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Rimettersi in cammino

C’é voglia di “ri-partire”! Se ne parla quà e là, si intuisce che i problemi del vivere non hanno soluzioni facili: lavoro, relazioni, scuola, conflitti armati, corruzione, democrazia, creato, stagioni, maltempo … ed anche nella Chiesa è ora di riprendere il cammino!

L’Avvento, il cammino liturgico verso la “venuta del Signore”, ci dà l’ “occasione” giusta per rimetterci in cammino, ad una condizione: fare “silenzio” e metterci in ascolto, cogliere la realtà, in tutti i suoi aspetti, dal punto di vista del Signore, accorgendosi non solo della sua “assenza”, ma, soprattutto, della sua “presenza”!

Il silenzio è, innanzitutto, una “situazione” che riguarda il cuore e comporta di spostare l’attenzione fuori di noi, per far posto ad un “altro” e all’ “Altro” per eccellenza, il Signore; per questo il silenzio è la condizione necessaria, ma non sufficiente, per metterci in “ascolto”, cone ci ricorda Isaia: «Ascoltatemi attenti, o mio popolo; o mia nazione, porgetemi l’orecchio».

Porgere l’orecchio al Signore presuppone, anche se spesso non ci facciamo caso, il riconoscimento di Dio come “giustizia”; Giustizia è uno dei “nomi” di Dio e ne definisce al tempo stesso la capacità di soddisfare ogni attesa, di trovare risposta al desiderio di ogni uomo di non essere vittima del fratello … La “giustizia” diventa allora strada e obiettivo che rende possibile la “venuta” del Signore, la manifestazione della sua “giustizia”.

La “venuta” del Signore non riguarda infatti il passato, ma il futuro: per questo la Chiesa vive il tempo (e l’anno liturgico che oggi inizia) come un percorso in cui, facendo memoria della vita di Gesù, cerca di comprendere le sue vicende umane e i “segni” del suo vivere “con noi”, così da trovare motivazione ed esempio per il proprio “essere nel mondo” da “figli dell’Altissimo”.

La “venuta” che attendiamo riguarda il nostro futuro, non la nascita di Gesù; l’attesa di cui parliamo è l’attesa di Dio, perché è Dio che attende la nostra risposta; il cammino che diciamo di fare non serve a percorrere spazi, ma a fare spazio alla sua presenza; il silenzio a cui ci richiamiamo non é solo una scusa per fermarci ma l’occasione di rifare ordine nella nostra vita ed attrezzarci per il cammino, verso la “venuta del Signore”.

Buon cammino di Avvento!

Domenica La venuta del Signore – Prima domenica di Avvento, inizio dell’anno liturgico ambrosiano – 16/17 novembre
1.a lettura Isaia 51, 4-8: Così dice il Signore Dio: «Ascoltatemi attenti, o mio popolo; o mia nazione, porgetemi l’orecchio.
2.a lettura 1ª Tessalonicesi 2, 1-14: Riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro radunarci con lui, vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare.
Vangelo Matteo 24, 1-31: Allora, se qualcuno vi dirà: “Ecco, il Cristo è qui”, oppure: “È là”, non credeteci; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi segni e miracoli, così da ingannare, se possibile, anche gli eletti.