Nelle faccende di chiesa
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Festa dell'Assunta 2018

dal 11 al 17 agosto 2018

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Gita pellegrinaggio a Oropa

Venerdì 17 agosto 2018

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Orario estivo S. Messe

Orario estivo S. Messe festive da domenica 21 luglio 2018

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Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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Nelle faccende di chiesa

Si è concluso l’oratorio estivo; tanti i bambini presenti, moltissime le persone della nostra comunità che hanno aiutato, in cucina, in segreteria, al cancello, nelle pulizie. Il loro esempio rientra nella logica del servizio che Gesù ci ha insegnato e di cui abbiamo sentito parlare  anche domenica nella lettura del Vangelo “… chi vuol diventare grande tra voi sarà vostro servitore…”. Impariamo la logica del servizio.

La terza fase del Fondo Famiglia Lavoro promossa dalla Diocesi e concentrata sulla riqualificazione professionale sta dando i suoi frutti, oltre la metà dei  disoccupati messi alla prova dalle imprese è poi stata assunta. Per far incontrare domanda e offerta di lavoro, cioè lavoratori senza più un impiego e imprenditori alla ricerca di nuove figure da inserire in azienda, è stato scelto lo strumento del tirocinio, con durata variabile dai tre ai sei mesi a seconda del profilo del lavoratore e delle esigenze aziendali, retribuito con una indennità non inferiore a 400 euro mensili. A pagare, però, non è l’imprenditore, che a conti fatti per tutta la durata del periodo di prova non ha alcun onere, ma il Fondo stesso, che a sua volta viene alimentato dalle donazioni dei fedeli e dei cittadini che scelgono di contribuire.

All’Angelus di domenica scorsa Papa Francesco ha spiegato che la missione ha un centro e un volto. Il discepolo missionario ha un suo centro di riferimento, che è la persona di Gesù. Gli Apostoli non hanno niente di proprio da annunciare, né proprie capacità da dimostrare, ma parlano e agiscono in quanto inviati, in quanto messaggeri di Gesù. Inoltre nessun cristiano annuncia il Vangelo in proprio, ma solo inviato dalla Chiesa che ha ricevuto il mandato da Cristo stesso. È proprio il Battesimo che ci rende missionari. Un battezzato che non sente il bisogno di annunciare il Vangelo, di annunciare Gesù, non è un buon cristiano. La seconda caratteristica dello stile del missionario è un volto, che consiste nella povertà dei mezzi. Il suo equipaggiamento risponde a un criterio di sobrietà. I Dodici, infatti, hanno l’ordine di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura, Gesù li vuole liberi e leggeri, senza appoggi e senza favori, sicuri solo dell’amore di Lui che li invia, forti solo della sua parola che vanno ad annunciare.

In vista del Sinodo di ottobre, alcuni giovani impegnati e vicini alla Chiesa hanno intervistato i coetanei, pescando all’interno delle proprie reti sociali persone non vicine alla Chiesa, allontanatisi per i motivi più diversi, con una fede in standby, agnostici o addirittura non credenti e di altre religioni. Dal loro ascolto  sono emersi questi risultati: 1) I giovani non sono chiusi, al contrario manifestano il desiderio di essere raggiunti nei luoghi virtuali e reali dove sono ogni giorno.
2) I giovani hanno cose da dire, anche alla Chiesa.
3) La Chiesa ha di fronte giovani disponibili a essere protagonisti del loro tempo, a mettersi all’opera. Se questo vale per i giovani in generale, da parte loro i più vicini alla Chiesa chiedono di essere più valorizzati, per il fatto di essere in una età del limbo, il limbo della giovinezza, la terra di nessuno. Ma anche la giovinezza ha le sue pene, le sue scelte complicate da prendere. Diventare adulti non è cosa da poco, non è a costo zero. Infine, coloro che si sono allontanati dalla Chiesa lo hanno fatto perché hanno iniziato a pensare con la loro testa, oppure non hanno trovato nella fede la risposta alle loro domande, ma comunque ritengono la Chiesa un ambiente troppo giudicante.

E’ stato pubblicato il testo dell’Arcivescovo  “Cresce lungo il cammino il suo vigore” che guiderà la vita della Diocesi nel prossimo anno. Indica il cammino verso la nuova Gerusalemme, con un invito a riprendere la testimonianza di Paolo VI, futuro santo. Mons. Delpini pone una attenzione particolare ai giovani, nell’anno nel quale si celebra il Sinodo dei vescovi voluto da papa Francesco; richiama il cammino fin qui svolto in occasione del Sinodo “Chiesa dalle genti”, che si concluderà il 3 novembre; invita a una cura particolare alla Messa domenicale, in particolare nell’annuncio della Parola, a una spiritualità alimentata dalla preghiera e dalla preghiera alla testimonianza per la nuova evangelizzazione. Richiama anche ad una testimonianza coraggiosa dei cristiani e annuncia dall’avvento 2018 la visita pastorale nelle parrocchie e comunità pastorali della Diocesi!!! PREPARIAMOCI…

“… La presenza dei cristiani nella società va rilanciata, anche perché … sottolinea l’Arcivescovo … sentiamo la responsabilità di custodire la preziosa eredità dei nostri padri, quell’umanesimo cristiano in cui si integrano la fede, il senso pratico e la speranza, la cura per la famiglia e per la sua serenità, la gioia per ogni vita che nasce, la responsabilità dell’amore, la serietà della parola data, la fierezza per il bene che si compie e insieme un senso del relativo che aborrisce ogni esibizionismo, una inclinazione spontanea alla solidarietà e una prontezza nel soccorrere, la serietà professionale e l’intraprendenza operosa, l’attitudine a lavorare molto e la capacità di fare festa, una radicata fiducia verso il futuro e una vigile capacità di risparmio e programmazione…”.

Stefania