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Rosario di Maggio

Terza settimana Casciago - ore 20.45

Programma

Pellegrinaggio La Salette e Laus

17 e 18 giugno 2019 - iscrizioni in segreteria entro il 25 maggio

Programma

... sulla Tua parola

Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Ultimi 4 appuntamenti, dal 2 maggio. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

Programma

Oratorio Estivo 2019

dal 12 giugno al 12 luglio

Volantino

Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2018-2019

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Nelle faccende di chiesa

Ho seguito la messa con il canto del Te Deum in rito romano, il sacerdote ha sottolineato il nostro bisogno che il Signore trasformi lo scorrere del tempo in occasione innumerevoli in cui possiamo toccare la grazia di Dio che ci viene incontro. Sia il Signore a guidare i nostri passi per tutto l’anno.

Il  primo gennaio abbiamo festeggiato la cinquantaduesima Giornata Mondiale della Pace dal tema “La buona politica è al servizio della pace”.  Papa Francesco ci  ha invitato a non pensare che la politica sia riservata solo ai governanti: tutti siamo responsabili della vita della “città”, del bene comune e anche la politica è buona nella misura in cui ognuno fa la sua parte al servizio della pace. All’Angelus si è rivolto al Signore perché ci conceda di essere artigiani di pace cominciando a casa, nella famiglia, ogni giorno del nuovo anno.

Il Papa ha proseguito nelle udienze del mercoledì la catechesi sul “Padre nostro”, illuminati dal mistero del Natale che abbiamo da poco celebrato. Il Vangelo di Matteo colloca il testo del Padre nostro in un punto strategico, al centro del discorso della montagna. La collocazione, come detto, è molto significativa; perché in questo lungo insegnamento, che va sotto il nome di discorso della montagna, Gesù condensa gli aspetti fondamentali del suo messaggio. L’esordio è come un arco decorato a festa: le Beatitudini. Gesù incorona di felicità una serie di categorie di persone che nel suo tempo non erano molto considerate. Beati i poveri, i miti, i misericordiosi, le persone umili di cuore.  Questa è la rivoluzione del Vangelo. Il cristiano non è uno che si impegna ad essere più buono degli altri: sa di essere peccatore come tutti. Il cristiano semplicemente è l’uomo che sosta davanti al nuovo Roveto Ardente, alla rivelazione di un Dio che non porta l’enigma di un nome impronunciabile, ma che chiede ai suoi figli di invocarlo con il nome di “Padre”, di lasciarsi rinnovare dalla sua potenza e di riflettere un raggio della sua bontà per questo mondo così assetato di bene, così in attesa di belle notizie.

Da qualche anno festeggiamo la messa vigiliare dell’Epifania a Casciago con tutta la comunità. Cito alcuni passi dell’omelia di Don Norberto. Le letture proposte ci hanno fatto incontrare tanti personaggi: Giovanni, Maria, Giuseppe, gli angeli, i Magi, i bambini nella strage degli innocenti, i pastori, Erode con i suoi soldati, Santo Stefano, Giovanni Evangelista, Cesare Augusto e Quirinio. Ci è stato proposto il tema della luce e della notte, il Verbo, la Gloria, il farsi carne, il cammino in Egitto. Tante persone e tante parole abbiamo incontrato, l’ultimo autore è lo Spirito Santo, l’amore divino, motore di tutti gli avvenimenti, dall’incarnazione alla Pasqua, dallo Spirito rilasciato sulla croce e riconsegnato il giorno di Pasqua. Lo Spirito agisce nella nostra celebrazione liturgica, trasforma pane e vino sull’altare, crea unione nella nostra comunità tra noi, eterna è la presenza dello Spirito anche nelle circostanze sfavorevoli, nei momenti di contrasto. Lo Spirito cerca alleati anche nella nostra comunità perché molti cerchino Gesù e si mettano a disposizione dello Spirito Santo.

