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Sabato 23 novembre 2019

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Ascolta: vivere da “fratelli”

In questo cammino dopo pentecoste, in cui sono al centro le chiavi fondamentali della vita, non poteva mancare un chiarimento fondamentale: chi è il “preferito” di Dio? a chi dei figli il papà o la mamma vogliono “più bene”? Il sospetto che i genitori o Dio facciano “preferenze” non solo ci logora, ma ci impedisce spesso di affrontare il vero problema: come vivere da “fratelli”?

E’ quindi da accogliere con gratitudine, nonostante la difficoltà, la parola che ci rivolge Gesù al riguardo: “chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio”! Essa ci fa comprendere, se vi fossero ancora dei dubbi, che Dio non fa preferenze e che, invece, attende da noi un modo di vedere “nuovo”, che rende possibile all’uno di sostenere il cammino dell’altro e non di invidiarlo.

Si, nella vita cristiana, il “fratello” non è l’avversario, colui con cui sono in concorrenza, colui che ha qualcosa “più di me”; è, invece, uno che è differente da me ed ha capacità diverse dalle mie … e l’uno serve di sostegno all’altro. Per questo non può essere neppure chiamato “stupido” e tantomeno “pazzo”!

Dovremmo tutti riflettere maggiormente sul nostro essere “fratelli” in Cristo! La comunità cristiana è, infatti, una assemblea di “fratelli” e “sorelle”! Non è un ritrovarsi di “amici”: l’amicizia, nella tradizione cristiana, è indipendente dalla fede; non la richiede e tantomeno la persegue. L’essere “fratelli” e “sorelle” sono invece parte integrante dell’essere cristiani; occorre partire da qui anche per comprendere il “perdono” … perché è tra “fratelli” che occorre perdonarsi!

Il tema della “fraternità” è raramente oggetto di attenzione e raccomandazione, nella Chiesa; si preferisce parlare di “comunione”, perché somiglia molto di più all’esser tutti uguali … e all’illusione che si possa più facilmente andare d’accordo. Il Signore Gesù, invece, mentre ci ricorda il nostro essere “fratelli e sorelle”, uguali davanti a Lui, ci mostra la bellezza del nostro essere “diversi”, “unici” … e ci invita a lasciarci guidare da Lui per un mondo “nuovo”; luogo di “fraternità”, di sostegno reciproco, e quindi di “comunione” con Lui!

Domenica 4ª Domenica dopo pentecoste – 6/7 luglio
1.a lettura Genesi 4, 1-16: Allora il Signore disse a Caino: «Dov’è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?».
2.a lettura Ebrei 11, 1-6: La fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede.
Vangelo Matteo 5, 21-24: Il Signore Gesù disse: «Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.

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