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Saluto di Don Norberto

Appuntamenti per salutare il Parrocco

Programma

Settimana di Oratorio

Al rientro dalle vacanze... prima di andare a scuola... ci troviamo una settimana all’oratorio - 2/6 settembre 2019

Volantino

Orario estivo S. Messe

da sabato 13 luglio a domenica 25 agosto 2019

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Nelle faccende di chiesa

La nostra comunità si riunisce la domenica, con l’orario estivo, nella messa centrale a Barasso; Don Norberto inizia la sua predica soffermandosi sul ritornello dell’Alleluia “Voi foste liberati con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia”. L’uomo senza peccato Gesù, ci ha liberati dal male, dal sangue, Gesù si è abbassato e ha fatto dono di sé. Dio si è avvicinato al popolo ebraico, ha dato loro regole e leggi, ma l’alleanza non ha funzionato, i Profeti avevano intuito che l’uomo aveva bisogno di altro, perché il collegamento sia più vero, allora Dio è diventato uomo, si è messo nella parte del più debole, Gesù diventa uomo che ama il mondo in eterno. Dio assorbe tutta l’umanità e inizia una nuova alleanza tra cielo e terra. Dalla ferita nel fianco sulla croce Gesù continua a bagnare l’umanità per tutti i secoli dei secoli, attraverso il battesimo, i sacramenti, il Suo Spirito.

Anche in sede di consiglio pastorale durante l’incontro amichevole con il nuovo Parroco Don Emilio, Don Norberto ha commentato questo Vangelo domenicale, chi ha visto il sangue di Gesù ne ha dato testimonianza, solo chi vede testimonia quello che il divino ha fatto nella nostra vita, una chiesa che vede testimonia. Il nuovo parroco ci ha detto che certo racconterà la sua esperienza in Africa, ma quello che ha vissuto lo vedremo dal suo comportamento nella nostra comunità.

Il vescovo Mario ha visitato alcuni campeggi ambrosiani, presiedendo l’Eucaristia “Prima di ogni altra cosa, ricordate che ogni giorno è benedetto da Dio”. Ai ragazzi ha indirizzato queste parole “..non dipendete troppo dal telegiornale, dal giornale e da internet: guardate la buona notizia che è annunciata a tutti i poveri della terra. Sono venuto qui per dirvi di aprite i vostri occhi, di guardare alla gente che si dedica voi. Pensate a quanto siete amati e non crediate che tutti siano egoisti. E guardate anche come vi volete bene tra voi e quanto bene siete capaci di fare. Guardate con i vostri occhi, non lasciatevi disturbare dalle cattive notizie che ricevete…”. Ha affidato loro un compito molto semplice, “…quando tornerete a casa dovrete essere la buona notizia. Non siete santi o perfetti, ma potete essere la buona notizia che guarisce la tristezza degli abitanti del paese triste. Mi immagino che i vostri paesi non saranno più tristi, non perché tutti i problemi saranno risolti, ma perché ci sono ragazze e ragazzi, giovani e adulti come voi”. Ha definito i tre pilastri del campeggio: la condivisione, il servizio e la preghiera.

Papa Francesco all’Angelus ha ricordato lo sbarco sulla luna. “Cinquant’anni fa come ieri l’uomo mise piede sulla luna, realizzando un sogno straordinario. Possa il ricordo di quel grande passo per l’umanità accendere il desiderio di progredire insieme verso traguardi ancora maggiori: più dignità ai deboli, più giustizia tra i popoli, più futuro per la nostra casa comune”.

Mons. Agnesi commentando la Proposta pastorale dell’Arcivescovo indica tra gli adempimenti concreti il rinnovo dei Consigli pastorali parrocchiali e di Comunità pastorale e dei Consigli degli affari economici, con le elezioni del 20 ottobre. Occorre guardare a queste scadenze non come ad adempimenti burocratici, perché sono, invece, opportunità per sentire la corresponsabilità di tutti nella costruzione di un volto di Chiesa capace di annunciare il Vangelo. È innegabile che vi sia qualche fatica, ma ci sono anche tanti spazi per lavorare insieme. Talvolta ho l’impressione che si perda di vista il perché esiste il Consiglio pastorale. Consiglio che dovrebbe essere l’occasione in cui dire le tre cose essenziali che deve fare una comunità: pregare, celebrare l’Eucaristia e i Sacramenti; aiutare i ragazzi a comprendere la chiamata a dare la vita, ossia la loro vocazione; infine, rendere abitabile la terra e benedirla – come ama dire l’Arcivescovo -, compiendo gesti di fraternità. Un laico nel sito della Diocesi ha dato cinque indicatori per la vita di un Consiglio pastorale, affinché la profezia chiesta alla Chiesa tutta e quindi anche alla singola comunità possa avverarsi. Il primo indicatore è il tempo. Un Consiglio pastorale funziona se chi vi partecipa riconosce che ci vuole tempo per questo ruolo, tempo di riflessione, di ascolto, di preghiera, quindi tempo oltre quello che richiede il calendario delle sedute. Il secondo indicatore è la conoscenza e familiarità tra i consiglieri. Il Consiglio pastorale è un luogo dove alcune persone si ritrovano per parlare e decidere per una comunità. Si capiscono? Si rispettano? Si vogliono bene? Il terzo è il metodo di lavoro, ciò che ci mette tutti sullo stesso piano, con gli stessi strumenti a disposizione: questo facilità l’incontro tra persone differenti che non devono convincere della bontà del loro pensiero, ma contribuire a un passo in avanti riconoscibile e condivisibile. Il quarto indicatore riguarda la scelta dei contenuti. In una fase storica di “cambiamento d’epoca” la scelta dei contenuti dice lo sguardo con cui guardiamo la realtà. Di cosa si deve occupare oggi una comunità cristiana? I temi, per esempio, non possono non riguardare l’evangelizzazione in una cultura secolarizzata. Il quinto indicatore riguarda la comunicazione al resto della comunità. Sarà necessario moltiplicare le forme di comunicazione di quanto si sta facendo, cercando di riportare un clima di discussione seria, serena, responsabile e di condivisione tra preti e laici.

Stefania