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Sabato 23 novembre 2019

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Restituire la Parola

Abbiamo invitato a “restituire”. Occorre ritornare a novembre quando, era la festa di Cristo re, molti sono usciti dalle panche per venire ad accogliere un vangelo tra i quattro che venivano “dati, “non presi”. Era l’11 novembre.
Dopo quel “lancio” si è proposto di “restituire” in una riflessione, in una lettera, in un…ciò che la Parola suscitava in noi.
Solo 17 persone hanno riportato…Altri so che hanno il vangelo per la casa o lo iniziano a leggere e apprezzare. Riportiamo questi interventi:

1.      
La lettura del Vangelo di Marco non è stato sempre semplice perché in alcuni punti l’ho trovato un po’ più complesso degli altri. Ma iniziare questo percorso di lettura individuale, grazie anche a suggerimenti ricevuti durante le prediche della domenica, mi ha dato spunto per edificare quotidianamente anche solo pochi minuti alla lettura verso della Sacra Scrittura. Anche se a volte è complicato in giornate cariche di lavoro e di impegni, prendere dei brevi momenti da dedicare alla Parola e al Padre, mi guida e mi sostiene. A volte l’attenzione è scarsa per la stanchezza ma cerco di non far venir meno l’impegno.

2.
La compassione  nel vangelo di Matteo:9,36; 14,14; 15,32; 18,27; 20,34
Solo chi prova compassione può avere misericordia e perdonare.

Condivido con San Matteo l’apprezzare la vita comunitaria fra i discepoli, comunità valida per accettarsi, volersi bene, pregare insieme, avere una stessa dritta: la Pasqua di Gesù. Ho apprezzato per questo la preghiera in Gerusalemme, l’unione dei gruppi, la santa Messa insieme.
Matteo 18,20: “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”.
Matteo 6,1: “Quando fai l’elemosina non suonare la tromba davanti a te… per essere lodato dagli uomini. In verità vi dico hanno già ricevuto la loro ricompensa. La scelta dei poveri è una scelta cristiana.
Matteo 7,24-27: “Ascoltare la Parola di Cristo e metterla in pratica. È difficile spesso. Meglio pregare a fondo senza mettere le nostre radici nel superficiale. La casa fondata sulla roccia resisterà alle intemperie.
Matteo 6,22: “La Lucerna del corpo e l’occhio, se dunque il tuo occhio è chiaro tutto il tuo corpo sarà nella luce”.
La consapevolezza della nostra fede devi farci guardare in faccia all’altro. Il nostro occhio aperto ci gratificherà.

Nel Vangelo di Matteo Gesù appare il maestro che, realizzando le profezie, insegna al popolo di Dio la nuova legge, la via che porta al regno dei cieli per mezzo della Chiesa. Il Vangelo di Matteo narra con particolare attenzione l’infanzia di Gesù. Presenta Gesù come figlio dell’uomo legato a Giuseppe ma invita anche a riconoscerlo nella fede come Figlio di Dio. I racconti dell’infanzia con i diversi personaggi (i magi), mostrano come Gesù non sia un dono da accogliere come bene privato ma una manifestazione di Dio al mondo. Il Vangelo di Matteo si può dividere in due parti: la proclamazione del regno di Dio e la rivelazione di Gesù come Messia. Dei cinque grandi discorsi che contengono l’insegnamento di Gesù “il discorso della montagna” rappresenta un documento completo della dottrina cristiana. Ci sentiamo la voce del maestro, del padre che protegge, aiuta e conforto nella via per la felicità eterna. La lettura del Vangelo di Matteo mi ha aiutato nella preghiera, avvicinandomi a Gesù e al suo insegnamento. Con la riflessione sulle sue parole di vita autentica, ho avvertito più intensamente la sua presenza nello svolgimento delle mie azioni quotidiane.

Dal vangelo di Matteo; “Non di solo pane vive l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”.

Nel Vangelo di Matteo mi ha sempre emozionato il discorso della montagna. Le beatitudini sono un insieme di “esortazioni“ a vivere secondo l’insegnamento di Gesù e di “consolazione“ rivolti a quanti vivono prove dolorose di ogni genere. Penso spesso alle sofferenze di molte persone e famiglie causate dalla malattia, dalla solitudine, dalla povertà, che a volte irrompono improvvisamente nella loro vita e la sconvolgono. Penso ai tanti cristiani perseguitati nel mondo a causa della fede. Solo Gesù e le sue Parole, possono dare conforto e speranza: “Venite a me voi tutti che siete stanchi ed oppressi e io vi darò ristoro“. Solo la certezza che le parole di Gesù sono la Verità, può aiutare a sopportare dolori e fatiche: “Il cielo la terra passeranno ma le mie parole non passeranno“.

Il Vangelo di Matteo cita spesso la grande “compassione” di Gesù verso tutti e Lui interviene, guarisce i mali fisici e quelli dello spirito. Gesù sfama le folle con il cibo e con la sua parola. So che Gesù vive in mezzo a noi ed è la nostra unica certezza e salvezza perché lui stesso ce lo ha detto: “Ed ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo“.
Penso sia importante far conoscere Gesù a chi ancora non lo hai incontrato, pur nella mia incapacità e pochezza, sicura che è sempre solo Dio ad operare nei cuori delle persone.

