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La lettera del Vescovo:

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Chiesa: “per tutti gli uomini”, nessuno escluso!

Essere Chiesa, ed essere la Chiesa di Gesù, il Cristo, chiede a tutti i credenti di avere uno sguardo grande. di essere capaci di guardare all’umanità come ad un unica “famiglia”!

Non è un “auspicio” o un “desiderio”, come qualcuno potrebbe ritenere, ma una “condizione”: o si è così o non si è Chiesa, non si è “segno” di Dio! Così la vicenda di Filippo ci aiuta a comprendere come questa “tensione” verso l’altro non ci venga spontanea e naturale … e di osservare che, oggi come allora, è lo Spirito che ci “sollecita”; e non ci possiamo sottrarre!

Siamo spesso tentati dai paragoni e dai confronti e rischiamo di non comprendere, anche noi, un Signore che desidera raggiungere “tutti” con la sua misericordia! Anche Marco, nella sua “buona notizia” di questa domenica, ci mostra come il Signore conosca le nostre difficoltà a credere (come i discepoli, a quanto viene loro riportato) e come, quasi ignorandole, li “manda” ugualmente a “proclamare il Vangelo a ogni creatura”!

Si, guardare a “tutti” e pregare “per tutti”, come raccomanda Paoloa Timoteo, non ci viene spontaneo, ma è uno sguardo che occorre “custodire” e “risconoscere”, perché è immagine dello sguardo di Dio; e mette in luce alcuni strumenti che dobbiamo imparare ad usare: l’ascolto dello Spirito, l’ascolto dell’altro (“udito”), la franchezza (“capisci?”), il farsi compagno (“sedere accanto a lui”), l’annuncio (“annunciò a lui Gesù”), l’incontro che diventa comunione (“lo battezzò”) e infine la fiducia (“l’eunuco non lo vide più; e, pieno di gioia, proseguiva la sua strada”)!

Il tema “missionario” ci da l’occasione di riflettere e pregare per tutte le persone che fanno della loro vita un “segno” per testimoniare l’amore di Dio a tutti, talora fino a “dare la vita”; ma deve aiutarci ad “aprire gli occhi”, a vedere lontano e ad accorgersi di tanti fratelli che attendono un incontro, una parola, una occasione, una risposta …

Non possiamo non provarci! Rispondere all’invito che ci viene rivolto non ci rende nè buoni nè bravi; ci da solo l’occasione di riconoscere l’agire dello Spirito di Dio e di esserne “testimoni”! E non è cosa da poco!

Domenica 1ª domenica dopo la dedicazione del duomo, chiesa madre di tutti i fedeli ambrosiani – 27/28 ottobre
1.a lettura Atti degli Apostoli 8, 26-39: Disse allora lo Spirito a Filippo: «Va’ avanti e accòstati a quel carro». Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?».
2.a lettura 1ª Timòteo 2, 1-5: Raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini.
Vangelo Marco 16, 14b-20: Il Signore Gesù apparve agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».