpini ai ragazzi, parole con cui bisogna guardare alla vita: l’amicizia, la mistica e la fiducia. L’amicizia salva dalla paura di non essere interessante per nessuno: non è guardarsi negli occhi, ma guardare insieme verso un compimento desiderabile, un orizzonte promettente. La mistica è la grazia di pregare con il cuore e non solo con le labbra e i segni. La fiducia che è l’audacia del giovane che si fida di Gesù e si mette in cammino sulle strade del bene perché si rende conto che Gesù si fida di lui e si aspetta qualche cosa di buono da lui.

Sono stati presentati questa settimana i sussidi del quarto anno di catechismo “Con Te Cristiani” si è completato così l’itinerario dell’iniziazione cristiana. Il completamento degli itinerari chiede ora di compiere un unico e corale cammino ecclesiale nelle nostre comunità. I testi sono stati consegnati alle singole comunità, anche alla nostra, alle figure educative che accompagnano ragazzi e genitori all’incontro personale con  Gesù. Si sta compiendo un autentico cammino di chiesa.

A San Pietro questa settimana il Papa ha concluso il ciclo di catechesi sul Battesimo. “… Gli effetti spirituali di questo sacramento, invisibili agli occhi ma operativi nel cuore di chi è diventato nuova creatura, sono esplicitati dalla consegna della veste bianca e della candela accesa. Dopo il lavacro di rigenerazione, capace di ricreare l’uomo secondo Dio nella vera santità è parso naturale, fin dai primi secoli, rivestire i neobattezzati di una veste nuova, candida, a similitudine dello splendore della vita conseguita in Cristo e nello Spirito Santo. La veste bianca, mentre esprime simbolicamente ciò che è accaduto nel sacramento, annuncia la condizione dei trasfigurati nella gloria divina. Anche la consegna rituale della fiamma attinta dal cero pasquale, rammenta l’effetto del Battesimo: “Ricevete la luce di Cristo”, dice il sacerdote. Queste parole ricordano che non siamo noi la luce, ma la luce è Gesù Cristo, il quale, risorto dai morti, ha vinto le tenebre del male. Noi siamo chiamati a ricevere il suo splendore! Come la fiamma del cero pasquale dà luce a singole candele, così la carità del Signore Risorto infiamma i cuori dei battezzati, colmandoli di luce e calore. E per questo, dai primi secoli il Battesimo si chiamava anche “illuminazione” e quello che era battezzato era detto “l’illuminato”. La celebrazione del Battesimo si conclude con la preghiera del Padre nostro, propria della comunità dei figli di Dio. Infatti, i bambini rinati nel Battesimo riceveranno la pienezza del dono dello Spirito nella Confermazione e parteciperanno all’Eucaristia, imparando che cosa significa rivolgersi a Dio chiamandolo “Padre”…”.

Stefania