Ho letto il Vangelo di Matteo in poco tempo e tutto d’un fiato, forse anche troppo in fretta dando per scontato tanti contenuti perché già conosciuti. Ho sottolineato con la matita (Bibbia e Vangelo sono libri sacri non uso la penna!) le frasi che più mi sono familiare. Avrei dovuto leggerlo più lentamente e magari meditarlo meglio.
Nel discorso della montagna mi colpisce sempre tantissimo la frase: “Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?“, E spesso mi ritrovo in questa situazione…
Nel discorso della missione penso spesso a Maria che va a cercare Gesù al tempio, il suo atteggiamento mite e corretto nel riconoscere che Gesù non è suo e anche il riconoscimento da parte di Gesù di tutti quelli che fanno la sua volontà come suoi fratelli.
Nel discorso delle parabole mi piace molto e lo sperimento spesso la frase: “Se qualcuno vuol venire dietro a me prenda la sua croce e mi segua“.
Nel discorso sulla comunità dei discepoli Gesù travolge la logica umana con la parabola dei lavoratori a giornata e quando si dice: “Chi vuole essere il primo tra voi sarà vostro servo”.
Infine nel discorso degli ultimi tempi, negli episodi anche quotidiani quando anche succedono fatti tragici, sento vera la frase: “Vegliate e dunque perché non sapete nel giorno nell’ora in cui il Signore verrà”.

3.
IlVangelo di Giovanni che ho letto è una lunga e meravigliosa catechesi. La persona di Gesù e la sua parola sono al centro di tutto il racconto evangelico. Sono molte le parole di Gesù che entrano subito nel cuore e ci invitano alla riflessione soprattutto quando parla del nostro destino eterno. Che senso avrebbe infatti la nostra vita terrena con le gioie ma anche con le numerose fatiche se non avessimo come meta certa, al termine, la vita eterna e felice in Dio. Questo per me significa vivere ogni giorno unita a Gesù affidandomi continuamente a Lui, cercando di far mia la sua Parola, pur nella consapevolezza della mia fragilità, ma confidando sempre nella sua infinita misericordia. Cito alcune parole di Gesù che alimentano la nostra fede e la nostra speranza in lui:
Gv. 5,24 “In verità in verità io vi dico chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna”.
Gv. 10,30 “Io e il Padre siamo una cosa sola”.
Gv.  6,54 “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno“.
Bellissima poi l’affermazione che Gesù fa a Tommaso: “ Io sono la via la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me“ (14,6). E da ultimo le parole profetiche di Gesù che per noi cristiani diventano oggi sostegno e forza: 16,33“Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate il coraggio io ho vinto il mondo”(16,33).

Il Vangelo di Giovanni per me è la sintesi perfetta della rivelazione divina di Gesù, Figlio di Dio, venuto a redimere e salvare l’umanità.

Il vangelo di Giovanni:  la sua lettura mi ha fatto conoscere meglio l’immenso amore di Gesù per noi. Signore trafiggimi al tuo amore.
“In Lui era la vita la vita era la luce degli uomini: a quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare Figli di Dio”. La tua luce mi fa scoprire ogni giorno la bellezza di poterti invocare con il nome di Padre.

Lettura vangelo di Giovanni
Gesù ci viene presentato dal Battista. Ho esaminato a lungo il prologo che mette in evidenza la costante ripetizione di alcune significative parole: “Luce, Verbo, Vita, Grazia”. Il Verbo è tutto, mi conduce alla Verità e alla Grazia. L’importante è accogliere e penetrare in queste parole. Gesù però è rifiutato dei suoi ascoltatori scrivi e farisei: e noi? Gesù sceglie i suoi 12 e con estrema cura e attenzione li ascolta: e noi in quali ci riconosciamo? Lo scopo della sua missione è condurci al Padre. Chi cerca se stesso non raggiunge la Verità. “L’io sono”: ci dice Gesù. La presenza di Maria incontriamo solo alla cena di Cana e sotto la croce con Giovanni

“Manifestò la sua gloria”
“Credere in lui”
“La vita eterna”
Primi accenni a ciò che diventa essenziale nel Vangelo di Giovanni. Ringrazio per questa opportunità di rimanere su questa Parola che mi obbliga ad andare al “punto”, là dove mi ha chiesto di credere in ciò che Lui mi dà: “la sua stessa vita”. Su questa comunione liberare dal male del sabato, dal male della malattia, dal male…

Ho scelto il Vangelo di Giovanni e l’ho trovato piuttosto difficile forse anche per questo pur avendolo letto tutto non l’ho letto giorno per giorno come mi ero prefissato ma saltuariamente quando ogni avevo il tempo e la voglia. Qualcosa comunque ha risvegliato in me: il desiderio di una buona lettura quotidiana per riconciliarmi con la Vita e nutrire lo spirito.

