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La lettera del Vescovo:

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In ascolto della Parola: alterità e comunione.

La liturgia ci offre questa settimana l’occasione di riflettere non solo sulla vita di coppia ma sul senso e sullo scopo delle relazioni umane; la vita di coppia, infatti, è l’unica realtà in cui due persone diventano “una sola carne”.

Siamo così invitati ad andare con la mente e il cuore al progetto “iniziale” (e al tempo stesso “ultimo”) di Dio, a non fermarci alle “regole” (che pure definiscono il limite), alle consuetudini che parlano della relazione “uomo-donna” e a contemplare ciò che Dio fa, insegnandoci il rispetto, l’ascolto e l’incontro con chi è “altro da te”! Fino ad arrivare ad essere “uno”!

Questa dimensione della vita come “relazione”, come “incontro”, come “ascolto”, come “dono” reciproco è, nello sguardo di Dio, “a sua immagine”; ne è il riflesso concreto e come tale interessa e riguarda non solo le coppie, ma ogni credente. Non mancano, nella storia della Chiesa, figure stupende di questa capacità di vivere; essa si oppone con forza alla logica dell’essere soli, indipendenti, autonomi, autosufficienti, migliori … e quindi “separati”!

Occorre recuperare questa capacità di vivere la vita come “relazione”! E’ questa la strada scelta da Gesù e come tale essa non riguarda solo la relazione di coppia, ma tutte le relazioni. Non è un caso che le difficoltà di relazione non riguardino solo la vita di coppia, ma anche le generazioni, la scuola, il lavoro, la politica …

Non ci sfugga, nella proposta liturgica di questa settimana, l’atteggiamento con cui il Signore Gesù ci invita ad andare oltre ad ogni atteggiamento, regola o consuetudine del passato, per tornare a cercare di comprendere e di rendere “attuale” il “progetto” di Dio! Troppe volte, soprattutto quando si parla del rapporto “uomo-donna” o della “coppia”, andiamo a cercare conferme o smentite in un passato che non esiste più ed evitiamo di rispondere alla domanda su come vivere oggi l’ “alterità” e la “comunione”.

Domenica 3ª domenica dopo Pentecoste – 9/10 giugno
1.a lettura Genesi 2, 18-25: Il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda».
2.a lettura Efesini 5, 21-33: Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne.
Vangelo Marco 10, 1-12: Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione “li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola”. Così non sono più due, ma una sola carne.

Il tempo “dopo Pentecoste”, ci da l’occasione di fare la stessa esperienza dei due discepoli di Emmaus, che furono avvicinati direttamente da Gesù e “cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.” Rileggere le Scritture sotto la guida dello Spirito e alla luce della resurrezione ci consente di “comprendere” e di dirci “l’un l’altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?»