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Ascolta: “credere” e “seguire”, due parole inseparabili

La Parola di questa settimana ci da l’occasione di riflettere su una qualità dell’uomo sempre più ignorata e ritenuta irrilevante: quella dell’uomo in cui non si distingue ciò che “crede” da cià che “segue”, perché “segue” cià che “crede” e “crede” ciò che “segue”.

Questa qualità ci sembra talmente secondaria al punto che guardiamo quasi con ammirazione a chi le distingue e le separa, come se si potesse credere senza seguire o seguire senza credere; e ci mostra con efficacia come noi, a queste parole, attribuiamo spesso solo un significato teorico e simbolico …

Così la Parola illumina una contraddizione che non riguarda il rapporto tra “credere” e “fare” (paragone che spesso facciamo!), ma fra “credere” e “seguire”, fra credere e “camminare insieme con Dio”. Occorre allora riscoprire con gioia il senso di queste parole, affiancarle l’una all’altra e provare a ri-metterle insieme, perché non c’è fiducia senza cammino e non c’è cammino senza fiducia reciproca.

Il rapporto con il Signore non si misura, infatti, da quello che diciamo ma dalla via che percorriamo e dai passi che facciamo; non è una questione di linguaggio, ma di vita. Per questo anche Gesù domanda ai suoi discepoli: «Volete andarvene anche voi?».

Ciò che si “crede”, infatti, è spesso fonte di molti fraintendimenti, anche fra i credenti: ecco perché occorre riflettere seriamente sul legame inseparabile del “credere” con il “seguire” Gesù Cristo … e nessun altro!

Ci sia quindi di consolazione la parola di Paolo che segnala ai Tessalonicesi, e a noi, che gli uomini “vedono” la differenza fra chi “crede/segue” e chi non è così! E’ una questione di “essere” che non ha bisogno dei riflettori del mondo per essere riconosciuta.

Non ci sfugga, infine, nella risposta di Pietro, proprio il legame: “creduto e conosciuto”. E’ a motivo di questo legame tra “credere” e “seguire” che le prime comunità cristiane erano riconosciute come “quelli della via”! E’ questo il legame di cui riappropriarci, anche manifestando stima e riconoscenza a tutti quelli, credenti o meno, che in questo legame indissolubile si riconoscono e perseverano. E’ una qualità dell’uomo, che non può mai venir meno nei credenti!

Domenica 7ª Domenica dopo pentecoste – 27/28 luglio
1.a lettura Giosuè 24, 1-2a. 15b-27: Giosuè disse allora al popolo: «Voi siete testimoni contro voi stessi, che vi siete scelti il Signore per servirlo!» Risposero: «Siamo testimoni!». «Eliminate allora gli dèi degli stranieri, che sono in mezzo a voi, e rivolgete il vostro cuore al Signore, Dio d’Israele!».
2.a lettura 1º Tessalonicesi 1, 2-10: Sono essi infatti a raccontare come noi siamo venuti in mezzo a voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servire il Dio vivo e vero e attendere dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, Gesù, il quale ci libera dall’ira che viene.
Vangelo Giovanni 6, 59-69: Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il santo di Dio».

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