Mons. Delpini il giorno dell’Epifania ci ha parlato del ritorno alla vita normale, dove abbiamo bisogno di tante cose, ci sono tani problemi che dobbiamo affrontare ogni giorno, ma noi, in questa Solennità dell’Epifania, vorremmo pregare il Signore che dia a ciascuno la grazia di essere un poco poeti, disponibili alla sorpresa, al fremito di commozione, capaci di cantare le lodi del Signore e di ripetere instancabilmente la domanda: “Dov’è il Re dei Giudei che è nato?”». Durante la Celebrazione viene annunciata, come tradizione, anche la data della Pasqua 2019, che cadrà il 21 aprile prossimo. Il Vescovo ci ha fatto ancora un augurio e una benedizione: “…Il tempo natalizio, in Rito ambrosiano, prosegue fino all’inizio della Quaresima e, quindi, continuiamo a contemplare l’incarnazione del Figlio di Dio…”

Papa Francesco invece ha svelato la sorpresa: “…Dio non sale alla ribalta del mondo per manifestarsi. La luce di Dio non va da chi splende di luce propria. Dio si propone, non si impone; illumina, ma non abbaglia. È sempre grande la tentazione di confondere la luce di Dio con le luci del mondo. Quante volte abbiamo inseguito i seducenti bagliori del potere e della ribalta, convinti di rendere un buon servizio al Vangelo! Ma così abbiamo girato le luci dalla parte sbagliata, perché Dio non era lì. La sua luce gentile risplende nell’amore umile. Quante volte poi, come Chiesa, abbiamo provato a brillare di luce propria! Ma non siamo noi il sole dell’umanità. Siamo la luna, che, pur con le sue ombre, riflette la luce vera, il Signore….”.

I Magi venuti dall’Oriente rappresentano tutti i popoli lontani dalla fede ebraica tradizionale. Si lasciano guidare dalla stella e affrontano un viaggio lungo e rischioso pur di approdare alla meta e conoscere la verità sul Messia. I Magi erano aperti alla “novità”, e a loro si svela la più grande e sorprendente novità della storia: Dio fatto uomo. I Magi si prostrano davanti a Gesù e gli offrono doni simbolici: oro, incenso e mirra; perché la ricerca del Signore implica non solo la perseveranza nel cammino, ma anche la generosità del cuore. E infine, ritornarono al loro paese per un’altra strada. Fratelli e sorelle, ogni volta che un uomo o una donna incontra Gesù, cambia strada, torna alla vita in un modo differente, torna rinnovato, “per un’altra strada”. Ritornarono al loro paese portando dentro di sé il mistero di quel Re umile e povero; noi possiamo immaginare che raccontarono a tutti l’esperienza vissuta: la salvezza offerta da Dio in Cristo è per tutti gli uomini, vicini e lontani. Non è possibile impossessarsi di quel Bambino: Egli è un dono per tutti.

Anche questa settimana continua la catechesi sul Padre Nostro di Papa Francesco a San Pietro. Ci viene presentato un Gesù orante. Gesù prega nel battesimo al Giordano, dialoga con il Padre prima di prendere le decisioni più importanti, si ritira spesso nella solitudine a pregare, intercede per Pietro che di lì a poco lo rinnegherà. Gesù prega per noi, prega per me, per ognuno di noi perché la nostra fede non venga meno. Perfino la morte del Messia è immersa in un clima di preghiera, tanto che le ore della passione appaiono segnate da una calma sorprendente: Gesù consola le donne, prega per i suoi crocifissori, promette il paradiso al buon ladrone. I discepoli chiedono a Gesù di insegnargli a pregare. Da questa richiesta nasce un insegnamento abbastanza esteso, attraverso il quale Gesù spiega ai suoi con quali parole e con quali sentimenti si devono rivolgere a Dio. vuole insegnarci a pregare e a insistere nella preghiera. Gesù fa capire che Dio risponde sempre, che nessuna preghiera resterà inascoltata, perché Lui è Padre, e non dimentica i suoi figli che soffrono. Possiamo essere certi che Dio risponderà. L’unica incertezza è dovuta ai tempi, ma non dubitiamo che Lui risponderà. Magari ci toccherà insistere per tutta la vita, ma Lui risponderà. Ce lo ha promesso: Lui non è come un padre che dà una serpe al posto di un pesce. Non c’è nulla di più certo: il desiderio di felicità che tutti portiamo nel cuore un giorno si compirà. Alla fine della preghiera, alla fine di un tempo in cui stiamo pregando, alla fine della vita c’è un Padre che aspetta tutto e aspetta tutti con le braccia spalancate. Guardiamo questo Padre.

Stefania