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La lettera del Vescovo:

a partire dalla lettera dello scorso anno traccia della lettera di quest'anno

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Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

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PERCORSO FIDANZATI 2018 - 2019

PRIMO INCONTRO SABATO 13 ottobre ore 21.00 Parrocchia di Casciago

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Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2018-2019

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Nelle faccende di chiesa

Ho vinto la pigrizia ed ho partecipato alla funzione dell’ottantesimo della costruzione della chiesa di Casciago. Ha celebrato Don Luca, mio coetaneo, che ho conosciuto ai tempi delle scuole medie. Un prete brillante che ha festeggiato il suo ventesimo di sacerdozio ed ora è diventato parroco di una comunità pastorale non molto lontana da noi. Una certa emozione nel sentirlo predicare e anche una profonda stima e gratitudine. Nel Vangelo della festa di San Matteo, ha spiegato Don Luca, lo sguardo di Gesù desideroso di bene che chiama Matteo a lasciare il suo lavoro e l’attaccamento al denaro per seguirlo. Perché Gesù promette una vita bella, con Lui si fa un affare.

Il Vangelo di Giovanni domenica ci ha ricordato che Gesù è il pane disceso dal cielo, l’eucarestia è in cima alla vetta dei sacramenti, non deve mai mancare nella nostra vita come il pane quotidiano sulle nostre tavole. Il sacrificio eucaristico è come i cinque monti: il monte Ebron, della manifestazione di Dio;  Hermon, dove nasce il fiume Giordano, fiume che ci ricorda il battesimo, l’ingresso nella comunità cristiana; Tabor il monte della trasfigurazione di Gesù; Sinai, dove Mosè ha ricevuto le tavole della Legge; il Monte Carmelo monte dell’alleanza e della fedeltà all’unico Dio.

L’arcivescovo Mario Delpini ha incontrato i ministri straordinari dell’Eucarestia per manifestare la gratitudine della Diocesi per il ministero che svolgono con esemplare dedizione e  indicare uno stile di servizio sempre più improntato alla carità. I compiti dei Ministri straordinari della Comunione eucaristica sono cresciuti nel tempo e spesso capita di vederli nelle assemblee eucaristiche domenicali coadiuvare i sacerdoti e i diaconi nella distribuzione della comunione ai fedeli. Questo compito, pur necessario in molti casi, non è però né la prima, né la più importante ragion d’essere del loro ministero: il cuore del loro servizio rimane la comunione portata ai malati e agli anziani che, pur desiderandolo, non possono più frequentare la chiesa. Come missionari inviati dal Signore per il tramite dei sacerdoti essi si recano nelle abitazioni private, nelle case di cura e di riposo, nelle cliniche e negli ospedali perché nessuno che lo desideri sia privato della comunione a Cristo, Parola e Pane di vita.

Abbiamo seguito in televisione il viaggio di Papa Francesco in Lituania, Estonia e Lettonia in occasione del centenario dell’indipendenza di questi Paesi Baltici. Cento anni che essi hanno vissuto per metà sotto il giogo delle occupazioni, quella nazista, prima, e quella sovietica, poi. Sono popoli che hanno molto sofferto, e per questo il Signore li ha guardati con predilezione.

Alle autorità il Papa ha ricordato “…La Lituania nel corso della sua storia ha saputo ospitare e accogliere popoli di diverse etnie e religioni, cattolici, ortodossi, protestanti, musulmani, ebrei sono vissuti in pace fino all’arrivo delle ideologie totalitarie che hanno seminato violenze e diffidenza. Trarre forza dal passato significa recuperare la radice e mantenere sempre vivo quanto di più autentico vive in voi, la tolleranza, l’ospitalità e il rispetto…”. Anche al Santuario Mater Misericordiae Papa Francesco ha pregato Maria perché la loro comunità sappia annunciare Gesù al fine di costruire una Patria capace di accogliere tutti, di ricevere i doni del dialogo, della pazienza, dell’accoglienza che ama, perdona e non condanna, una comunità che sceglie di costruire ponti e non muri.

