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Rosario di Maggio

Quarta settimana Morosolo - ore 20.45

Programma

Pellegrinaggio La Salette e Laus

17 e 18 giugno 2019 - iscrizioni in segreteria entro il 25 maggio

Programma

Oratorio Estivo 2019

dal 12 giugno al 12 luglio

Volantino

Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2018-2019

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Nelle faccende di chiesa

A piccoli passi ci stiamo avvicinando alla Pasqua, siamo nella domenica della divina clemenza. Gesù avvicina Levi (Matteo), odiato dalla gente in quanto esattore delle tasse per i romani, che inoltre si arricchisce illecitamente, perché Gesù è attratto dal povero, dal non amato. Levi non merita di seguire Gesù, ma così come Paolo, violento, bestemmiatore, è scelto da Gesù, qui sta la diversità e l’originalità di Gesù. Come guarda Levi, Gesù guarda anche noi, guarda chi non è amato. Poniamo attenzione allo sguardo di Dio su di noi, non dimentichiamo il suo sguardo benevolo, rispondiamo con il continuo stupore (richiamo al discorso di Mons. Delpini a Varese giovedì), stupore che diventa Lode; Paolo rende grazie; noi nella liturgia lodiamo Dio attraverso Gesù; di fronte alle fatiche, mai una chiesa smette la lode.

Si sono conclusi gli incontri del martedì sera sulle letture della domenica (ndr. pochissime presenze!!). Ci è stato lasciato un messaggio per la quaresima, la quaresima è un grosso esame di coscienza che siamo chiamati a fare, rivedendo il nostro rapporto con i beni, con il potere e la gloria, verificando la nostra relazione con Gesù, come la samaritana, confrontandoci sulle scelte, la fede si deduce da ciò che si fa come Abramo.

Mons. Delpini ha convocato consigli pastorali e consigli degli affari economici al Collegio De Filippi per un momento formativo, proposto anche ai preti, ma destinato a tutto il popolo cristiano. Tutti siamo sulla stessa strada preti e laici, parliamo lo stesso linguaggio, siamo tutti discepoli. Il Vescovo fa un servizio alla comunione ecclesiale, tiene unita la chiesa e ci invita a camminare sulla stessa strada. Ha formulato questa domanda: Qual è il volto di chiesa che noi vogliamo disegnare? Ci ha indicato quattro caratteristiche di questo volto di chiesa.
1) dimorare nello stupore, lo stupore per la destinazione universale del Vangelo, il Vangelo parla a tutti i popoli, non ci sono stranieri, il Vangelo ci fa unico corpo di Cristo. Allo stupore sono legati i misteri gaudiosi del rosario.
2) A proprio agio nella storia. Gesù si è trovato a suo agio nella vita umana, il cristianesimo è a proprio agio nella storia, il cristianesimo ambrosiano si fa carico della storia con soluzioni, con capacità costruttive. I misteri della luce che ricordano fatti della vita pubblica di Gesù, ci aiutano a capire come si può vivere la vicenda quotidiana da figli di Dio.
3) Il forte grido, quello che Gesù ha emesso sulla croce. Gesù è contro il male, i cristiani devono avere il coraggio di denunciare il male, di mettere in evidenza ciò che è sbagliato. Con i misteri dolorosi contempliamo con Maria il percorso di Gesù, il giusto che passa attraverso la condanna ingiusta. Facciamo diventare il grido una compassione e contestazione dell’ingiustizia.
4) Vieni ti mostrerò la sposa dell’Agnello. Siamo in cammino verso il compimento delle promesse di Dio. Il popolo di Dio è in cammino verso una meta desiderata, la vita eterna. La vita eterna è la relazione con il Padre, la vita di Dio. Noi siamo nella vita eterna fin dal nostro battesimo. Con i misteri gloriosi chiediamo a Maria di aiutarci a capire la bellezza della resurrezione di Gesù.

Dopo la Santa Messa domenica scorsa il Papa ha pronunciato un discorso a conclusione dell’incontro su “La protezione dei minori nella Chiesa”. Ha condannato questi crimini abominevoli che coinvolgono milioni di bambini nel mondo, forme di abuso e sfruttamento dietro cui si nasconde la mano del male, che non risparmia neanche l’innocenza dei piccoli. Anche un solo caso di abuso nella Chiesa rappresenta una mostruosità e sarà affrontato con la massima serietà.

La chiesa si sente chiamata a combattere questo male che tocca il centro della sua missione: annunciare il Vangelo ai piccoli e proteggerli dai lupi voraci.Il Santo Padre ha ricordato a tutti che l’unico modo per vincere lo spirito del male passa attraverso l’umiliazione, l’accusa di noi stessi, la preghiera, la penitenza, sull’esempio di Gesù. Così l’obiettivo della Chiesa sarà quello di ascoltare, tutelare, proteggere e curare i minori abusati, sfruttati e dimenticati, ovunque essi siano.

