In ascolto della Parola: aprirci alla misericordia di Dio.
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In ascolto della Parola: aprirci alla misericordia di Dio.

Quando le cose “non vanno” siamo tutti tentati di tirarci fuori e di lasciar perdere … in attesa che “altri” provvedano o che sia addirittura il “Padre eterno” a “fare giustizia” …

Di fronte a questa tentazione, sempre attuale, si erge con forza la Parola del Signore di questa domenica, invitandoci a “ripartire da Dio” e dalla sua “misericordia”! Non ci sarà mai, infatti, un Dio “contro”, un Dio “avversario”, un Dio che “rompe” con l’uomo, un Dio che fa “piazza pulita” o che “dimentica” il suo popolo … anche se l’umanità è corrotta, infedele e “non ascolta”!

Occorre partire da qui per comprendere quanto la Parola domanda, anche oggi, ai credenti: mettersi “in ascolto” e fare spazio alla “misericordia” di Dio, “guarendo”, “risuscitando” (=riportando alla vita), “purificando” e “scacciando”, proprio come Gesù “ordina” di fare ai discepoli.

Anche ai nostri giorni abbiamo bisogno di persone capaci di “guarire”, di sanare i contrasti, di riconciliare gli animi; capaci di ridare “speranza” e “fiducia” ai giovani e agli anziani, di sostenere chi “ritorna alla vita” (dopo una difficoltà, una esperienza dolorosa, un lutto, …); capaci di “fare pulizia”, di rimuovere le incrostazioni del passato, di “purificare” i riti, i segni, le usanze; capaci di “allontanare” ciò che non serve e rallenta il cammino … capaci, soprattutto, di “misericordia”!

Perché quando siamo tentati di ritenere che le “cose non vanno” il Signore ci ricorda che non siamo noi a guidare la storia e che a noi, invece, è richiesto di “fare bene” la nostra parte! E’ questa la responsabilità a cui non possiamo sottrarci! se “il sale perde sapore” … è questo il nostro problema!

Guardiamo quindi con riconoscenza al profeta Geremia, al “precursore” Giovanni, ai discepoli e a tutti coloro che non si sono sottratti alle difficoltà e alla responsabilità che il Signore ha loro affidato. Siano di conforto e sostegno alle nostre difficoltà e ci confermino nella “misericordia” di Dio, di cui abbiamo tutti bisogno.

Domenica 12ª domenica dopo Pentecoste – 11/12 agosto
1.a lettura Geremia 25, 1-13: «Dall’anno tredicesimo del regno di Giosia, figlio di Amon, re di Giuda, fino ad oggi sono ventitré anni che mi è stata rivolta la parola del Signore e io ho parlato a voi con premura e insistenza, ma voi non avete ascoltato».
2.a lettura Romani 11, 25-32: Quanto al Vangelo, essi sono nemici, per vostro vantaggio; ma quanto alla scelta di Dio, essi sono amati, a causa dei padri, infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili!.
Vangelo Matteo 10, 5b-15: Il Signore Gesù inviò i Dodici, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Il tempo “dopo Pentecoste”, ci da l’occasione di fare la stessa esperienza dei due discepoli di Emmaus, che furono avvicinati direttamente da Gesù e “cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.” Rileggere le Scritture sotto la guida dello Spirito e alla luce della resurrezione ci consente di “comprendere” e di dirci “l’un l’altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?»