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Elezione Consiglio Pastorale

Domenica 20 ottobre 2019 - rinnovo del Consiglio Pastorale per il mandato 2019-2023

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Ottobre missionario 2019 - tre incontri: giovedì 10, 17 e 24 presso il salone dell'oratorio di Casciago

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Chi fa la volontà del Padre?

La risposta a questa domanda è abbastanza facile, se ascoltiamo la riflessione di Giovanni: è Gesù, il Figlio, perché “le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato».

Ma mentre è facile riconoscere la “testimonianza” di Gesù, ci resta meno facile comprendere che quel medesimo “passaggio” è richiesto anche a noi: riconoscere il Padre come il riferimento della vita, come l’unico che cerca il nostro bene, l’unico davanti a cui ammettere, con franchezza, che “da me, io non posso fare nulla”.

Il Signore Gesù, in questa domenica in cui permane la “testimonianza” di Giovanni, ci invita al alzare direttamente lo sguardo da Lui al Padre, per accogliere la sua bendezione, per fare spazio alla sua decisione di “sceglierci” e che ci invita a “Non temere”.

Comprendiamo così che “fare la volontà del Padre” significa, innanzi tutto, accogliere la relazione “in cui siamo” e farla propria, riconoscedno il progetto di “amore” che è all’origine. E’ necessario partire da qui per capire il “fare” che ci è richiesto e che non è scritto da nessuna parte e che nessun altro, se non il Signore stesso, ci potrà “rivelare”.

Il “fare”, infatti, si manifesta attraverso “le opere”, ma queste non rispondono alla logica del mondo, alla logica del consenso, della facilità, della comprensione, della chiarezza, del bianco o del nero, dell’oggi o del domani …

La difficoltà di comprendere con chiarezza cosa significa “fare la volontà del Padre” non ci deve preoccupare e ci serve, invece, a fare il “passaggio” che Gesù ci mostra: è proprio la relazione col Padre, che liberamente scegliamo, che ci “libera” e ci rende capaci di compierla, senza che noi lo sappiamo, proprio perché ci rende consapevoli che “da me, io non posso fare nulla”.

Comprendiamo allora l’insistenza della lettera agli Ebrei che ci sollecita a tenere “fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento”: entrare nella relazione col Padre, attraverso il Figlio e il dono dello Spirito, consente infatti a Dio di fare “grandi cose”, anche in me!

Domenica 3ª domenica dopo il martirio di Giovanni – 14/15 settembre
1.a lettura Isaia 43, 24c – 44, 3: Così dice il Signore che ti ha fatto, che ti ha formato dal seno materno e ti soccorre: «Non temere, Giacobbe mio servo, Iesurùn che ho eletto».
2.a lettura Ebrei 2, 11, 39 – 12, 4: Anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento.
Vangelo Giovanni 5, 25-36: Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

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