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Festa di Morosolo 2019

dal 3 al 9 settembre 2019

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Settimana di Oratorio

Al rientro dalle vacanze... prima di andare a scuola... ci troviamo una settimana all’oratorio - 2/6 settembre 2019

Volantino

Orario estivo S. Messe

da sabato 13 luglio a domenica 25 agosto 2019

Orari
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Due modi di “vedere” gli stessi fatti.

Mentre l’ “ora” di Gesù si avvicina, secondo il vangelo di Giovanni, il contrasto sul modo di vedere il rapporto di Dio con l’uomo si manifesta sempre di più; da una parte i difensori di “Dio”, della tradizione, della potenza, della patria, dell’appartenenza, dell’amicizia vissuta come legame portatore di favori … e dall’altra Gesù, il “figlio dell’uomo”, venuto a noi dal “Padre”!

Così la vicenda del “rinvivimento” di Lazzaro è offerta oggi alla nostra attenzione non per il fatto in sé, ma per la sua contraddizione! Serve, infatti, a verificare che cosa intendiamo veramente quando diciamo che Gesù è fonte della “resurrezione”, del “vivere” e del “dare la vita”! E quali sono, oggi, le espressioni del nostro essere credenti che manifestano il credere “in Lui”?

Oppure anche noi siamo fra coloro che distinguono e separano le cose di Dio dalle cose del mondo? E che, seguendo il ragionamento, concludono “che Gesù doveva morire …”?

Nostro fratello Lazzaro ci costringe oggi ad esaminarci su cosa significa stare dalla parte di Gesù, come hanno sperimentato anche i discepoli e che Tommaso (il nostro “gemello”) esplicita: «Andiamo anche noi a morire con lui!». Stare “con Gesù”, infatti, significa assumere il suo punto di vista su Dio (“Padre”) e su ogni uomo (“fratello”)!

Diventa allora importante accorgersi, anche in questa circostanza, della forza e del significato attribuito alla relazioni da Gesù: al suo essere “amico” di Lazzaro, di Marta e Maria; a vivere una “amicizia” che non fa “preferenze”, che non riserva “favori”, che non fa “sconti” sulla vita … che non è condizionata dalla “presenza” … che “ascolta”!

Sono questi gli atteggiamenti che vengono “accolti” da chi “segue” Gesù e che, al contrario, vengono “respinti” da chi non si riconosce in questi criteri e preferisce i criteri del mondo … fatto di preferenze, di favori, di sconti … riservati ai cosiddetti “amici”!

Il cammino quaresimale è quasi al termine e la strada si fa in salita; non è facile, infatti, ripulire il nostro abito dalla frequentazione del mondo, che ci porta ad assumere la sua logica e a far nostri i suoi principi, basati sulla forza, sulla prevaricazione, sulla posizione come fonte di dominio … ed accogliere la logica di un Dio che si fa “servo” …

Eppure sappiamo che questa è la strada della “vita” e confidiamo quindi che il Signore illumini il nostro cammino e sostenga i nostri passi, così da concederci di “seguire” il Signore Gesù.

Domenica 5ª di quaresima – domenica di Lazzaro – 6/7 aprile
1.a lettura Deuteronomio 6, 4a; 26, 5-11: Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi.
2.a lettura Romani 1,18-23a: Fratelli, l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell’ingiustizia, poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha manifestato a loro.
Vangelo Giovanni 11, 1-53: Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».

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