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Orario estivo S. Messe

da sabato 13 luglio a domenica 25 agosto 2019

Orari

Verso la festa di Sant'Eusebio

6-13-20 luglio -- 28-29-31 luglio -- 1 agosto 2019

Programma

Momento spirituale verso S. Eusebio.. in Duomo

Lunedì 29 luglio 2019 - Tutte le informazioni sul programma e le modalità di iscrizione cliccando sul pulsante qui sotto

Info
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Nelle faccende di chiesa

Un mese dalla morte di Lorenzo, il Vangelo delle donne che trovano il sepolcro vuoto, la croce diventa segno di risurrezione, il sepolcro culla di vita nuova. Gli aromi che utilizzano le donne per profumare il corpo di Gesù si sono trasformati nella risurrezione in profumo della vita che vince sulla morte, il profumo dell’amore che vince sull’odio. Il messaggio della risurrezione è attuale, Gesù ci aiuta a trasformare il dolore e la fatica in lampi di speranza, in segni di vita, Gesù non si è lasciato inghiottire dalla morte, con la risurrezione si è aperta la porta della speranza. Siamo chiamati a far vivere l’eredità di Lorenzo, la sua morte non ha impedito che l’amore passasse, Lorenzo vive in ciò che noi facciamo con amore ogni giorno.

Nella festa della Santissima Trinità “…una piccola comunicazione…” ci ha fatto il nostro Parroco… lascia la comunità per Segrate… Una notizia forse attesa, forse temuta, grande il ringraziamento per un prete che con la vita ci ha manifestato l’amore del Padre e ci ha insegnato ad amare sempre e comunque.

“La festa della SS. Trinità è la festa più facile”, così la prima frase dell’omelia di sabato scorso: in ogni messa ripetiamo la frase “Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a te, Dio, Padre onnipotente, nell’unita dello Spirito Santo, ogni onore e gloria, per tutti i secoli dei secoli…”. Noi respiriamo senza accorgerci, con quattro  brevi respiri possiamo parlare della Trinità ci ha detto don Norberto: 1) Dio è una relazione d’amore; 2) Ce lo ha detto Gesù che Dio è relazione d’amore; 3) Gesù e il Padre sono una cosa sola, chi vede Gesù vede il Padre; 4) in questa relazione noi possiamo entrare come figli, se apriamo la porta, entriamo nell’amore divino.

Per spiegarci la festa della santissima Trinità invece Don Luca ha fatto riferimento a tre preposizioni A-PER-IN: protesi AL Padre, PER mezzo del Figlio, lo Spirito prega IN noi a nostro favore, alziamo lo sguardo verso chi ci sta donando tutto in segno di ringraziamento.

Il Papa ha pubblicato il suo messaggio per la terza giornata mondiale dei poveri del prossimo 17 novembre che fa riferimento al salmo “La speranza dei poveri non sarà mai delusa”, contesto che descrive si colora di tristezza, per l’ingiustizia, la sofferenza e l’amarezza che colpisce i poveri. Nonostante questo, offre una bella definizione del povero: egli è colui che confida nel Signore perché ha la certezza di non essere mai abbandonato. Il povero, nella Scrittura, è l’uomo della fiducia! L’impegno dei cristiani, in occasione di questa Giornata Mondiale e soprattutto nella vita ordinaria di ogni giorno, non consiste solo in iniziative di assistenza che, pur lodevoli e necessarie, devono mirare ad accrescere in ognuno l’attenzione piena che è dovuta ad ogni persona che si trova nel disagio. È necessario un cambiamento di mentalità per riscoprire l’essenziale e dare corpo e incisività all’annuncio del regno di Dio. A volte basta poco per restituire speranza: basta fermarsi, sorridere,  ascoltare. Per un giorno lasciamo in disparte le statistiche; i poveri non sono numeri a cui appellarsi per vantare opere e progetti. I poveri sono persone a cui andare incontro: sono giovani e anziani soli da invitare a casa per condividere il pasto; uomini, donne e bambini che attendono una parola amica. I poveri ci salvano perché ci permettono di incontrare il volto di Gesù Cristo.

In occasione dell’udienza ai partecipanti al Capitolo Generale dell’Ordine della Santissima Trinità il Papa ha indicato alcune sfide che ci presenta la pastorale giovanile e vocazionale.  “… Prima di tutto vicinanza e accompagnamento. I giovani ci vogliono vicini. La pastorale giovanile e vocazionale esige accompagnamento e questo comporta vicinanza, farsi presenti nella vita dei giovani, come Gesù con i discepoli di Emmaus. Aprite le vostre case e comunità ai giovani, perché possano condividere la vostra preghiera e la vostra fraternità, ma soprattutto aprite loro i vostri cuori, che si sentano amati per quello che sono, per come sono. Siate per i giovani dei fratelli maggiori con i quali possano parlare, dei quali si possano fidare. Ascoltateli, dialogate con loro, fate discernimento insieme. Secondo aspetto: c’è bisogno di andare incontro ai giovani, non solo a quelli vicini, ma anche ai lontani, non limitarsi ad accogliere quelli che vengono da voi, ma andare anche incontro a quelli che si sono allontanati. Accoglierli così come sono, non disprezzare mai i loro limiti, sostenerli e aiutarli fin dove è possibile. E, dopo averli incontrati, c’è bisogno di ascoltarli, chiamarli, suscitare il desiderio di muoversi per andare oltre le comodità in cui si adagiano. Vi incoraggio a camminare con loro, uscendo da schemi prefabbricati senza dimenticare che, specialmente con i giovani, bisogna essere perseveranti, seminare e aspettare pazientemente che il seme cresca e un giorno, quando il Signore vorrà, porti frutto. Il vostro compito è quello di seminare, Dio farà crescere e forse altri raccoglieranno i frutti. La vostra pastorale giovanile sia dinamica, partecipativa, allegra, ricca di speranza, capace di rischiare, fiduciosa e sempre piena di Dio, che è ciò di cui i giovani hanno più bisogno per colmare i loro aneliti di pienezza…”.

Continua Papa Francesco l’udienza settimanale in San Pietro sugli Atti degli Apostoli.

Mi piace come il Papa definisce lo Spirito Santo “… si presenta come il direttore d’orchestra che fa suonare le partiture delle lodi per le grandi opere di Dio. Lo Spirito santo è l’artefice della comunione, è l’artista della riconciliazione che sa rimuovere le barriere tra giudei e greci, tra schiavi e liberi, per farne un solo corpo. Egli edifica la comunità dei credenti armonizzando l’unità del corpo e la molteplicità delle membra. Fa crescere la Chiesa aiutandola ad andare al di là dei limiti umani, dei peccati e di qualsiasi scandalo. Chiediamo al Signore di farci sperimentare una nuova Pentecoste, che dilati i nostri cuori e sintonizzi i nostri sentimenti con quelli di Cristo, così che annunciamo senza vergogna la sua parola trasformante e testimoniamo la potenza dell’amore che richiama alla vita tutto ciò che incontra”.

Stefania