I vescovi con il Papa hanno ascoltato la voce delle vittime, pregato e chiesto perdono a Dio e alle persone offese, preso coscienza delle loro responsabilità, del dovere di fare giustizia nella verità, di rifiutare radicalmente ogni forma di abuso di potere, di coscienza e sessuale. Vogliono che tutte le attività e i luoghi della Chiesa siano sempre pienamente sicuri per i minori; che si prendano tutte le misure possibili perché simili crimini non si ripetano; che la Chiesa torni ad essere assolutamente credibile e affidabile nella sua missione di servizio e di educazione per i piccoli secondo l’insegnamento di Gesù.

Il Papa ha menzionato sette strategie per porre fine alla violenza contro i bambini: La tutela dei bambini: l’obiettivo primario di qualsiasi misura è quello di proteggere i piccoli e impedire che cadano vittime di qualsiasi abuso psicologico e fisico. Serietà impeccabile: la Chiesa non si risparmierà nel compiere tutto il necessario per consegnare alla giustizia chiunque abbia commesso tali delitti.

Una vera purificazione: nonostante le misure prese e i progressi fatti in materia di prevenzione degli abusi, occorre imporre un rinnovato e perenne impegno alla santità dei pastori, la cui configurazione a Cristo Buon pastore è un diritto del popolo di Dio.

La formazione: ossia le esigenze della selezione e della formazione dei candidati al sacerdozio con criteri non solo negativi, preoccupati principalmente di escludere le personalità problematiche, ma anche positivi nell’offrire un cammino di formazione equilibrato per i candidati idonei, proteso alla santità e comprensivo della virtù della castità.

Rafforzare e verificare le linee guida delle Conferenze Episcopali: ossia riaffermare l’esigenza dell’unità dei Vescovi nell’applicazione di parametri che abbiano valore di norme e non solo di orientamenti. Accompagnare le persone abusate: il male che hanno vissuto lascia in loro delle ferite indelebili che si manifestano anche in rancori e tendenze all’autodistruzione. Il mondo digitale: la protezione dei minori deve tenere conto delle nuove forme di abuso sessuale e di abusi di ogni genere che li minacciano negli ambienti in cui vivono e attraverso i nuovi strumenti

Papa Francesco ha pubblicato il messaggio per la  Quaresima 2019 sul tema: “L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio” e ha offerto qualche spunto di riflessione, che accompagni il nostro cammino di conversione nella prossima Quaresima.
1.      La redenzione del creato: Se l’uomo vive da figlio di Dio, se vive da persona redenta, che si lascia guidare dallo Spirito Santo e sa riconoscere e mettere in pratica la legge di Dio, cominciando da quella inscritta nel suo cuore e nella natura, egli fa del bene anche al creato, cooperando alla sua redenzione.
2.      La forza distruttiva del peccato: quando non viviamo da figli di Dio, mettiamo spesso in atto comportamenti distruttivi verso il prossimo e le altre creature ritenendo, più o meno consapevolmente, di poterne fare uso a nostro piacimento. Quando viene abbandonata la legge di Dio, la legge dell’amore, finisce per affermarsi la legge del più forte sul più debole. Il peccato che abita nel cuore dell’uomo e si manifesta come avidità, brama per uno smodato benessere, disinteresse per il bene degli altri e spesso anche per il proprio, porta allo sfruttamento del creato.
3.      La forza risanatrice del pentimento e del perdono: Per questo, il creato ha la necessità impellente che si rivelino i figli di Dio, coloro che sono diventati “nuova creazione”. Il cammino verso la Pasqua ci chiama proprio a restaurare il nostro volto e il nostro cuore di cristiani, tramite il pentimento, la conversione e il perdono, per poter vivere tutta la ricchezza della grazia del mistero pasquale.

La Quaresima chiama i cristiani a incarnare più intensamente e concretamente il mistero pasquale nella loro vita personale, familiare e sociale, in particolare attraverso il digiuno, la preghiera e l’elemosina. Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore. Pregare per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia. Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene.

Questa settimana Papa Francesco in udienza ha continuato la spiegazione del Padre Nostro e si è soffermato sull’invocazione “sia santificato il Tuo nome”. Ogni preghiera cristiana ha una parte di invocazione a Dio e una parte di richiesta. Quando parliamo con Dio, non lo facciamo per rivelare a Lui quello che abbiamo nel cuore: Lui lo conosce molto meglio di noi! Se Dio è un mistero per noi, noi invece non siamo un enigma ai suoi occhi. Dio è come quelle mamme a cui basta uno sguardo per capire tutto dei figli: se sono contenti o tristi, se sono sinceri o nascondono qualcosa. In questa affermazione “sia santificato il Tuo nome!” si sente tutta l’ammirazione di Gesù per la bellezza e la grandezza del Padre, e il desiderio che tutti lo riconoscano e lo amino per quello che veramente è. Nello stesso tempo c’è la supplica che il suo nome sia santificato in noi, nella nostra famiglia, nella nostra comunità, nel mondo intero. È Dio che santifica, che ci trasforma con il suo amore, ma nello stesso tempo siamo anche noi che, con la nostra testimonianza, manifestiamo la santità di Dio nel mondo, rendendo presente il suo nome.

Stefania