Loading…

Calendario Proposte

Cliccando sul pulsante è possibile consultare il calendario delle proposte del mese di ottobre

Calendario

Sulla tua Parola vogliamo essere Chiesa in uscita

Ottobre missionario 2019 - tre incontri: giovedì 10, 17 e 24 presso il salone dell'oratorio di Casciago

Info

Giornata di spiritualità in Avvento

Sabato 23 novembre 2019

Info
  • 0
  • 1
  • 2

Donnamogliemadreamica: “Lamentela”

LAMENTELA
Vorrei che fosse possibile abolire la lamentela o almeno… renderla passibile di multa! Siamo tutti molto bravi a lamentarci, io per prima. Ci manca il tempo, il lavoro ci innervosisce, vorremmo più soldi o una casa più grande e soprattutto  i difetti degli altri ci sembrano insopportabili. Qualunque sia il motivo, il risultato è sempre quello: elenchiamo tutte le cose che non vanno nella nostra vita alla prima persona che, bontà sua, ha voglia di stare a sentirci.

A volte lo sfortunato destinatario dello sfogo, non avrebbe proprio tanta voglia di ascoltarci ma noi siamo un fiume in piena e a lui non resta che accogliere le nostre parole sperando che prima o poi si esauriscano.

Quando invece troviamo una persona desiderosa come noi  di piangersi un po’ addosso, ecco che inizia una gara per dimostrare chi delle due ha più motivi per essere infelice. Così buttiamo via il nostro tempo e quello degli altri perché il novanta per cento delle volte questo “sport” è fine a se stesso. A volte, dopo lo sfogo, ci sentiamo meglio perché ci siamo tolti un peso o perché, parlandone, abbiamo trovato una soluzione a cui non avevamo pensato. Il più delle volte, però, alla fine, siamo punto e a capo. Restiamo arrabbiati, insoddisfatti e profondamente convinti di essere migliori degli altri: più nobili, più dotati, più altruisti.

E allora perché non provare a invertire la tendenza abituandoci ad elencare le cose che vanno bene nella nostra vita, tutto quello che quotidianamente ci è dato e che diamo per scontato? Lo so, è una constatazione già sentita  e forse banale  però spesso difficile da attuare. Perché non sentiamo un urgente bisogno di condividere ciò che ci fa stare bene? Perché dimentichiamo le cose importanti e ci soffermiamo con tanto accanimento su dei particolari insignificanti?

Trovare una risposta convincente a questa domanda è utile per poter andare contro tendenza. Lamentarsi è immediato e semplice perché è facile: minimo sforzo, massima resa. Non occorre pensare troppo, la vita quotidiana dà parecchi spunti per alimentare il malcontento: lo sgarbo di un collega, l’incomprensione con un familiare, la maleducazione di uno sconosciuto. Tutti i giorni posso lamentarmi senza sforzo. Con la lamentela non ci si espone, non si rischia, non ci si mette in gioco. Si elencano le cose che non vanno non per cambiarle (forse alla fine ci fanno anche comodo) ma per valorizzare la propria bravura nel sopportarle. Posso anche lamentarmi di quanto sono fastidiose le persone che si lamentano sempre!

Trovare e valorizzare le cose belle invece richiede un minimo di impegno, un po’ di silenzio e l’umiltà di tacere e di saper ascoltare gli altri, se stessi e la vita. Se voglio condividere una cosa per me gioiosa prima devo riflettere, valorizzare, scegliere le parole e solo dopo posso parlare. Alla lamentela per nascere basta solo un  argomento e poco importa se non è molto interessante. Le parole che comunicano  il bene invece hanno bisogno di più cura e di maggiore attenzione.

La conclusione per me dunque è la seguente: serve allenamento. Ogni giorno dobbiamo allenarci a scegliere un’alternativa alla lamentela, all’inizio non sarà facile ma poi, se saremo costanti nell’impegno, i risultati arriveranno. Non smetteremo di lamentarci ma lo faremo di meno e quando lo faremo magari ci annoieremo da soli. Lo stesso principio vale per la preghiera. Prima di presentare a Dio le nostre rimostranze, troviamo almeno tre motivi per ringraziarlo. Provare non costa nulla e …forse funziona!

Daniela