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Giornata di spiritualità in Avvento

Sabato 23 novembre 2019

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Nelle faccende di chiesa

Alla vigilia del Corpus Domini abbiamo letto come la comunità di San Luca era organizzata nella distribuzione del pane. Don Norberto l’ha collegata alle nostre parrocchie che creano le condizioni per incontrarsi e distribuire il pane. Gesù offre  se stesso e compie un unico sacrificio per tutti, grazie al suo dono di sé al Padre noi partecipiamo del suo sacrificio, anche le nostre mani possono distribuire amore, l’amore di Dio.

Diverse sono le trasformazioni nella celebrazione eucaristica, la trasformazione naturale del seme di grano in pane e degli acini d’uva in vino, semi che muoiono e producono molto frutto, il sacrificio dei semi. Con il lavoro umano i chicchi di grano vengono macinati e anche gli acini pigiati per dare pane e uva; il nostro sacrificio, il lavoro umano trasforma. Nel pane ci sono le nostre relazioni, le persone vicine, nel vino il nostro sangue le ferite, le sofferenze.Gesù nella persona del sacerdote assume il sacrificio e porta tutto a pieno compimento, Lui moltiplica e trasforma quello che abbiamo. Nel pane e nel vino consacrati ci siamo tutti noi, metto in gioco il mio io e chiedo allo Spirito Santo di trasformarlo in noi. Non dimentichiamoci di essere un corpo intero e facciamo crescere un NOI.

Un primo incontro dei consiglieri uscenti con persone che sono interessate ad entrare nel Consiglio Pastorale che si rinnoverà a ottobre è stato fatto settimana scorsa, per tutti una possibilità di fare esperienza di chiesa insieme ad altri per scoprire come ci si muove dietro le quinte della comunità cristiana.

Settimana scorsa il Santo Padre ha ricevuto in Udienza i partecipanti al Forum Internazionale dei Giovani, sul tema: “Giovani in azione in una Chiesa sinodale”.

Il Papa ancora una volta ha ribadito che i giovani sono l’oggi di Dio, l’oggi della Chiesa! “…O ve la giocate oggi, o perderete la partita. La Chiesa ha bisogno di voi per essere pienamente se stessa. Come Chiesa, voi siete il Corpo del Signore Risorto presente nel mondo. Vi chiedo di ricordare sempre che siete membra di un unico corpo, di questa comunità. Siete legati gli uni agli altri e da soli non sopravvivrete. Avete bisogno gli uni degli altri per segnare veramente la differenza in un mondo sempre più tentato dalle divisioni. Considerate questo: in un mondo in cui sono sempre di più le divisioni e le divisioni portano con sé conflitti e inimicizie, voi dovete essere il messaggio dell’unità, che vale la pena di seguire questo cammino. Solo camminando insieme saremo veramente forti. Con Cristo, Pane di Vita che ci dà forza per il cammino, portiamo la luce del suo fuoco nelle notti di questo mondo!…”

Ai membri della Federazione Internazionale delle Associazioni Mediche Cattoliche il Papa ha rivolto queste parole “…Gesù si avvicina, si prende cura, guarisce, riconcilia, chiama e invia: come si vede, quella con le persone oppresse da malattie e infermità è per Lui una relazione personale, ricca, non meccanica, non a distanza. E’ a questa scuola di Gesù medico e fratello dei sofferenti che siete chiamati voi medici credenti in Lui, membri della sua Chiesa. Chiamati a farvi vicini a coloro che attraversano momenti di prova a causa della malattia. Siete chiamati a dare le cure con delicatezza e rispetto della dignità e dell’integrità fisica e psichica delle persone; ad ascoltare con attenzione, per rispondere con parole adeguate, che accompagnino i gesti di cura rendendoli più umani e quindi anche più efficaci.

Siete chiamati a incoraggiare, a consolare, a rialzare, a dare speranza. Non si può curare ed essere curati senza speranza; in questo siamo tutti bisognosi e riconoscenti a Dio, che ci dona la speranza. Ma anche riconoscenti verso quanti lavorano nella ricerca medica. Rinnovandovi continuamente, attingendo alle fonti della Parola di Dio e dei Sacramenti, potrete svolgere bene la vostra missione, e lo Spirito vi darà il dono del discernimento per affrontare le situazioni delicate e complesse, e per dire le parole giuste nel modo giusto e il silenzio giusto, nel momento giusto…”

Il Papa ha annunciato che la prossima edizione internazionale della GMG sarà a Lisbona nel 2022. Per questa tappa del pellegrinaggio intercontinentale dei giovani questo il tema scelto: “Maria si alzò e andò in fretta” .Per i due anni precedenti  ci invita a meditare sui brani: Giovane, dico a te, alzati!  Ti costituisco testimone delle cose che hai visto!”.  Papa Francesco desidera anche questa volta che ci sia una grande sintonia tra il percorso verso la GMG di Lisbona e il cammino post-sinodale, chiede di non ignorare la voce di Dio che spinge ad alzarsi e seguire le strade che Lui ha preparato . Come Maria ed insieme a lei, chiede di essere ogni giorno i portatori della Sua gioia e del suo amore. Maria si alzò e andò in fretta e di fretta andò a visitare sua cugina. Sempre pronti, sempre di fretta, ma non ansiosi.

Padre Mario sempre grintoso nella spiegazione del Vangelo “…cercate il Regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta…” ha fatto riferimento a due santi: San Benedetto Labre, seppellito a Santa Maria dei Monti a Roma, vissuto con i barboni nella povertà più estrema, si è preoccupato solo dell’amore di Dio. Come riscontriamo nella prima lettura del Siracide, libro sapienziale, quando non ci sono pregiudizi, il mondo ci parla di Dio, ci rendiamo conto che la nostra vita, le bellezze create da Dio, il sole, la luna, sono miracoli, Dio ci mostra il nostro cuore e quello degli altri come un tesoro di Grazia, anche le situazioni più tribolate, di sofferenza, ci aprono il cuore e San Giunio Tinarelli, colpito da una grave malattia, immobile, muoveva solo occhi e cuore, ha fondato l’Unitalsi. Anche in condizioni estreme se conosco la grazia di Dio, posso fare cose grandi e come ci ha detto San Paolo “le sofferenze del tempo presente non sono paragonabili alla gloria futura”.

Con la consueta processione del Corpus domini abbiamo portato Gesù nelle strade della nostra comunità, ma ci siamo anche fatti portare sulle spalle da Gesù, Lui il nostro sostegno ci ha portato come bambini.

Il Papa ci ha parlato questa settimana in udienza dei quattro pilastri su cui si fonda la comunità cristiana. Luca negli atti degli apostoli ci mostra la prima comunità che vive in un modo ben preciso: sono perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. I cristiani ascoltano assiduamente l’insegnamento apostolico; praticano un’alta qualità di rapporti interpersonali anche attraverso la comunione dei beni spirituali e materiali; fanno memoria del Signore attraverso la “frazione del pane”, cioè l’Eucaristia, e dialogano con Dio nella preghiera. Sono questi gli atteggiamenti del cristiano, le quattro tracce di un buon cristiano.

Preghiamo lo Spirito Santo perché faccia delle nostre comunità luoghi in cui accogliere e praticare la vita nuova, le opere di solidarietà e di comunione, luoghi in cui le liturgie siano un incontro con Dio, che diviene comunione con i fratelli e le sorelle, luoghi che siano porte aperte sulla Gerusalemme celeste.

Stefania