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Saluto di Don Norberto

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Orario estivo S. Messe

da sabato 13 luglio a domenica 25 agosto 2019

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La testimonianza respinta

La vicenda del “cieco”, di cui ci parla l’evangelista Giovanni, ci offre l’occasione di riflettere sulla diversa percezione della realtà che spesso abbiamo; così alcuni “vedono” cose che altri “non vedono” … e viceversa; qualcuno “si preoccupa” … mentre altri “non temono”; alcuni “si interrogano” … mentre altri “non si accorgono” …

Ma la vicenda che deve attirare la nostra attenzione non è solo quella del cieco, che finisce per essere “cacciato fuori”, ma quella di Gesù, di cui spesso non riusciamo a cogliere fino in fondo il messaggio, la “parola” e la “testimonianza”! Non è solo la testimonianza del “cieco”, che viene respinta, ma ordinariamente quella del “figlio dell’uomo”!

Così il cammino dei “quaranta giorni” mentre si fa invito a “seguire” il Signore Gesù, diventa anche motivo di riflessione sui timori che ci allontanano da Lui, su quello che, ora come allora, non ci convince e non ci piace in Lui («Il Signore è in mezzo a noi sì o no?»). Anche per noi, infatti, non è facile comprendere la logica di chi “da la vita” … e domanda di fare altrettanto!

Siamo talmente convinti di “fare bene” e di “volere il bene di tutti” da non accorgerci che il mondo “non sta bene” … e che il Signore si è fatto “compagno” di tutti, senza distinzione! E questo che il “cieco” comprende!

Nel racconto del cieco Gesù è presente solo all’inizio e alla fine, in un incontro che avviene “fuori” e in cui Giovanni ci coinvolge: anche noi veniamo infatti “trovati” da Gesù ed invitati a riconoscere, come il “cieco”, che solo la sua “via” è “salvezza” e non quella che ci offre il “mondo” e che invece ci affascina!

Si, occorre farsi consapevoli che “il figlio dell’uomo” si è fatto “primogenito” di una “via nuova”, per ricondurre a Dio tutta l’umanità; la sua è una “testimonianza” soggetta ad essere respinta, non solo dagli altri ma anche da noi!

Per questo la testimonianza del “cieco” deve essere presa seriamente in considerazione; sono molte le persone che cercano il consenso … e sono pochi coloro che cercano “il regno di Dio” (che è giustizia e misericordia!). Così il cieco non ci insegna ad essere “diffidenti” o “irridenti” verso il prossimo … ma a preferire di essere “buttato fuori” … pur di non rinunciare a ciò che “ha visto”! (“ciò che abbiamo visto e udito, noi lo annunziamo a voi”).

Domenica 4ª di quaresima – domenica del cieco – 30/31 marzo
1.a lettura Esodo 17, 1-11: E chiamò quel luogo Massa e Merìba, a causa della protesta degli Israeliti e perché misero alla prova il Signore, dicendo: «Il Signore è in mezzo a noi sì o no?».
2.a lettura Tessalonicesi 5, 1-11: Dio infatti non ci ha destinati alla sua ira, ma ad ottenere la salvezza per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo.
Vangelo Giovanni 9, 1-38b: Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!».

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