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Saluto di Don Norberto

Appuntamenti per salutare il Parrocco

Programma

Orario estivo S. Messe

da sabato 13 luglio a domenica 25 agosto 2019

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Parole “politiche”: DONNA

L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una giovane donna, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La giovane donna si chiamava Maria.

La figura di Maria, che accoglie la chiamata del Signore, ci dà l’occasione di riflettere su come lei viene presentata nei Vangeli, per comprendere meglio il suo compito, la sua risposta, la sua testimonianza. Noi guardiamo spesso a Maria come la madre di Dio, ma Maria (come noi nel mondo), non si vede, rispetto a Dio, come la madre di: essa è piuttosto, come ci ricorda Luca, una giovane donna che si lascia guidare da Dio!

La figura di Maria, e della donna nella Chiesa, è una figura di cui finora hanno parlato gli uomini, vedendo in essa soprattutto la madre. Qualcuno è arrivato a vederci la sposa di Giuseppe, ma in pochi hanno visto in lei la figlia di Sion, la giovane donna di cui ci parla Luca (fra questi, comunque, anche papa Francesco!).

Credo che i tempi siano maturi per avviare una nuova riflessione, oggi, sulla figura della donna, nel mondo e nella Chiesa. Innanzi tutto per fare un passo avanti e fare spazio alle caratteristiche proprie di ogni donna, che “vanno oltre” il diritto, la parità, il rispetto, che sono dovuti a tutti, senza eccezioni!

Sono le differenze, di una donna rispetto ad un uomo, che chiedono di essere accolte! E’ la capacità di “vedere”, di “accogliere” e di “curare”, propria della donna, che domanda maggiore spazio nelle vicende del mondo e della Chiesa. Vi sono infatti capacità, non necessariamente femminili o maschili, che sono ritenute secondarie, collaterali, utili ma non necessarie … Abitano tutte nello spazio vasto della bellezza, delle arti espressive, dell’armonia, dell’accoglienza, della relazione … Sono davvero inutili, come spesso pensiamo? O, al contrario, non ci stanno diventando più necessarie del pane?

Che cosa ce ne facciamo di un mondo pieno di contrasti, fatto da persone che litigano tutto il giorno e sono incapaci di (ovvero non vogliono) trovare un accordo e di ascoltarsi? Non è l’ora di mettere in discussione la legge del più forte? Come è diventato possibile che chi non la pensa come me è un nemico?

La società in cui viviamo si pone, giustamente, il problema quantitativo del rapporto fra uomini e donne riguardo alle mansioni, alle responsabilità e ai compensi; noi dobbiamo, invece, osservare il compito che svolgono Maria e Maria Maddalena verso i discepoli! Per cogliere la loro attenzione, la loro capacità di custodire e vedere oltre, il coraggio di credere che i discepoli, uomini, non hanno! E non semplicemente il loro ruolo materno!

L’opportunità che i nostri tempi ci offrono non è quella di fare spazio alle donne, nella società e nella Chiesa, come fosse una concessione o una facoltà: ma di imparare un modo nuovo di vivere e dialogare, basato sul confronto e non sulla competizione, fondato sulla condivisione e non sulla personalità. E’ questo il cammino su cui sono incamminate le coppie cristiane, dopo il Concilio, e che ora anche la Chiesa è chiamata a fare proprio!

Ancora non ve ne accorgete?
Buon Natale!