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Iniziamo... insieme!

Anno oratoriano 2018-2019 - Festa della Comunità dal 27 al 30 settembre 2018

Programma

PERCORSO FIDANZATI 2018 - 2019

PRIMO INCONTRO SABATO 13 ottobre ore 21.00 Parrocchia di Casciago

Locandina
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Nelle faccende di chiesa

Dopo la pausa estiva riprende la rubrica “Nelle faccende di chiesa” che ricorda aspetti della vita della Chiesa di settimana in settimana.

Nell’ultima settimana di ferie con gioia partecipavo alla messa quotidiana, la figura centrale in questo periodo è quella di Giovanni Battista, il suo sacrificio ci insegna a testimoniare Gesù vivo in mezzo a noi.

Il Vangelo di domenica ci ha ricordato “… Lui deve crescere, io (Giovanni) diminuire…”. Questa frase può suscitare delle obiezioni in noi, ma l’ascolto della Parola ci fa capire che la Voce di Dio ci fa esultare di gioia. Ognuno se ascolta la Sua voce con gioia vive la sua vocazione, il prete da prete, il papà di famiglia da papà di famiglia.

Durante le vacanze che di solito trascorro nel centro Italia partecipare alla messa è un po’ come tornare indietro nel tempo, la messa che frequentavo con mia nonna, canti della tradizione, tantissima gente anziana. Ho potuto assistere anche ad una processione della Madonna dell’Assunta sul lungo mare. Il parroco ha sottolineato che alta è sempre la devozione a Maria, anche i bagnanti al suo passaggio fanno sempre il segno di croce!

Tutti abbiamo seguito l’incontro di Papa Francesco con i giovani lo scorso 11/12 agosto, tanti gli argomenti affrontati con loro e tantissimi come sempre i giovani che hanno partecipato da tutta l’Italia. Ancora il Papa ha ricordato che i sogni sono importanti, tengono il nostro sguardo largo, ci aiutano ad abbracciare l’orizzonte, a coltivare la speranza in ogni azione quotidiana. E i sogni dei giovani sono i più importanti di tutti. Un giovane che non sa sognare è un giovane anestetizzato; non potrà capire la vita, la forza della vita. Ha parlato dell’amore che non tollera mezze misure: o tutto o niente. E per fare crescere l’amore occorre evitare le scappatoie, l’amore deve essere sincero, aperto, coraggioso.

Il Papa ha spronato i giovani a camminare insieme che in quei giorni hanno sperimentato quanto costa fatica accogliere il fratello o la sorella che sta loro accanto, ma anche quanta gioia può dare la sua presenza se la si riceve nella vita senza pregiudizi e chiusure. Camminare soli permette di essere svincolati da tutto, forse più veloci, ma camminare insieme ci fa diventare un popolo, il popolo di Dio.

Inoltre li ha esortati a non stare alla larga dai luoghi di sofferenza, di sconfitta, di morte. Dio ci ha dato una potenza più grande di tutte le ingiustizie e le fragilità della storia, più grande del nostro peccato: Gesù ha vinto la morte dando la sua vita per noi. E ci manda ad annunciare ai nostri fratelli che Lui è il Risorto, è il Signore, e ci dona il suo Spirito per seminare con Lui il Regno di Dio. Quella mattina della domenica di Pasqua è cambiata la storia: abbiamo coraggio!

E all’Angelus ancora ai giovani il Papa ha detto che non basta non fare il male per essere un buon cristiano; è necessario aderire al bene e fare il bene, essere protagonisti nel bene! “…Non sentitevi a posto quando non fate il male; ognuno è colpevole del bene che poteva fare e non ha fatto. Non basta non odiare, bisogna perdonare; non basta non avere rancore, bisogna pregare per i nemici; non basta non essere causa di divisione, bisogna portare pace dove non c’è; non basta non parlare male degli altri, bisogna interrompere quando sentiamo parlar male di qualcuno: fermare il chiacchiericcio: questo è fare il bene…”

Il pellegrinaggio di alcuni nostri parrocchiani in Terra Santa ha coinvolto giovani e adulti, molto contenti della loro esperienza, ho ascoltato alcune loro testimonianze nella speranza di poterci andare anch’io un giorno…Così ha commentato Don Giuseppe “Stare a Gerusalemme è bello, ma Gesù non è al sepolcro, è con noi, dunque è bello anche tornare a casa”.

