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Avvento 2018

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Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

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Parole “politiche”: di cosa si tratta?

Ci vengono offerti dei pensieri su cui riflettere, portando l’attenzione su aspetti che riguardano la vita di tutti, che sono “politiche” nel senso ampio del termine ma anche in un senso…bello! Proviamo un piccolo percorso in questo periodo di Avvento. Grazie a Claudio che ci offre qualche spunto per portare fuori ciò che celebriamo nella liturgia.
don Norberto

PREMESSA
L’uomo, secondo le Scritture, è una “persona”, una “unità”: non è fatto di “anima e corpo”, come se fossero “due parti”, distinte e separabili. Nella tradizione cristiana non sono mancate queste distinzioni e separazioni, che sovente influenzano anche il nostro modo di pensare.

Dimentichiamo, così, che la vita cristiana non distingue e non separa ciò che si “crede” da ciò che si “fa”; perché il credere alimenta e sostiene ciò che si compie e perché la vita concreta diventa il luogo di discernimento della fede.

Così vi sono “parole” che suonano al nostro orecchio come “politiche”, che quindi collochiamo subito nell’ambito della “polis” e che riteniamo “fuori” dell’ambito religioso; le riteniamo “politiche” e quindi “fuori” da quanto richiesto all’uomo “religioso”, di colui che si “occupa di Dio”!

Può allora essere utile riprendere in mano le Scritture, che diffidano, non a caso, dell’uomo “religioso”, di coloro che “dicono e non fanno”, di coloro che seguono Dio “solo a parole” e riscoprire la figura del “credente”, dell’uomo “adulto nella fede”, dell’uomo a immagine di Gesù Cristo!

Per comprendere che nessuna parola “politica” è estranea alla vita del credente e che sono proprie queste “parole”, che manifestano (=mettono in luce) ciò che si “crede”, a ricordare a tutti gli uomini il progetto di Dio sull’uomo e sul creato.

Quando udiamo papa Francesco parlare in difesa dell’ambiente, in difesa dei migranti o della pace, contro la vendita delle armi e i trafficanti di uomini, in difesa della donna … non stiamo ascoltando parole “politiche”, al di fuori dell’ambito in cui gli riconosciamo “diritto di parola”; non sono parole che appartengono “al suo modo di pensare”! Sono “parole” che nascono dalle Scritture e vengono dalla Tradizione della Chiesa! E come tali richiedono di essere accolte.

Le “parole” che ascoltiamo ci sembrano invece “inusuali” e talora “fuori luogo”: è proprio questa “contraddizione” che deve aiutarci ad aprire “gli occhi” e “gli orecchi” su quello che riteniamo proprio dei “credenti”! Per “ritornare” al Signore e ritrovare in Gesù, “il Cristo”, l’esempio e il modello concreto dell’uomo “vero”!

Occuparsi della “polis”, della “vita comune”, non è una possibilità o una facoltà concessa ai credenti, come se fosse una responsabiltià che qualcuno può sentire ed altri no: è una “componente” della vita di tutti e nessuno, tantomeno un credente, può sottrarsi al dovere di portarvi il proprio contributo.

Questa rubrica, dal titolo «Parole “politiche”», ci accompagnerà nelle domeniche di Avvento, per sollecitare quanti leggono e tutta la comunità cristiana a riflettere su temi e argomenti che sono “scomparsi” dalla nostra riflessione. I preti non ne parlano più nelle loro omelie, il voto è diventato “libero” … ma è facile accorgerci della mediocrità dei nostri uomini “politici”, dell’omologazione di tanti ai modelli del mondo, senza che nessuno, tantomeno i giovani e le comunità cristiane (con la sola eccezione di papa Francesco), si sogni di metterli in discussione … C’è qualcosa che “non va”|

Queste le “parole” che proponiamo all’attenzione di tutti: “ambiente”, “consumi e sprechi”, “tempo”, “carezza”, “pane”, “donna”; ognuna prenderà spunto dal tema liturgico e cercherà di sollecitare una lettura consapevole del momento presente. Che non vede all’orizzonte solo “nubi” e “densa nebbia” ma, al contraro, “spiragli di luce” che chiedono però di essere accolti e fatti propri da uomini e donne “adulti nella fede”!

Claudio