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Chiesa: “casa di preghiera”!

Le Scritture custodiscono “segni” molto significativi e profondi, che corriamo il rischio di non comprendere, soprattutto perché ne cogliamo solo una parte oppure ci sembrano immagini del passato. Ma la “casa di preghiera” e l’ “invito a cena”, al centro di questa domenica, non possono sfuggire al nostro sguardo!

La “casa di preghiera” non è, come ci verrebbe da pensare, un luogo, come ad esempio una chiesa, in cui tutti si ritrovano a pregare un dio lontano, ma il luogo della “comunione” in cui, al termine del cammino, tutti insieme “lodiamo il Signore”; il luogo in cui il cammino giunge a compimento (=”casa”) e in cui il passato, la fatica, le difficoltà lasciano il posto alla “lode” del Signore (=”preghiera”), che è all’origine e alla fonte del cammino di ognuno!

Il segno dell’unica “casa di preghiera” è talmente forte da agire come un faro non solo per i credenti, ma per tutti gli uomini; e per tutti coloro che si ritengono “stranieri” o “esclusi” …

Si comprende così l’altro grande segno che oggi la liturgia gli affianca: l’ “invito a cena”! Raramente si nota la predilezione delle Scritture per la “cena” (con l’unica eccezione del “pranzo di nozze”): essa è, infatti, il luogo dell’intimità e della condivisione, lo spazio in cui il tempo si “allunga” nella giornata ed è separato dal giorno. E’ il luogo in cui si manifesta l’intimità, la condivisione, la relazione che il Signore cerca con noi … e a cui ci “invita”!

Con molta “sapienza” il Vangelo ci invita infine a riflettere sulle nostre distrazioni e sui nostri “impegni” ufficiali, che ci portano spesso a declinare questo invito … Sia la “casa di preghiera” sia l’ “invito a cena” ci ricordano una condizione fondamentale: “liberarci”! Dagli impegni, dalle convenzioni, dalle “cose da fare”, … per fare posto all’ “incontro” con Dio! Per non aver paura di ritagliarsi uno spazio nella notte, per dilatare la “cena” ed essere come coloro che “preferiscono quello che a me piace e restano fermi nella mia alleanza” così da abitare nella “casa di preghiera”!

Domenica La partecipazione delle genti alla salvezza, 2ª domenica dopo la dedicazione del duomo – 3/4 novembre
1.a lettura Isaia 56, 3-7: Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo e per amare il nome del Signore, e per essere suoi servi, quanti si guardano dal profanare il sabato e restano fermi nella mia alleanza, li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera.
2.a lettura Efesini 2, 11-22: Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù.
Vangelo Luca 14, 1a. 15-24: Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi.