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La lettera del Vescovo:

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In ascolto della Parola: “perdere” per “trovare”.

I credenti sono spesso visti e si considerano dei “perdenti”, di fronte al mondo. Così la liturgia di questa domenica, che precede la memoria del martirio di Giovanni, ci invita, invece, a guardare le cose da un altro punto di vista e a ritenere “vincente” chi “da la vita”!

Senza questo passaggio fondamentale, che può avvenire solo facendo nostre le scelte di Gesù, i credenti rischiano di essere annoverati fra gli uomini che “rimpiangono” e non fra coloro che “scelgono”! Cke “scelgono di perdere” consapevolmente, senza rimpiangere; che “sanno” di essere nel giusto e si comportano “di consegenza”, anche se questo non porta onori, successi o gloria …

Le pagine bibliche di questa domenica sono quindi un forte invito ad assumere un atteggiamento diverso di fronte a noi e di fronte al mondo: di fronte a noi, per recuperare la stima in ciò che crediamo e non distogliere i fratelli dalla “retta via” (ritenendo ad asempio “impossibile” l’amore verso tutti); di fronte al mondo per affermare anche con il rifiuto che “non tutto è lecito”!

L’esempio dei “fratelli” e della loro “madre” (che univa “la tenerezza femminile con un coraggio virile”), l’esempio di Paolo, di Giovanni (il “precursore”) diventano così invito nelle parole di Gesù: “Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!”.

Si, abbiamo “paura” che gli altri “ci passino davanti!”, che “approfittino di noi!”, … ma sono altre le paure da cui ci dobbiamo guardare: “abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo”!

Così “dare la propria vita” diventa il criterio fondamentale per testimoniare a tutti che non abbiamo niente da nascondere, niente da temere, niente da imporre agli altri … se non testimoniare, con la consapevolezza di chi sa di “avere un tesoro in vasi di argilla”, la “misericordia” e l’amore di Dio a tutti.

L’esmpio di Giovanni e di tutti coloro che hanno “scelto di perdere” per “trovare la vita” ci siano di esempio e ci liberino dalla tentazione e dalla paura di essere “perdenti”!

Domenica Domenica che precede la memoria del martirio di Giovanni, il “precursore” – 25/26 agosto
1.a lettura 2º Maccabei 7, 1-2. 20-41: Uno di loro, facendosi interprete di tutti, disse: «Che cosa cerchi o vuoi sapere da noi? Siamo pronti a morire piuttosto che trasgredire le leggi dei padri».
2.a lettura 2ª Corinzi 4, 7-14: Fratelli, noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi.
Vangelo Matteo 10, 28-42: Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.

Il tempo “dopo Pentecoste”, ci da l’occasione di fare la stessa esperienza dei due discepoli di Emmaus, che furono avvicinati direttamente da Gesù e “cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.” Rileggere le Scritture sotto la guida dello Spirito e alla luce della resurrezione ci consente di “comprendere” e di dirci “l’un l’altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?»