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Dettagli pasquali: compagno di cammino

La vicenda dei due di Emmaus, alla sera di Pasqua, nel racconto di Luca, non riguarda solo Gesù e i due discepoli, che lasciano Gerusalemme ormai delusi, per tornarsene a casa … ma tutti i credenti; ci aiuta a riflettere su “ciò che fa Dio di mestiere” e su quello che dovrebbero fare i suoi “discepoli”.

La Pasqua ci da l’occasione di riflettere su alcuni comportamenti di Gesù che, mentre ne rivelano il volto e lo stile, indicano anche a noi la strada da percorrere. In questa vicenda sono presenti talmente tanti elementi al punto che la Chiesa ha strutturato la Messa proprio su questa base. Può esserci utile mettere a fuoco alcuni “dettagli”.

Innanzi tutto Gesù è uno sconosciuto, un uomo qualsiasi: non lo si riconosce a prima vista, non ha caratteristiche che lo rendano diverso dagli altri; non parla in un luogo o in un momento a noi noto; non ha un appuntamento … e così scopriamo così che ogni luogo, ogni momento, soprattutto quelli del dubbio, sono luoghi della sua presenza.

La sua compagnia è discreta, non invasiva, non parla di sé ed aiuta a ricordare, a ricollegare fatti e parole dimenticate, a stabilire quelle associazioni che ci rifiutiamo di fare, a tirare le conseguenze di quello che sentiamo e che abbiamo paura a fare … e scopriamo che non basta leggere od ascoltare le Scritture, ma che dobbiamo imparare a “mangiarle”, a farle lavorare in noi, a gustarle, assimilarle, custodirle.

Giunge poi il momento di decidere se la sua compagnia merita di essere accolta o ignorata: Gesù, infatti, “fece come se dovesse andare più lontano” ed ha ora bisogno della nostra domanda, del nostro invito, del nostro “si” … e scopriamo così che “rimanere” richiede cura reciproca, attenzione e “desiderio”, proprio come ogni vera relazione!

Lo “spezzare il pane” con cui si chiude quella sera a Emmaus non è solo il “segno” che apre gli occhi e libera il cuore dei due discepoli; è al tempo stesso luogo, segno e manifesto della nuova “identità” di ogni credente … e scopriamo qui la “fonte e il cumlmine” della vita “in Cristo”.

Tutto quello che succede dopo, per i due di Emmaus, è solo la conseguenza di aver compreso, nel cammino fatto quel giorno, che il Signore si è fatto nostro “compagno di cammino” nella vita … e che ora tocca a noi accogliere la sua compagnia e “fare come Lui”!

Buona Pasqua!

Domenica Domenica di pasqua, nella resurrezione di nostro Signor Gesù Cristo – 21 aprile
1.a lettura Atti degli Apostoli 1, 1-8a: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi».
2.a lettura 1ª Corinzi 15, 3-10a: A voi ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto.
Vangelo Giovanni 20, 11-18: Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”».
Luca 24, 13-35: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?».

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