Dopo aver letto il Vangelo di Giovanni nella versione commentata da Mario Galizia che, come hai fatto tu al giovedì sera (ndr. si tratta delle serate con il parroco), mi ha preso per mano e guidato nella comprensione del testo, l’emozione è stata grande.
In particolare mi ha colpito il saluto di Gesù agli apostoli nell’ultima cena, le sue indicazioni e rassicurazioni, veramente da lasciare allibiti per la gioia, in particolare con il senno di poi. Comunque tanti sono stati i passaggi, gli spunti che mi hanno fatto pensare: ma come è possibile non cambiare vita invece di emozionarmi e basta, invece di fare i buoni propositi ma poi non spiccare il volo?
La canzone “E sono solo un uomo” peraltro da me ben conosciuta, sentito subito dopo aver terminato la lettura, mi è sembrato un nuovo vangelo. Mi ha colpito la semplice ma incredibile relazione tra Dio e l’uomo e il verbo “imparare” nella canzone usata nella sua declinazione futura: che sia un segno di speranza in un domani migliore?

A dir la verità non ho ancora finito di leggere il Vangelo di Giovanni ma lo restituisco con l’intenzione di leggerlo tutto.
Gv, 1,9 “La vera luce” e su queste due parole si apre il mio sguardo sul “vero cammino“, sul mio accogliere Gesù per essere una Figlia di Dio.  Bere l’acqua che Gesù mi dà per non avere più sete.
Per sentire il suo perdono (Gv. 8,11) Gesù disse: “Neanch’io ti condanno, và e d’ora in poi non peccare più”. Gv. 15,12 “Questo è il mio comandamento che vi amiate gli uno gli altri come io ho amato voi”. Grazie Gesù aiutami in questo cammino…

Mi è piaciuto leggere il “mio” vangelo, perchè mi sentivo in comunione con chi, come me,compiva ogni giorno lo stesso gesto. Mi sorgevano però mille domande sul significato di tanti passi. Mi è rimasta così la convinzione che ogni pagina, anche la più apparentemente semplice, richiede una spiegazione autorevole e certa; perciò mi propongo per il prossimo futuro una rilettura con tante belle note esplicative, uscite dalla Tradizione della Chiesa.

aggiunte

Leggendo il vangelo di Matteo ho potuto ritrovare tanti avvenimenti della vita di Gesù che già conoscevo, mentre non riuscivo a trovarne altri. Penserete è ovvio, non tutti i vangeli portano gli stessi racconti, per me ciò è stata una scoperta.
Durante le celebrazioni i liturgiche negli anni si leggono i vari eventi evangelici e prima o poi le parabole, gli insegnamenti, i racconti della vita pubblica di Gesù vengono tutti descritti.
La lettura di questo vangelo mi ha permesso di constatare che, a parte la conoscenza dei fatti descritti, non riuscivo a cogliere molto altro. Sono carente nelle conoscenze di base e ho sentito molto la mancanza dei commenti che i sacerdoti associano alle letture durante le omelie. Grazie per le spiegazioni che ogni domenica ci offrite e gli esempi che rendono possibile accostare la Parola alla vita quotidiana.


Tratti dal Vangelo di Matteo
Matteo 23,37 – 38: Gesù si rappresenta come una chioccia che raccoglie i pulcini sotto le sue ali per proteggerli. Vedo la chiocci alla base dell’altare della “Dominus Flevit” (siamo nella chiesa che ricorda il pianto di Gesù sulla città santa ndr). Dalla finestra si vede l’estensione di Gerusalemme. È un ricordo bellissimo! Matteo 3,29: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore”. Secondo Matteo è la frase che diremo quando ritornerà Gesù. Dio, il Signore, è nostra luce. (Slamo 117,26-27)
Matteo 25,14-28: Vedo la morte di Gesù proiettata nella sua risurrezione. Gesù, per me, parla del futuro (resurrezione) inserito nel presente (la sua morte che è in arrivo).
Matteo 25,35: Trovo attuali la frase: “Ero straniero e mi avete accolto”. È più difficile da seguire rispetto al dare a chi ha fame, sete, è malato, è prigioniero, è nudo.
Matteo 10,8: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Mi sembra equivalenti alla parabola dei talenti (Matteo 25, 14-30): ognuno di noi deve moltiplicare ciò che ha ricevuto alla sua nascita e restituirlo a Gesù alla propria morte. Saremo allora “servi buoni e fedeli”. Parteciperemo alla gioia del Signore. Questo futuro è una “dritta” per noi.
Matteo 22,37 – 40: Il primo e il secondo comandamento sono alla base della legge di Dio. Cosa grande: Gesù ha detto che il II “Amerai il prossimo tuo come te stesso” è simile al I “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Grande è la parola di Gesù quando definisce uguali l’amore per Dio e quello per il prossimo. Per me è ancora difficile interpretarlo così, perché Gesù è ben superiore al prossimo.
Matteo 23,23: “Giustizia, misericordia, fedeltà” sono le cose da fare dice Matteo. Nella vita rappresentano tre cose che ti danno una dritta che mi prefiggo, ma la misericordia e la più difficile da seguire.