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Festa della famiglia nella settimana dell'Educazione

Dal 26 gennaio al 17 febbraio 2019

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Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

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Nelle faccende di chiesa

Abbiamo celebrato domenica scorsa la festa di Cristo Re dell’universo, la sua ricchezza non si manifesta nei segni esteriori della potenza e della ricchezza, ma nell’amore con cui dona la sua vita per noi.

Il Vangelo ci ha raccontato che Gesù ha detto ad uno dei malfattori in croce con lui: “OGGI con me sarai in paradiso”. Accettiamo il vuoto di lunghi periodi con poca fede, occasioni perse, giornate a volte inconcludenti, l’OGGI detto da Gesù sulla croce riscatta una vita che poteva essere buttata, OGGI nonostante tutte le occasioni perdute, la vita è riscattata. Lasciamoci sorprendere da semplici gesti, persone che ci aiutano, che ci accettano per quello che siamo.

A Santa Marta Papa Francesco la scorsa settimana ha ribadito l’importanza della testimonianza “…la Chiesa va avanti per mezzo delle testimonianze. Quello che attrae è la testimonianza, non sono le parole che sì, aiutano, ma la testimonianza è quello che attrae e fa crescere la Chiesa…”

L’Arcivescovo ha ordinato in Duomo 8 nuovi Diaconi permanenti sabato scorso. I Diaconi sono quelli che portano all’altare la loro vita, la vita delle loro famiglie, le confidenze, le pene, forse anche la derisione dei colleghi di lavoro, le paure e le speranze degli abitanti dello stesso condominio. Perciò percorrono la terra, salgono le scale del condominio, vanno al lavoro, visitano i malati e condividono, con tutti quelli che incontrano in ogni situazione la loro speranza. Gente, insomma, di cui c’è bisogno. Il Vescovo ha bisogno di questi collaboratori, come ha bisogno dei preti perché si formi un corpo di Ministri ordinati sui quali può contare; perché il giudizio sulla vita e sulla morte raggiunga tutti i tempi e tutti i luoghi e perché la testimonianza di Gesù offra a tutti la speranza. Così ha concluso Delpini “…Ho bisogno dei preti, dei diaconi, di tutti i battezzati perché si formi una comunità che sia un cuor solo e un’anima sola…”.

Centinaia di operatori Caritas hanno preso parte al Convegno annuale alla vigilia della Giornata diocesana Caritas e per la Giornata Mondiale dei Poveri. A tutti l’Arcivescovo ha consegnato il mandato e ha letto un brano del Messaggio di papa Francesco per i 45 anni della nascita di Caritas Italiana. “Sappiate che la Chiesa di Milano conta su di voi. Abbiate come finalità più l’incontro che il numero delle prestazioni, chiedendovi che tipo di rapporti costruite, annunciando ai giovani o a chi non è mai stato invitato o valorizzato nel nostro comune cammino verso la carità, la bellezza di questo itinerario…”.

Il Papa all’Angelus ha commentato uno dei miei episodi preferiti del Vangelo: la vedova che va a deporre nel tesoro del tempio soltanto due monetine, tutto quello che le restava e fa la sua offerta cercando di passare inosservata, quasi vergognandosi. Ma, proprio in questa umiltà, ella compie un atto carico di grande significato religioso e spirituale. L’insegnamento che Gesù ci offre ci aiuta a recuperare quello che è essenziale nella nostra vita e favorisce una concreta e quotidiana relazione con Dio. Le bilance del Signore sono diverse dalle nostre. Lui pesa diversamente le persone e i loro gesti: Dio non misura la quantità ma la qualità, scruta il cuore, guarda alla purezza delle intenzioni. Questo significa che il nostro dare a Dio nella preghiera e agli altri nella carità dovrebbe sempre rifuggire dal ritualismo e dal formalismo, come pure dalla logica del calcolo, e deve essere espressione di gratuità, come ha fatto Gesù con noi: ci ha salvato gratuitamente; non ci ha fatto pagare la redenzione. Ci ha salvato gratuitamente. E noi, dobbiamo fare le cose come espressione di gratuità.

In occasione del cinquantesimo anniversario della comunità di Bose, Papa Francesco ha scritto una lettera al Fondatore del Monastero, Enzo Bianchi. Spesso per gli incontri di catechesi utilizziamo la lectio divina preparata sempre diligentemente da lui. “…Questa data sia un momento di grazia per ognuno di voi, un tempo per meditare più intensamente sulla vostra chiamata e sulla vostra missione, affidandovi allo Spirito Santo per avere coraggio nel proseguire con fiducia il cammino. Vi accompagno con la preghiera perché possiate perseverare nell’intuizione iniziale: la sobrietà della vostra vita sia testimonianza luminosa della radicalità evangelica; la vita fraterna nella carità sia un segno che siete una casa di comunione dove tutti possono essere accolti come Cristo in persona…”.

Il Papa ha affrontato questa settimana in udienza l’ottava Parola del Decalogo: Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo. Questo comandamento proibisce di falsare la verità nelle relazioni con gli altri. Vivere di comunicazioni non autentiche è grave perché impedisce le relazioni e, quindi impedisce l’amore. Spesso diciamo che una bugia per amore è giustificata, ma il Papa ha spiegato benissimo che “…dove c’è bugia non c’è amore, non può esserci amore…”. La verità trova la sua piena realizzazione nella persona stessa di Gesù, nel suo modo di vivere e di morire, frutto della sua relazione con il Padre. Questa esistenza da figli di Dio, Egli, risorto, la dona anche a noi inviando lo Spirito Santo che è Spirito di verità, che attesta al nostro cuore che Dio è nostro Padre. Non dire falsa testimonianza vuol dire vivere da figlio di Dio, che mai, mai smentisce se stesso, mai dice bugie; vivere da figli di Dio, lasciando emergere in ogni atto la grande verità: che Dio è Padre e ci si può fidare di Lui. Io mi fido di Dio: questa è la grande verità. Dalla nostra fiducia in Dio, che è Padre e mi ama, ci ama, nasce la mia verità e l’essere veritiero e non bugiardo.

Stefania