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Iniziamo... insieme!

Anno oratoriano 2018-2019 - Festa della Comunità dal 27 al 30 settembre 2018

Programma

PERCORSO FIDANZATI 2018 - 2019

PRIMO INCONTRO SABATO 13 ottobre ore 21.00 Parrocchia di Casciago

Locandina
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In ascolto della Parola: il “segno” del “giusto”.

Per aiutarci a leggere la storia e a comprendere l’azione del Padre, che guarda sempre a tutti gli uomini, la liturgia di questa domenica pone al centro della nostra attenzione i “giusti”.

Essi non sono uomini “religiosi”, non frequentano il tempio o la comunità, ma hanno “a cuore” “il bene”; non sono spinti dall’osservanza delle leggi o delle tradizioni … eppure “operano meglio di noi” e Gesù arriva addirittura a dire: “Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!” …

I “giusti” sono quindi un “segno” importante per ogni credente: non solo ci ricordano l’azione misericordiosa di Dio, che guarda “a tutti” e chiama tutti alla sua sequela; ma ci mettono anche in guardia dal classificare gli altri secondo i nostri criteri di aggregazione e separazione: amici/nemici, credenti/non credenti, fedeli/infedeli …

La “giustizia” è infatti, con la “misericordia”, uno dei “nomi” di Dio; è una delle caratteristiche fondamentali del suo “sguardo”. Per questo il Signore “vede” e suscita il bene non solo presso i credenti, ma in tutti gli uomini, al punto che a volte i “giusti” sono di esempio ai credenti.

Si, il Signore abbatte “i muri”, i luoghi comuni che ci abitano e ci invita a fare spazio alla “misericordia” e alla “giustizia”; a riconoscerci, credenti e non credenti, in chiunque “fa il bene”, “a qualunque popolo appartenga”!

La liturgia di oggi ci da l’occasione di “esultare” (come fa Maria nel “Magnificat”) di fronte all’agire del Padre e ci sollecita ad assumere questo “sguardo” e questa “capacità” di “stare nel mondo”, in mezzo agli uomini.

L’esempio di Giovanni ci sia di stimolo e di conforto: nessuno di noi è mandato a condannare (ne gli amici e tantomeno i nemici!), ma a “preparare la via”, a “spianare”, a “raddrizzare” … Il “segno” del “giusto” sia quindi, anche per noi, motivo di “esultanza” e di lode al Signore.

Domenica 13ª domenica dopo Pentecoste – 18/19 agosto
1.a lettura 2º Cronache 36, 17c-23: Il Signore suscitò lo spirito di Ciro, re di Persia, che fece proclamare per tutto il suo regno, anche per iscritto: «Così dice Ciro, re di Persia: “Il Signore, Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra. Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme, che è in Giuda. Chiunque di voi appartiene al suo popolo, il Signore, suo Dio, sia con lui e salga!”».
2.a lettura Romani 10, 16-20: Isaia poi arriva fino a dire: «Sono stato trovato da quelli che non mi cercavano, mi sono manifestato a quelli che non chiedevano di me».
Vangelo Luca 7, 1b-10: Il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito».

Il tempo “dopo Pentecoste”, ci da l’occasione di fare la stessa esperienza dei due discepoli di Emmaus, che furono avvicinati direttamente da Gesù e “cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.” Rileggere le Scritture sotto la guida dello Spirito e alla luce della resurrezione ci consente di “comprendere” e di dirci “l’un l’altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?»