Tutti noi abbiamo sentito parlare in televisione in questo mese di vacanze della lettera al Popolo di Dio di Papa Francesco “…E’ imprescindibile che come Chiesa possiamo riconoscere e condannare con dolore e vergogna le atrocità commesse da persone consacrate, chierici, e anche da tutti coloro che avevano la missione di vigilare e proteggere i più vulnerabili. Chiediamo perdono per i peccati propri e altrui. La coscienza del peccato ci aiuta a riconoscere gli errori, i delitti e le ferite procurate nel passato e ci permette di aprirci e impegnarci maggiormente nel presente in un cammino di rinnovata conversione….”.

Lettera che il Papa ha ripreso in tantissimi incontri in Irlanda in occasione dell’incontro mondiale delle famiglie a Dublino.  Alle famiglie e ai giovani fidanzati ha ricordato l’importanza di fare pace prima di andare a dormire, di utilizzare sempre le tre parole: grazie, per favore, scusa. “…La fede, fratelli e sorelle, viene trasmessa intorno alla tavola domestica, a casa, nella conversazione ordinaria, attraverso il linguaggio che solo l’amore perseverante sa parlare. Non dimenticatevi mai, fratelli e sorelle: la fede si trasmette in dialetto! Il dialetto della casa, il dialetto della vita domestica…” Ha sottolineato che il matrimonio nella Chiesa, cioè il sacramento del matrimonio, partecipa in modo speciale al mistero dell’amore eterno di Dio. Quando un uomo e una donna cristiani si uniscono nel vincolo del matrimonio, la grazia di Dio li abilita a promettersi liberamente l’uno all’altro un amore esclusivo e duraturo.

Il Papa ha fatto riferimento all’Esortazione Amoris Laetitia sulla gioia dell’amore, e ho voluto che il tema di questo Incontro Mondiale delle Famiglie fosse “Il Vangelo della famiglia, gioia per il mondo”. “…Dopo aver incontrato l’amore di Dio che salva, proviamo, con o senza parole, a manifestarlo attraverso piccoli gesti di bontà nella routine quotidiana e nei momenti più semplici della giornata. Questo si chiama santità. Mi piace parlare dei santi “della porta accanto”, di tutte quelle persone comuni che riflettono la presenza di Dio nella vita e nella storia del mondo. La vocazione all’amore e alla santità non è qualcosa di riservato a pochi privilegiati, no. Anche ora, se abbiamo occhi per vedere, possiamo scorgerla attorno a noi. E’ silenziosamente presente nel cuore di tutte quelle famiglie che offrono amore, perdono, misericordia quando vedono che ce n’è bisogno, e lo fanno tranquillamente, senza squilli di trombe…”

Mons. Delpini nella commemorazione dei Vescovi milanesi, del Card. Martini, del Card. Schuster ha pronunciato queste frasi “…Non si sa bene che cosa capiti quando un Vescovo arriva nella diocesi di Milano, che provenga da altrove o che sia cresciuto in questa terra. Quello che è evidente è che cresce in lui un affetto, una decisione di dedicazione, un senso di responsabilità, una visione della Chiesa e della società che convince senza risparmio, che rende possibile una lungimiranza sorprendente, che induce a non far più conto di sé, di quello che è congeniale, di quello che sta a cuore, della prudenza nel curare la propria salute. I Vescovi di Milano, quando assumono questo incarico, diventano liberi, disinteressati, generosi fino al limite delle proprie forze…”.

Lunedì a Santa Marta commentando l’episodio evangelico di Gesù cacciato dalla sinagoga di Nazareth il Papa ha suggerito “…Silenzio e preghiera con le persone che non hanno buona volontà, con le persone che cercano soltanto lo scandalo, che cercano soltanto la divisione, che cercano soltanto la distruzione, anche nelle famiglie…”. Ha invitato a chiedere al Signore la grazia di discernere quando dobbiamo parlare e quando dobbiamo tacere. E questo in tutta la vita: nel lavoro, a casa, nella società, in tutta la vita. Così saremo più imitatori di Gesù. Questo passo del Vangelo ci fa riflettere sul modo di agire nella vita quotidiana, quando ci sono dei malintesi, delle discussioni, ma ci fa anche capire come il padre della menzogna, l’accusatore, il diavolo, agisce per distruggere l’unità di una famiglia, di un popolo.

Stefania