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Saluto di Don Norberto

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Programma

Settimana di Oratorio

Al rientro dalle vacanze... prima di andare a scuola... ci troviamo una settimana all’oratorio - 2/6 settembre 2019

Volantino

Orario estivo S. Messe

da sabato 13 luglio a domenica 25 agosto 2019

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13 marzo nell’Europa

Lunedì e martedì scorso ho ascoltato volentieri Edoardo Zin (insieme ad un bel numero di persone, tra cui diversi adolescenti) parlare dei valori spirituali e culturali dell’Europa. Il professore, abitante nella nostra comunità, ha ricevuto lo scorso novembre la medaglia d’oro al merito europeo “a testimonianza del suo impegno civile e della sua attività nel settore dell’educazione, della pubblicistica e degli studi su Robert Schuman, per l’unione dei popoli d’Europa, nella libertà e nella fratellanza”. Con questa passione e con la sua preparazione ci ha fatto entrare nella parola “Europa” attraverso la storia e attraverso l’opera di padri fondatori.

Mentre accennava all’opera dei figli di san Benedetto, mi è venuto un pensiero. I monaci benedettini, soprattutto nel corso del Medioevo, hanno  segnato il continente con la centralità del lavoro (l’aratro), la cura della cultura (i libri), il primato di Dio (la preghiera) e così hanno evangelizzato l’Europa  dando un contributo all’idea di persona, di comunità, di solidarietà, di accoglienza e rispetto degli altri…

Ho fatto un collegamento con il lavoro che padre Marko sta facendo per l’Europa e non solo. La data in cui scrivo queste parole è una data “cara” per noi della comunità di sant’Eusebio. Il 13 marzo del 2015, scendeva il ponteggio usato dai 18 artisti nella realizzazione del mosaico nello spazio battesimale e tutti potemmo vedere la bellezza del’opera.

Certo, seguendo la liturgia, diamo più importanza alla “domenica di Lazzaro” (effettivo giorno di consacrazione del fonte) per indicare l’anniversario dell’opera al di là della… “pasqua alta o pasqua bassa”.

Il 13 marzo rimane così una data simbolica che mi piace ricordare quest’anno alla luce degli incontri fatti sull’Europa. Senza che ci accorgiamo le tessere di un mosaico si stanno fissando in molte chiese e luoghi del vecchio continente: sembra proprio che quel lavoro nella centralità della liturgia e del pensiero teologico stia arando la nostra Europa. Sono 188 le opere realizzate in molte nazioni europee e non: Portogallo, Spagna, Francia, Italia, Svizzera, Slovenia, Croazia, Malta, Romania, Ungheria, Polonia, Austria, Bosnia, Serbia, Slovacchia, Repubblica Ceca (elenco non aggiornato escludendo altri continenti). Un’azione artistica e di fede che si espande a macchia d’occhio di cui, anche noi, siamo stati coinvolti.

Mi piace pensare che mentre il mondo vede il sorgere di divisioni, di tensioni, di guerre non più in trincea ma tra le Borse e le Banche oppure registra toni duri verso chi ha un colore diverso della pelle o cerca riscatto scappando da violenza e fame, mi piace che “pietre benedette” stiano invadendo, come un esercito buono, le chiese europee per la fede e le mani di tanti artisti che abbiamo conosciuto.

Esiste allora un movimento di rinnovamento dei credenti e in tanti uomini e donne di buona volontà, di cui noi possiamo percepire un suono attraverso manifestazioni, prese di posizioni, azioni concrete che portano in Africa (è di queste ore la vicenda dell’aereo precipitato con diversi volontari italiani impegnati in Etiopia) ma anche avvertire il movimento della bellezza dell’arte sacra.

Possiamo dire, in parte, che il lavoro degli antichi benedettini non si è fermato mai, continuando a produrre, grazie allo Spirito Santo, energia nascosta necessaria per edificare la casa comune dell’Europa.

Anche l’arte sacra, nella sua semplicità, contribuisce a questa azione, mentre noi, altrettanto piccoli tasselli, ci alziamo ogni giorno, lavoriamo, amiamo, pensiamo, inventiamo, ci incontriamo, discutiamo, ci arrabbiamo, ci impegniamo. Ogni mattino mentre “ti offro le azione di questo giorno perchè siano secondo la tua santa volontà per la maggior tua gloria”. Così sia.

don Norberto