Il bacio “strano” alla reliquia di sant’Eusebio
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Il bacio “strano” alla reliquia di sant’Eusebio

Un piccolo incontro, fatto al 1 agosto nella chiesa di sant’Eusebio, va registrato anche se non è stata molta la gente che ha baciato la reliquia del santo.  Alla sera, dopo la preghiera del rosario, ho atteso le persone che si stavano avvicinando, anche senza una lunga fila. Stavo per riporre sull’altare la reliquia quando noto una ragazza, sui trent’anni presumo, che si avvicina ma senza far capire se è interessata al bacio della reliquia o no e infatti si mette da parte. Proseguo il gesto con la reliquia per altri che arrivano dal fondo e, a questo punto, anche lei si avvicina e dice: “Ma io non posso, perche dovrei confessarmi, è tanto tempo che non lo faccio”. Stupito le rispondo: “Ma questo si potrà sempre fare, ora vuole baciare la reliquia?”.  “Di per sé no” mi risponde “ma lo faccio perchè mio nonno lo faceva e ci teneva a venire a sant’Eusebio”.  Sorpreso le dico: “E’ bello questo, per la confessione ci sarà tempo e vedrai che riuscirai ad arrivarci perchè abbiamo bisogno di purificarci”. La guardo e le parlo con occhi lucidi e le avvicino la reliquia per il bacio.

Se ne è andata subito ma, quella ragazza con un po’ di tatuaggi sul corpo, mi ha colpito e mi sono detto: “Che bravo quel nonno e che bello deve essere stato il rapporto con lui da parte di questa ragazza che fa un gesto così importate per il nonno e così distante per lei. Il nonno sta lavorando e credo che arriverà davanti ad un prete per ricevere il più grande bacio che Dio potrebbe dare, il perdono, dentro il quale sicuramente ci sarà l’abbraccio di quel nonno”.

Valeva la pena stare qualche minuto in più con la reliquia in mano, solo per quel brevissimo incontro e per quel ricordo che ora ho di lei.

Cambio registro per ringraziare tutti coloro che hanno dato una mano per preparare la festa anche se non è stato grande l’afflusso di persone, come altri anni abbiamo registrato. Mi sono detto: “E’ la prima volta che la festa di sant’Eusebio non la sento come se fosse celebrata alla domenica. Gli altri anni, pur cadendo di lunedì, di venerdì o di qualche altro giorno feriale, percepivo un clima come se fossimo di domenica. Quest’anno no. Pazienza. I momenti vissuti attorno alla chiesa con le varie messe, sono stati momenti intensi per la gloria di Dio nella visione della Gerusalemme celeste”.

Don Norberto