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Festa di Sant'Eusebio 2018

31 luglio - 1 agosto 2018

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In ascolto della Parola: passare dalla “vittoria” alla “compagnia”.

Vincere, avere il sopravvento, sconfiggere l’altro è sempre stato il fine di tante attività dell’uomo e talora anche dei credenti. Questa passione per la “vittoria”, che ignora sempre le ragioni dell’altro, alimenta la costruzione e la presenza di “nemici”, di “avversari”, in ogni settore … sempre da sconfiggere ed eliminare …

La Parola di Dio di questa settimana ci aiuta così a fare luce su questa dinamica dell’uomo, a mettere a fuoco un comportamento ed un fine diverso, secondo lo stile del Figlio dell’uomo, Gesù: anche quando l’autore della “vittoria”, nella nostra percezione, è il Signore!

Il modo di vedere secondo il quale nella vita ci sono “alleati” e “avversari” non risponde alla visione di Dio sull’uomo, che, in Gesù Cristo, si è fatto “compagno di tutti”! Questa semplice verità non è così facile da mettere in pratica, anche fra i credenti …

La “vittoria” del credente inizia, infatti, passando dalla parte di Dio, accogliendo la “via” percorsa da Gesù, così da “avere la pace in me”! Sì, è la “compagnia” di Gesù che rende nuova la vita credenti; per questo Paolo può affermare: “in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati”.

E’ questo il “passaggio” che il credente vive e celebra con la Pasqua, in cui facciamo memoria della “vittoria dell’amore sulla morte”: è questa la verità che siamo chiamati a testimoniare ogni giorno, sapendo di poter contare sulla “compagnia” di Gesù per essere “compagno” di ogni uomo. L’altro, infatti, non è il mio “nemico” … ma il “fratello” a cui Dio per primo si è fatto “prossimo”!

Così al nostro spirito, sempre timoroso per quello che può succederci nell’essere disponibili ed aperti agli altri, siano di conforto le parole del “maestro”: «Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

Domenica 7ª domenica dopo Pentecoste – 7/8 luglio
1.a lettura Giosuè 10, 6-15: Stette fermo il sole nel mezzo del cielo, non corse al tramonto un giorno intero. Né prima né poi vi fu giorno come quello, in cui il Signore ascoltò la voce d’un uomo, perché il Signore combatteva per Israele.
2.a lettura Romani 8, 31b-39: Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.
Vangelo Giovanni 16, 33 – 17, 3: Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

Il tempo “dopo Pentecoste”, ci da l’occasione di fare la stessa esperienza dei due discepoli di Emmaus, che furono avvicinati direttamente da Gesù e “cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.” Rileggere le Scritture sotto la guida dello Spirito e alla luce della resurrezione ci consente di “comprendere” e di dirci “l’un l’altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?»