In ascolto della Parola: “forza” e “debolezza”, “vergogna” e “gloria”
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In ascolto della Parola: “forza” e “debolezza”, “vergogna” e “gloria”

Quando ci mettiamo “in ascolto” della Parola, alcune parole, a cui siamo soliti attribuire un significato “secondo il mondo”, possono trarci in inganno. Per noi “debolezza” e “vergogna” hanno un significato negativo, mentre, al contrario, “forza” e “gloria” hanno una valenza positiva.

La liturgia di questa domenica ci aiuta a leggere non solo la Scrittura ma anche le vicende umane, guardandole dal punto di vista di Dio: perché abbiamo sempre a che fare con una “generazione adultera e peccatrice” che ha i propri “idoli”: la forza, il potere, la gloria, la posizione, … e che ovviamente irride chi segue altre vie!

Anche tanti cristiani hanno spesso ritenuto che con questi “idoli” si potesse cercare di convivere; così la Parola di questa settimana ci ricorda, con chiarezza “evangelica”, che questo equivarrebbe a “vergognarsi del Signore”, a non comprendere la sua “scelta”! Come fa Mical con Davide.

Vi sono spesso differenze fra i credenti e fra gli uomini: ma non possiamo continuare a trattare questioni sostanziali come semplice espressione di differenza di “opinioni” o di “modi di sentire” o di “modi di esprimersi”. Esse non aiutano a “fare chiarezza” e nascondono il desiderio di voler “salvare la propria vita”, di “guadagnare il mondo intero” …

Così la Parola di questa settimana non riguarda solo i credenti, ma tutti coloro che credono e si rinoscono nella logica del mondo, che ha bisogno di “forza” e non di “debolezza”; che si “vergogna” di chi non cerca “gloria” … La “buona notizia” per tutti è che Dio ha scelto di essere “debole” e di essere “con i deboli”! Ed invita tutti a “non vergognarsi di Lui”. Non è solo una opportunità che ci è offerta: è l’unica via di salvezza, anche per il mondo!

Domenica 9ª domenica dopo Pentecoste – 21/22 luglio
1.a lettura 2º Samuele 6, 12b-22: «Bell’onore si è fatto oggi il re d’Israele scoprendosi davanti agli occhi delle serve dei suoi servi, come si scoprirebbe davvero un uomo da nulla!»
2.a lettura 1ª Corinzi 1, 25-31: Fratelli, ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.
Vangelo Marco 8, 34-38: «Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».

Il tempo “dopo Pentecoste”, ci da l’occasione di fare la stessa esperienza dei due discepoli di Emmaus, che furono avvicinati direttamente da Gesù e “cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.” Rileggere le Scritture sotto la guida dello Spirito e alla luce della resurrezione ci consente di “comprendere” e di dirci “l’un l’altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?»