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Festa di Sant'Eusebio 2018

31 luglio - 1 agosto 2018

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Orario estivo S. Messe

Orario estivo S. Messe festive da domenica 21 luglio 2018

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Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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Nelle faccende di chiesa

Don Luca domenica scorsa ha fatto un’omelia sotto forma di catechesi per spiegare la prima lettura del Vecchio Testamento in cui sembra che Dio permetta la violenza. Innanzitutto i personaggi del Vecchio Testamento non sono dei modelli da cui attingere, ma hanno un loro vissuto dove ci sono anche fatti violenti. Mosè è fedele, Davide è regale, ma in loro c’è anche il male, come in noi. Occorre guardare anche l’evoluzione dal Vecchio al Nuovo Testamento. L’uomo allora andava in guerra in nome di Dio e se il nemico non si arrendeva faceva la guerra santa perché Dio era il solo vincitore. Nella Genesi con l’arcobaleno dopo il diluvio universale Dio ci ha dimostrato che non utilizzerà la violenza per rispondere alla violenza. Il Servo di Isaia ha sopportato il male. La nascita di Gesù infine è stata la nostra vittoria, puro amore addirittura morto in croce per noi.

Domenica scorsa durante la Santa Messa per i migranti Papa Francesco ci ha detto che “Il Signore promette ristoro e liberazione a tutti gli oppressi del mondo, ma ha bisogno di noi per rendere efficace la sua promessa. Ha bisogno dei nostri occhi per vedere le necessità dei fratelli e delle sorelle. Ha bisogno delle nostre mani per soccorrere. Ha bisogno della nostra voce per denunciare le ingiustizie commesse nel silenzio di molti. Soprattutto, il Signore ha bisogno del nostro cuore per manifestare l’amore misericordioso di Dio verso gli ultimi, i reietti, gli abbandonati, gli emarginati. Di fronte alle sfide migratorie di oggi, l’unica risposta sensata è quella della solidarietà e della misericordia; una riposta che non fa troppi calcoli, ma esige un’equa divisione delle responsabilità, un’onesta e sincera valutazione delle alternative e una gestione oculata…”

Si è conclusa la sessione residenziale estiva della Conferenza episcopale lombarda. I vescovi della Lombardia si sono ritrovati lunedì 25 giugno nell’Eremo Carlo Maria Martini di Montecastello di Tignale (BS), dove hanno vissuto gli Esercizi spirituali, una settimana di preghiera e riflessione. Una sola parola ci hanno lasciato “benedizione”, “… Lasciatevi riconciliare con Dio e siate benedetti! A volte abbiamo l’impressione che, mentre nelle nostre terre non si riesca a immaginare una società senza Chiesa, sia invece diffusa una mentalità che pensa la vita senza Dio. Si può fare a meno di Dio e il vangelo del Regno è sentito come anacronistico e si pensa che altre siano le cose che contano, ma l’esito dell’estraniazione dal Padre è che il mondo sembra diventato una gran macchina, potente e stupefacente, ma che non sa dove andare e non è attesa da nessuna parte. Ne conseguono disperazione e smarrimento. Noi, pronunciando la nostra benedizione da questo monte, invochiamo per tutti la grazia di riconoscere l’intenzione di Dio di salvare, di rendere ogni uomo e ogni donna partecipe della sua vita, della sua gioia, di introdurre ciascuno nella condizione di figlio nel Figlio Gesù. Questo è tutto il significato del mondo e della vita; questa è la sorgente di ogni benedizione…”

Un anno fa il Cardinale Angelo Scola annunciava che papa Francesco aveva scelto monsignor Mario Delpini, quale suo successore sulla Cattedra di Ambrogio e Carlo.

Il nostro Vescovo si fa sempre molto presente, è uno del popolo, visita tutte le comunità e porta sempre serenità. Questa settimana ha ringraziato anche tutto il personale della scuola “… Si è concluso un anno scolastico e io mi faccio voce di coloro che hanno apprezzato la competenza e dedizione degli insegnanti, del personale direttivo, amministrativo e operativo nei diversi ambiti della scuola…” Ha anche ribadito l’importanza della collaborazione scuola famiglia.

Significativo il Viaggio a Bari di Papa Francesco, dove ha incontrato i patriarchi ortodossi e protestanti. “… Il Medio Oriente è divenuto terra di gente che lascia la propria terra. E c’è il rischio che la presenza di nostri fratelli e sorelle nella fede sia cancellata, deturpando il volto stesso della regione, perché un Medio Oriente senza cristiani non sarebbe Medio Oriente…” Ha iniziato la giornata con la preghiera, perché la luce divina diradi le tenebre del mondo. Hanno acceso, davanti a San Nicola, la “lampada uniflamma”, simbolo della Chiesa una. Le lampade sono segno di una luce che ancora brilla nella notte. I cristiani, infatti, sono luce del mondo non solo quando tutto intorno è radioso, ma anche quando, nei momenti bui della storia, non si rassegnano all’oscurità che tutto avvolge e alimentano lo stoppino della speranza con l’olio della preghiera e dell’amore. Perché, quando si tendono le mani al cielo in preghiera e quando si tende la mano al fratello senza cercare il proprio interesse, arde e risplende il fuoco dello Spirito, Spirito di unità, Spirito di pace. Il Papa ha continuato con queste parole “… L’anelito di pace si levi più alto di ogni nube scura. I nostri cuori si mantengano uniti e rivolti al Cielo, in attesa che, come ai tempi del diluvio, torni il tenero ramoscello della speranza. Il Medio Oriente non sia più un arco di guerra teso tra i continenti, ma un’arca di pace accogliente per i popoli e le fedi….”

Stefania