In ascolto della Parola: scegliere.
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In ascolto della Parola: scegliere.

La liturgia di questa domenica ci mette di fronte a “scelte” importanti e ci orienta a fare come l’ “uomo di Dio”, che preferisce sempre il Signore! Ma nella realtà le “scelte” dell’uomo non passano dai grandi eventi, non si mostrano solo nei giorni importanti, raramente avvengono davanti a tutti … Ogni “scelta”, infatti, ha radici profonde, esprime ciò che “siamo” e non sempre è “secondo il Signore”!

Così nella vicenda del “profeta” Elia con il “re” Acab il vero problema sono gli “idoli” (i Baal); nella testimonianza di Paolo ai Romani il vero cruccio è “Israele”, “che non ha ottenuto quello che cercava”, anche se esiste sempre un “resto”. Ed anche la parabola deila “vigna” si conclude con una constatazione: “Udite queste parabole i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro”.

Scegliere seguendo la logica di Dio, infatti, non è facile: ed anche se siamo portati a pensare che chi “guida” sia sempre orientato “a fare bene”, la realtà, su cui la liturgia ci invita ad “aprire gli occhi”, ci mostra spesso il contrario.

Ma non ci invita a vigilare sulle “scelte” degli “altri”! Ma, al contrario, sulle nostre decisioni quotidiane; anche quando le riteniamo secondarie, non importanti, non strategiche … al punto da diventare, appunto, “compatibili” con gli “idoli”!

“Vigilare” sulle “scelte”, in tante interpretazioni cattoliche, è stato spesso occasione di “limitazioni”, di “vincoli”, di “no”; finendo per elencare spesso ciò che “non si può” …

Occorre allora sottolineare, al contrario, i “segni” che le tre letture ci offrono: la “ricostruzione” di ciò che è stato distrutto, la “fedeltà” di un “resto”, la “fiducia di Dio” (il regno “sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare”). Sono queste le “chiavi” con cui leggere le “scelte” di ieri e di oggi, le scelte piccole e grandi, che portano un uomo come Giovanni a vivere di “locuste e miele” non per “rinunciare al mondo”, ma per “testimoniare” a tutti il regno di Dio e la sua giustizia!

E questo nella consapevolezza “pasquale” che “la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”!

Domenica 11ª domenica dopo Pentecoste – 4/5 agosto
1.a lettura 1º Re 18, 16b-40a: Acab disse a Elia: «Sei tu colui che manda in rovina Israele?». Egli rispose: «Non io mando in rovina Israele, ma piuttosto tu e la tua casa, perché avete abbandonato i comandi del Signore e tu hai seguito i Baal».
2.a lettura Romani 11, 1-15: Così anche nel tempo presente vi è un resto, secondo una scelta fatta per grazia.
Vangelo Matteo 21, 33-46: Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti. Chi cadrà sopra questa pietra si sfracellerà; e colui sul quale essa cadrà, verrà stritolato».
Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro..

Il tempo “dopo Pentecoste”, ci da l’occasione di fare la stessa esperienza dei due discepoli di Emmaus, che furono avvicinati direttamente da Gesù e “cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.” Rileggere le Scritture sotto la guida dello Spirito e alla luce della resurrezione ci consente di “comprendere” e di dirci “l’un l’altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?»