In ascolto della Parola: da “obbedire” a “servire”.
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In ascolto della Parola: da “obbedire” a “servire”.

Seguire il Signore è i suoi “comandi” è sempre stato ritenuto un importante esercizio di “obbedienza” richiesto ai credenti: tante esperienze negative sono state quindi attribuite alla disobbedienza, alla infedeltà, alla nostra incapacità di comprendere …

Anche la “trasmissione” della fede chiama in causa la nostra capacità di insegnare e testimoniare, non solo ai figli (come riportato nelle letture odierne), “ciò che il Signore ha fatto per noi”: ed anche questo tema interpella la comunità cristiana e tutti i genitori.

Eppure, la Parola di Dio di questa settimana, ci spinge oltre: ci sollecita ad assumere non il criterio dell’ “obbedienza”, ma quello del “servizio”! A cambiare, innanzitutto, il punto di vista sulle cose: a non guardare “dall’alto” … ma “dal basso”! E poi ad agire di conseguenza, non chiedendo “obbedienza” agli altri, ma “dando la vita” per ciò in cui crediamo.

Guardare “dal basso” è l’atteggiamento scelto da Gesù, il “maestro”! E già questa scelta dovrebbe rivelarci la sua importanza. Non solo perché rende possibile vedere e comprendere le difficoltà altrui, ma soprattutto perché rivela e mostra “il volto del Padre”, il “volto” di un Dio che non cerca “servi obbedienti”, ma “figli” che scelgono di farsi “servi” del Regno!

Non è difficile cogliere l’attualità di queste parole: “i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono” … perché chi governa ritiene che l’obbedienza gli sia dovuta per il ruolo che riveste! Ed è altrettanto chiara la presa di distanza di Gesù: “Tra voi però non è così”! Non è solo un invito!

Il suggerimento sia di conforto anche a tutti i nostri fallimenti: a chi si lamenta per quelli che “non ci sono”, che “non fanno”, che “se ne sono andati”, che “non ci hanno capito”, per i “figli che non ci hanno seguiti” … e ci aiuti a “servire meglio”, a rendere più “bello” e “gioioso” il nostro “servizio”, senza preoccuparci di chi “ci segue”! La figura di Giovanni il Battista e la memoria del suo martirio, che orienta il nostro cammino liturgico di questo tempo, ci siano di esempio!

Domenica 8ª domenica dopo Pentecoste – 14/15 luglio
1.a lettura Giudici 2, 6-17: Abbandonarono ben presto la via seguita dai loro padri, i quali avevano obbedito ai comandi del Signore: essi non fecero così.
2.a lettura 1ª Tessalonicesi 2, 1-2. 4-12: Sapete pure che, come fa un padre verso i propri figli, abbiamo esortato ciascuno di voi, vi abbiamo incoraggiato e scongiurato di comportarvi in maniera degna di Dio, che vi chiama al suo regno e alla sua gloria.
Vangelo Marco 10, 35-45: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Il tempo “dopo Pentecoste”, ci da l’occasione di fare la stessa esperienza dei due discepoli di Emmaus, che furono avvicinati direttamente da Gesù e “cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.” Rileggere le Scritture sotto la guida dello Spirito e alla luce della resurrezione ci consente di “comprendere” e di dirci “l’un l’altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?»