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Novena di Natale 2018

Orari della Novena e foglio per la "Novena fai da te"

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Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

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Nelle faccende di chiesa

Nella domenica di Abramo ci viene presentata la sua fede non secondo la tradizione e la legge, ma una fede viva basata sulla relazione con Dio e il prossimo. Come Abramo ascoltiamo la Parola di Dio, fondamento della nostra fede.

Papa Francesco questa settimana continuando la catechesi sui comandamenti ha richiamato la fede di Abramo. “… Dio mai chiede senza dare prima. Mai. Prima salva, prima dà, poi chiede. Così è il nostro Padre, Dio buono.

E capiamo l’importanza della prima dichiarazione: “Io sono il Signore, tuo Dio”. C’è un possessivo, c’è una relazione, ci si appartiene. La vita cristiana è anzitutto la risposta grata a un Padre generoso. I cristiani che seguono solo dei “doveri” denunciano di non avere una esperienza personale di quel Dio che è “nostro”. Io devo fare questo, questo, questo … Solo doveri. Ma ti manca qualcosa! Qual è il fondamento di questo dovere? Il fondamento di questo dovere è l’amore di Dio Padre, che prima dà, poi comanda. Porre la legge prima della relazione non aiuta il cammino di fede…”.

Settimana di festa per la parrocchia di Luvinate che, come da tradizione inizia con la camminata e la gelatata a San Cassiano. Nella piccola chiesa di Velate abbiamo recitato il rosario ringraziando il Signore per la nostra fede, per il nostro cognome e le nostre radici, per i nostri amici e per la chiesa.

Negli ultimi tre giovedì ci siamo ritrovati a Sant’Eusebio a leggere insieme l’esortazione apostolica del Papa “Gaudete et Exultate”. La santità è produrre ciò che è di Dio nella nostra realtà umana. Pagine utili perché la chiesa si dedichi a promuovere il desiderio di essere santi facendo passare da noi la santità di Dio. Durante la celebrazione eucaristica presieduta in Duomo dall’Arcivescovo in memoria del  fondatore dell’Opus Dei, un prete che si è confrontato seriamente con la vocazione alla santità, Mons. Delpini, in linea con Papa Francesco, ci ha parlato della santità nella nostra vita quotidiana “.. La santità non è la misura dell’impossibile, non è l’esito di una scalata che mette a dura prova e che solo i più forti, i più intelligenti, i più coraggiosi possono compiere. Il segreto della santità non è nello sforzo di persone eccezionali, ma nella docilità di ogni uomo, donna, bambino, anziano, di ogni persona colta o ignorante, di ogni ricco o povero. È lo Spirito che spinge ogni barca al largo, delicatamente, là dove ogni rete può raccogliere la enorme insperata quantità di pesci, fin là dove ogni vita può ricevere la sorprendente, incontenibile gioia di Dio…”

Abbiamo seguito la scorsa settimana il pellegrinaggio ecumenico di Papa Francesco a Ginevra in occasione del settantesimo anniversario della fondazione del Consiglio Ecumenico delle chiese. Un viaggio verso l’unità, con desideri di unità. Il Papa si è soffermato sul motto scelto per quella giornata “Camminare, pregare e lavorare insieme”. “…Camminare: verso dove? Verso un duplice movimento: in entrata e in uscita. In entrata, per dirigerci costantemente al centro, per riconoscerci tralci innestati nell’unica vite che è Gesù. In uscita, verso le molteplici periferie esistenziali di oggi, per portare insieme la grazia risanante del Vangelo all’umanità sofferente. Potremmo chiederci se stiamo camminando davvero o soltanto a parole, se presentiamo i fratelli al Signore e li abbiamo veramente a cuore oppure sono lontani dai nostri reali interessi. Potremmo chiederci anche se il nostro cammino è un ritornare sui nostri passi o un convinto andare al mondo per portarvi il Signore.

Pregare: anche nella preghiera, come nel cammino, non possiamo avanzare da soli, perché la grazia di Dio, più che ritagliarsi a misura di individuo, si diffonde armoniosamente tra i credenti che si amano. Quando diciamo “Padre nostro” risuona dentro di noi la nostra figliolanza, ma anche il nostro essere fratelli. La preghiera è l’ossigeno dell’ecumenismo. Chiediamoci: quanto preghiamo gli uni per gli altri? Il Signore ha pregato perché fossimo una cosa sola: lo imitiamo in questo?

Lavorare insieme. La Chiesa Cattolica riconosce la speciale importanza del lavoro che compie la Commissione Fede e Costituzione e desidera continuare a contribuirvi attraverso la partecipazione di teologi altamente qualificati. la collaborazione con l’Ufficio per il Dialogo Interreligioso e la Cooperazione, ultimamente sull’importante tema dell’educazione alla pace; la preparazione congiunta dei testi per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani e varie altre forme di sinergia sono elementi costitutivi di una solida e collaudata collaborazione…”.

A Ginevra Papa Francesco ha recitato una preghiera ecumenica in cui ha sottolineato che “… solo perdersi dietro a Gesù è camminare secondo lo Spirito si porta frutto nella vigna del Signore. Come Gesù stesso insegna, non quanti accaparrano portano frutto nella vigna del Signore, ma quanti, servendo, seguono la logica di Dio, il quale continua a donare e a donarsi. Questa strada ha una meta precisa: l’unità. La strada contraria, quella della divisione, porta a guerre e distruzioni. Basta leggere la storia. Il Signore ci chiede di imboccare continuamente la via della comunione, che conduce alla pace. La divisione, infatti, si oppone apertamente alla volontà di Cristo, ma è anche di scandalo al mondo e danneggia la più santa delle cause: la predicazione del Vangelo ad ogni creatura..”

Mons. Delpini durante la sessione del Consiglio Pastorale Diocesano, riunito per svolgere il ruolo di assemblea sinodale per il Sinodo Minore “La chiesa dalle genti. Responsabilità e prospettive”, ha condiviso il disagio per le vicende su cui la cronaca quotidiana attira l’attenzione  sui migranti e suscita emozioni e reazioni in tutti gli Italiani. Il Cardinale e il Consiglio vogliono condividere il disagio, le domande che sorgono, l’urgenza di interventi, iniziative, parole che dicano speranze di futuro e passi di civiltà. “… Vorremmo che nessuno rimanga indifferente, che nessuno dorma tranquillo, che nessuno si sottragga a una preghiera, che nessuno declini le sue responsabilità…”.

Stefania