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Settimana Santa e Pasqua 2020

Indicazioni per vivere la Settimana Santa e la S. Pasqua insieme da casa

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Quaresima 2020

In questo tempo particolare, vogliamo aiutarci a custodire un clima comunitario anche se non ci si può incontrare come comunità. In allegato alcuni spunti per vivere la Quaresima. la pagina sarà aggiornata ogni sabato

Spunti

In cammino con l'amico Gesù

In questi giorni un po’ strani, senza scuola, senza attività sportive, senza la possibilità di trovarsi e stare insieme, i bambini possono vivere la Quaresima e avvicinarsi alla Pasqua attraverso alcune attività e alcune brevi letture

Insieme verso la Pasqua

Consiglio Pastorale e Consiglio Affari Economici

Composizione dei nuovi Consigli per il mandato 2019-2023

Le persone
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Il 6° segno: dire “grazie”

Il “segno” che rivela in Gesù la manifestazione di Dio, in questa domenica, è da una parte l’ “universalità” del progetto di Dio, che intende “riunire” tutti sul suo monte; e dall’altra la relazione che intende offrirci, di cui proprio Gesù è il modello (“Ti ringrazio Padre …”) e che, oggi, il “lebbroso risanato”, ci ricorda.

Il lebbroso che, lungo il cammino, si accorge di essere stato risanato e torna indietro, da Gesù, non è solo un uomo che sa dire “grazie”; è, innanzi tutto un uomo che “si accorge” del cambiamento avvenuto in lui, che quindi indaga e “ricorda” chi lo ha originato ed ha il coraggio di “fermarsi” e “tornare indietro”, non solo per ringraziare ma per “ripartire” da questo incontro che gli ha “cambiato la vita” e che riguarda la salvezza, come ci fa notare Gesù: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

Il “grazie” sembra scomparire dalle nostre abitudini e il lebbroso, straniero, ci indica il percorso che dobbiamo ristabilire: accorgersi della presenza e dello stile del Signore, fare memoria del suo agire nella nostra vita, nelle vicende personali e di quanti ci sono vicini e accogliere il “farsi prossimo” di colui che si fa nostro “compagno di cammino” … così da “riconoscerlo” (come è avvenuto ai due di Emmaus) e lodarlo.

Occorre infatti rispondere all’invito di colui “che raduna i dispersi d’Israele”, come ci ricorda il profeta Isaia; si, il Signore ha bisogno del nostro “grazie”, del riconoscimento di tutti quelli che sanno che non si sono fatti da soli, che non hanno meritato niente, che non hanno crediti o eredità da vantare e rivendicare …

E’ questa capacità di “leggere la storia” che riunisce la comunità cristiana nel “giorno del Signore” per fare “Eucarestia”! (=ringraziamento). E l’evangelista Luca, come Matteo domenica scorsa col centurione, ci tiene a farci notare che solo uno dei lebbrosi, fra quelli sanati, “riconosce” chi è, si legge “in verità” … perché anche noi facciamo altrettanto, come ci insegna Gesù: “ti ringrazio Padre …”. Non perché siamo “migliori”, ma perché abbiamo “compreso” e dobbiamo “manifestarlo”! “Grazie”, Signore!

Domenica 6ª domenica dopo l’Epifania di nostro Signor Gesù Cristo – 16/17 febbraio
1.a lettura Isaia 56, 1-8: Quanti si guardano dal profanare il sabato e restano fermi nella mia alleanza, li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera.
2.a lettura Romani 7, 14-25a: Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore!
Vangelo Luca 17, 11-19: Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo.