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Se tu conoscessi...

Spettacolo teatrale, 29 settembre 2019 ore 21.00 - Chiesa di Casciago

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Iniziamo...insieme. Benvenuto don Emilio

Dal 27 al 29 settembre 2019 - Festa di inizio oratorio e ingresso del nuovo parrocco

Programma
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Nelle faccende di chiesa

In questo periodo di forte crisi politica abbiamo letto  nelle domeniche di agosto letture che entrano nel mondo politico; il popolo di Dio deve confrontarsi con la società civile e le istituzioni politiche. Samuele desidera accondiscendere alla richiesta del popolo di avere un re, potrebbe però essere pericoloso perché il popolo potrebbe chiedere al re quello che deve chiedere a Dio, Dio tramite Samuele concede un re. Impariamo, ci suggerisce Don Luca, a fare domande, suppliche e preghiere per i politici, anziché insultarli, trasformiamo le nostre lamentele in intercessioni, dobbiamo essere corresponsabili, avere uno sguardo cristiano verso quelli che ci governano.

Nel Vangelo di domenica scorsa troviamo un Gesù scosso dall’arresto di Giovanni che lascia Nazareth, il piccolo borgo tranquillo dove conosceva tutti e va in una grande città, Cafarnao, un grande cambiamento, volti nuovi. Gesù ci chiama a fare un cambio di mentalità, non affronta a malincuore questo viaggio, ma a Cafarnao il popolo vide una grande luce, Gesù. Anche noi siamo spronati a fare come lui.

Nel pomeriggio il saluto comunitario a Don Norberto ha riunito le nostre quattro parrocchie, i quattro cori, tante persone ognuno con la sua esperienza, la sua storia. Quanti volti ha incontrato il don, quante gioie e sofferenze ha condiviso in questi anni! Ci ha stupito ancora una volta, come quando ha presentato il progetto del battistero e ci ha lasciato un’immagine con le parole che ha voluto noi pronunciassimo per benedirlo e poi ancora la grande sorpresa finale, la benedizione personale ad ogni presente, grande emozione per tutti e anche per lui!!! Infine anche la possibilità di prendere un suo libro in regalo che è stato nella sua libreria con la sua dedica personale.

Nelle sue parole, ricordando la moltiplicazione dei pani don Norberto ha pensato alle ceste dei pani avanzati “.. E’ bello pensare che i precedenti parroci hanno tenuto le ceste dei pani avanzati, perché gli avanzi se sono di Dio sono freschi non sono da buttare…”, con la citazione di Santa Monica che, prima di morire aveva detto ad Agostino e al fratello di ricordarsi di lei all’altare, Don Norberto ci ha assicurato che Dio non dimentica le persone, attraverso lo Spirito Santo arriverà nelle nostre case.

In questo periodo tanti sono stati i discorsi significativi del Papa. Agli Scout ha lasciato cinque parole del Vangelo che li ha accompagnati nel tragitto e che invita a tenere sempre con loro, come loro navigatore – il Vangelo è il vero navigatore per la strada della vita – e ad aprirlo ogni giorno, perché il Vangelo è la mappa della vita. Ecco le cinque parole di Gesù, sono cinque parole, facili da ricordare: Date e vi sarà dato. “Non lasciate la vita sul comodino, non accontentatevi di vederla scorrere in televisione, non credete che sarà la prossima app da scaricare a farvi felici. I sogni più belli si conquistano con speranza, pazienza e impegno, rinunciando alla fretta. Gesù, dopo aver detto date, aggiunge: e vi sarà dato. Dio è Padre e vi darà più di quello che immaginate. Dio non lascia a mani vuote. Quando sembra che ti tolga qualcosa, è solo per fare spazio e darti di più e meglio, per farti avanzare nel cammino. Ti libera delle false promesse dei consumi per farti libero dentro. Gesù ti rende felice dentro, non fuori…”

All’udienza del 21 agosto scorso a San Pietro il Papa ci ha fatto sapere come essere buoni cristiani “… dovete pregare, cercare di accostarvi alla comunione, al sacramento della riconciliazione. Ma quel segnale che il tuo cuore si è convertito, è quando la conversione arriva alle tasche, quanto tocca il proprio interesse: lì è dove si vede se uno è generoso con gli altri, se uno aiuta i più deboli, i più poveri. Quando la conversione arriva lì, stai sicuro che è una vera conversione. Se rimane soltanto nelle parole non è una buona conversione…”.

All’Angelus del 25 agosto ci ha scosso con queste parole “… Il Signore ci riconoscerà non per i nostri titoli,  “Ma guarda, Signore, che io appartenevo a quell’associazione, che io ero amico del tal monsignore, del tal cardinale, del tal prete, I titoli non contano,  il  Signore ci riconoscerà soltanto per una vita umile, una vita buona, una vita di fede che si traduce nelle opere. Per noi cristiani, questo significa che siamo chiamati a instaurare una vera comunione con Gesù, pregando, andando in chiesa, accostandoci ai Sacramenti e nutrendoci della sua Parola. Questo ci mantiene nella fede, nutre la nostra speranza, ravviva la carità. E così, con la grazia di Dio, possiamo e dobbiamo spendere la nostra vita per il bene dei fratelli, lottare contro ogni forma di male e di ingiustizia…”

Settimana scorsa Francesco rifacendosi al capitolo 5 degli Atti ha parlato degli ammalati “…la Chiesa nascente si mostra come un “ospedale da campo” che accoglie le persone più deboli, cioè i malati. La loro sofferenza attira gli Apostoli, i quali non possiedono né argento né oro, ma sono forti del nome di Gesù. Ai loro occhi, come agli occhi dei cristiani di ogni tempo, i malati sono destinatari privilegiati del lieto annuncio del Regno, sono fratelli in cui Cristo è presente in modo particolare, per lasciarsi cercare e trovare da tutti noi. I malati sono dei privilegiati per la Chiesa, per il cuore sacerdotale, per tutti i fedeli. Non sono da scartare, al contrario Sono da curare, da accudire: Sono oggetto della preoccupazione cristiana. Nelle piaghe degli ammalati, nelle malattie che sono impedimenti per andare avanti nella vita, c’è sempre la presenza di Gesù, la piaga di Gesù. C’è Gesù che chiama ognuno di noi ad accudirli, a sostenerli, a guarirli…”.

Stefania