Il Papa ha anche esortato i giovani a non rimanere soli, perché da soli non si arriva mai, “…potrete arrivare ad avere un successo nella vita, ma senza amore, senza compagni, senza appartenenza a un popolo, senza quell’esperienza tanto bella che è rischiare insieme. Non si può camminare da soli. Non cedete alla tentazione di concentrarvi su voi stessi, guardandovi la pancia, alla tentazione di diventare egoisti o superficiali davanti al dolore, alle difficoltà o al successo passeggero. Affermiamo ancora una volta che “quello che succede all’altro, succede a me”, andiamo controcorrente rispetto a questo individualismo che isola, che ci fa diventare egocentrici, che ci fa diventare vanitosi, preoccupati solamente dell’immagine e del proprio benessere. È brutta la vita davanti allo specchio, è brutta. Invece è bella la vita con gli altri, in famiglia, con gli amici, con la lotta del mio popolo… Così la vita è bella! La preghiera può essere un’esperienza di “combattimento spirituale”, ma è lì che impariamo ad ascoltare lo Spirito, a discernere i segni dei tempi e a recuperare le forze per continuare ad annunciare il Vangelo oggi…”

Papa Francesco nella sua omelia nella cattedrale di San Giacomo in Lettonia ha richiamato l’invito dell’apostolo Giacomo a essere costanti, a non abbassare la guardia. In questo cammino, lo sviluppo del bene, la maturazione spirituale e la crescita dell’amore sono il miglior contrappeso nei confronti del male. Non cedete allo sconforto, alla tristezza, non perdete la dolcezza e, meno ancora, la speranza!

Durante la messa nell’area del Santuario della Madre di Dio di Aglona ha parlato di, Maria. “…Maria ci ricorda la gioia di essere stati riconosciuti come suoi figli, e suo Figlio Gesù ci invita a portarla a casa, a metterla al centro della nostra vita. Lei vuole donarci il suo coraggio, per stare saldamente in piedi; la sua umiltà, che le permette di adattarsi alle coordinate di ogni momento della storia; e alza la sua voce affinché, in questo suo santuario, tutti ci impegniamo ad accoglierci senza discriminazioni, e che tutti in Lettonia sappiano che siamo disposti a privilegiare i più poveri, a rialzare quanti sono caduti e ad accogliere gli altri così come arrivano e si presentano davanti a noi…”

In Estonia il popolo ha  dovuto sopportare in diversi periodi storici duri momenti di sofferenza e tribolazione. Lotte per la libertà e l’indipendenza, che sono sempre state messe in discussione o minacciate, tuttavia, negli ultimi 25 anni la società estone ha compiuto “passi da gigante” e il paese, pur essendo piccolo, si trova tra i primi per l’indice di sviluppo umano, per la sua capacità di innovazione, oltre a dimostrare un alto livello riguardo a libertà di stampa, democrazia e libertà politica. “…Una terra sarà feconda, un popolo darà frutti e sarà in grado di generare futuro solo nella misura in cui dà vita a relazioni di appartenenza tra i suoi membri, nella misura in cui crea legami di integrazione tra le generazioni e le diverse comunità che lo compongono…”

In udienza questa settimana il Papa ha fatto un resoconto del suo viaggio e ha spiegato che “…la mia missione era annunciare nuovamente a quei popoli la gioia del Vangelo e la rivoluzione della tenerezza, della misericordia, perché la libertà non basta a dare senso e pienezza alla vita senza l’amore, amore che sempre viene da Dio. Il Vangelo, che nel tempo della prova dà forza e anima la lotta per la liberazione, nel tempo della libertà è luce per il quotidiano cammino delle persone, delle famiglie, delle società ed è sale che dà sapore alla vita ordinaria e la preserva dalla corruzione della mediocrità e degli egoismi…”.

Stefania